Il Ministro dello “Zeitgeist” Franceschini e l’ossessione per la rivoluzione digitale

Egregio signor “Ministro dello zeitgeist” Franceschini,

Lo scorso 31 agosto Lei ha arditamente affermato:

«Non è un tabù innestare architettura contemporanea di grande qualità nei centri storici. La bellezza del paesaggio è proprio la sovrapposizione di stili. La grande sfida è non solo conservare le ceneri ma guardare al futuro, crederci e investire. La sfida che abbiamo davanti come Sistema Paese è capire che investire in cultura non è solo conservazione e tutela del patrimonio che ci hanno lasciato le generazioni passate, che è un compito doveroso, ma è egualmente importante investire nel futuro, nella creatività, nell’innovazione, nella ricerca. Abbiamo fatto delle scelte importanti nel Recovery Fund, con un investimento di 7 miliardi di euro distribuiti tra tutela del patrimonio e innovazione.  Non c’è finestra migliore nella storia dell’umanità di questo incrocio tra era digitale e creatività. Questa finestra che non sappiamo quanto durerà nel tempo offre una possibilità straordinaria ai giovani talenti e agli emergenti che possono offrire le loro idee e la loro arte al mondo[1]».

Avendole già espresso il mio parere sulle bestemmie del suo – personalissimo – concetto di “conservazione” e di “inserimento di architettura contemporanea nei centri storici[2], oggi voglio farle notare quanto assurda e dispendiosa sia la sua ossessione per la “rivoluzione digitale”, che poi è la stessa che affligge tutta la sua, pessima, squadra di governanti al servizio dei produttori di “indispensabili soluzioni tecnologiche per problemi non ancora esistenti” dell’era digitale.

A causa della vostra ossessione per la “semplificazione” e la “digitalizzazione” infatti, molti, troppi, soldi a disposizione del patrimonio, della cultura, della didattica, della sanità, del sociale, ecc. sono stati e continuano ad essere sperperati in una inutile paccottaglia che, però, arricchisce le aziende fornitrici di questi (dis)servizi.

Lei e i suoi colleghi, comodamente seduti nella stanza dei bottoni, non avete nemmeno la lontana idea di quello che possa essere l’inferno vissuto dai poveri cittadini – specie gli anziani che non usano il pc e il cellulare – e dai professionisti, causato per esempio dalla imposizione della SPID, della firma digitale e della presentazione “digitale” di una stupida pratica urbanistica presso un ufficio tecnico e/o la soprintendenza … eppure l’avete chiamata “semplificazione”.

Questa è, ovviamente, solo una quisquilia rispetto all’immensa serie di vessazioni, digitali e burocratiche, a cui avete condannato la popolazione che governate … spesso senza nemmeno aver ricevuto alcuna preferenza dall’elettorato!

Ebbene, venendo al punto che la riguarda, mi limiterò a segnalarle solo due casi, nei quali ho sentito grande imbarazzo, di fronte ai miei studenti stranieri e davanti ad una audience di esperti di archeologia e restauro, presenti ad un importante convegno … e questo mio imbarazzo è stato causato solo dal risultato degli investimenti nel mondo virtuale che tanto l’affascinano.

Il primo caso ha riguardato la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” organizzata presso la Domus Aurea[3].

Se si eccettua infatti la ricostruzione virtuale della stanza del cardinale Bibiena, (che non mi è stato possibile documentare perché il Vaticano non ha dato il permesso agli organizzatori per consentire di scattare foto), il resto della “misera” esposizione, il cui biglietto ammonta a 13 euro è una vera e propria offesa alla cultura!

Dalla ricostruzione della caduta di petali dall’oculo centrale e della rotazione della volta che, come è ben noto, non avvenivano nell’aula ottagonale, alle altre 3 sale con proiezioni virtuali, si tratta di un immondo pastrocchio, inaccettabile perfino in una scuola elementare italiana … una vera vergogna che, forse, potrebbe spopolare solo in un grosso, ignorantissimo, casinò di Las Vegas!

Che dire poi degli animali alati delle grottesche che sbattono le ali??

Davvero uno spettacolo patetico e imbarazzante! E come accettare di annoverare tra le pitture ispirate alle “grottesche” un dipinto messicano del 1550, copiato da soggetti aztechi? Siamo davvero alle comiche!

Ma il top lo si raggiunge con la sala, documentata nella foto seguente, dove i visitatori possono, usando una “ruota della grottesca” degna di un programma di TV-trash, comporre la loro “grottesca“, appiccicando tra loro elementi presi a casaccio …

Se ne deduce che gli organizzatori di questa immondizia culturale abbiano un concetto davvero grottesco delle grottesche!

Egregio signor Ministro, potrebbe cortesemente illuminarci sull’utilità di questa robaccia e, soprattutto, sui suoi costi?

Buttare i soldi in queste porcheria, quando non si hanno i soldi per restaurare e proteggere i monumenti (sulle volte delle sale di Achille a Sciro e di Ettore e Andromaca c’è tanta condensa che gocciola sui visitatori) è indegno!

Qui non si tratta di mere proiezioni, ma di esclusiva proiezione di immagini i cui contenuti sono raccapriccianti. Un ignorante potrebbe ammirare la brillantezza dei colori, ma gli strafalcioni e la assurdità di 3 proiezioni su 4 (la mostra è tutta qui e costa 13 euro) la rendono inaccettabile e ingiustificabile … credo che la Corte dei Conti debba indagare su tanto inutile spreco!

Egregio signor Ministro, tengo a farle sapere che, sebbene sottovoce per timore di esprimersi – pari a quando si diceva “taci il nemico ti ascolta” – anche le accompagnatrici (o guide) con cui abbiamo interagito hanno espresso moltissime perplessità: Non ritiene questa una vergogna?

La seconda esperienza imbarazzante mi è stata offerta, poche settimane fa, da un interessantissimo convegno, cui partecipava il gotha dell’archeologia; un convegno durante il quale sono stati messi a confronto gli studi ricostruttivi, fenomenali, di Paolo Vitti sul Mausoleo di Adriano e quelli, altrettanto notevoli, di Elisabetta Carnabuci sul Mausoleo di Augusto.

Come si è detto, il lavoro dei ricercatori è stato enormemente apprezzato e condiviso, ma con una differenza che, purtroppo, ha gettato ombra sul grandioso lavoro della Carnabuci … un’ombra che, tuttavia, non è da attribuire all’archeologa soprintendente, ma a chi abbia deciso di sperperare denaro pubblico per realizzare delle ricostruzioni virtuali del monumento di età augustea, davvero imbarazzanti e, a mio avviso, inaccettabili.

Se non mi crede dia un’occhiata al video, che lei certamente ben conosce ed evidentemente approva, disponibile in rete

Se, per qualsivoglia ragione le fosse sfuggito, faccia comunque attenzione ai punti seguenti:

  • Minuto 45: viene mostrato il corridoio di ingresso al Mausoleo il cui pavimento e le cui pareti, secondo gli autori dei renderings, erano realizzati in travertino noce con finiture degne di un bagno pubblico.
  • Minuto 57,36: stessa situazione relativa alle aperture Est e Ovest del cosiddetto “muro 2”.
  • Minuto 58,29: stessa e identica situazione per la camera sepolcrale.
  • Minuto 1,06,54: in aggiunta alla presunta e discutibile monocromaticità dei marmi che dovevano caratterizzare l’ipotetica peristasi del primo livello esterno, risulta davvero imbarazzante vedere che l’abaco delle colonne risulti essere circolare invece che quadrato … un errore che non si troverebbe nemmeno nella ricca casa sequestrata lo scorso anno al capo del clan della periferia romana!
  • Minuto 1,08: il verde che decorava la “collina artificiale” circolare più che ispirato ai giardini pensili di Babilonia, sembra ispirato alle tipiche aiuole incolte, infestate dalle erbacce, della Roma di oggi.

Davvero vogliamo far credere alla gente che Augusto, innamorato dell’arte classica, gradisse per il suo Mausoleo un’architettura ancora più schematica di quella del ventennio fascista?

Davvero vogliamo far credere che, laddove ci fossero cornici e capitelli, Augusto avesse chiesto che venissero realizzati in maniera così errata e ridicola?

Il nostro Paese, più di tutti gli altri, è vittima dell’idea che, costruire in maniera rispettosa dei luoghi e delle tradizioni, risulti storicamente “falso” … indipendentemente dal fatto che la “falsificazione”, perfino nella teoria di Brandi, risulti essere tutt’altro[4].

Nonostante questo, però, le ricostruzioni – profondamente errate e fuorvianti – come quelle che ho raccontato, vengono non solo ammesse, ma addirittura supportate con denaro pubblico.

Egregio Ministro ci dica: quanto, dei 7 miliardi del Recovery Fund che nel suo discorso tenuto a Venezia ha sbandierato aver investito negli ultimi anni, è stato speso per pagare queste due “meraviglie” che ho raccontato?

Se me lo consente, visto che continuate a tartassarci, perfino obbligandoci in questi giorni a cambiare i televisori per favorire l’era digitale (e ovviamente i suoi operatori economici), visto che si tratta di soldi nostri e non suoi, le chiedo di mettere da parte la sua ossessione per la realtà virtuale ed usare quei  NOSTRI soldi per restaurare il patrimonio e riqualificare, seriamente, i quartieri degradati delle nostre città … badi però di intervenire sostituendo certe realtà urbane criminogene e non mandando dei cialtroni, peraltro ben pagati, a dipingere fumetti di pessimo gusto sulle pareti degli ecomostri!


[1] https://www.beniculturali.it/comunicato/21193

[2] https://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2021/10/15/medioevo-vs-eta-contemporanea-qual-e-la-vera-eta-buia-parte-prima-la-scultura/

[3] https://parcocolosseo.it/evento/raffaello-e-la-domus-aurea-linvenzione-delle-grottesche-in-arrivo-la-grande-mostra-evento-in-domus-aurea/

[4] https://www.bioarchitettura.org/articoli/ed-79-falso-storico-tutto-falso

5 pensieri su “Il Ministro dello “Zeitgeist” Franceschini e l’ossessione per la rivoluzione digitale

  1. L’attuale “ministro dei Beni di cui sa poco o nulla” risponde precisamente alla descrizione che fa, in “Apocalypse now”, il Colonnello Kurtz del Capitano Willard nel momento in cui quest’ultImo viene catturato nella giungla metaforica : “ lei è un killer ? un soldato ? Ne’ l’uno né l’altro ! Lei è il garzone venuto a riscuotere il sospeso, per conto del bottegaio.

  2. Ma è mai possibile che alcun ministro italiano abbia alle spalle un percorso scolastico e culturale consono alle responsabilità assunte?
    Ma chi è il capo del personale che ha provveduto alla loro assunzione?

  3. A mio modesto avviso il “capo del personale” è un qualsiasi “amministratore delegato” incaricato dalla proprietà di nominare un “garzone” qualsiasi nell’ampia offerta degli attuali politici italiani presenti nei partiti. Sono circa 30 anni che funziona così….robetta…direbbe il poeta.
    L’attuale è solo uno fra i peggiori, ma la schiera è lunga. Anche i nomi della Sovrintendenza Capitolina non sono niente male….

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