La “riqualificazione” della Tiburtina, la Torre andata in fumo a Milano e l’incubo di Nerone

Rendering del progetto per la “riqualificazione” della Tiburtina

I tanti impegni degli ultimi mesi mi hanno impedito di ritagliare del tempo per questo blog a difesa delle nostre città e del nostro paesaggio. Gli ultimi eventi mi hanno tuttavia portato oggi a tener fede alla promessa fatta, all’ex Presidente Nazionale di Italia Nostra Oreste Rutigliano, il quale mi ha pregato di far sentire anche la mia voce nella battaglia per fermare lo scempio previsto per la Tiburtina, con il beneplacito dell’Ordine degli Architetti e del Campidoglio.

Nel 2017, spaventato dalle irresponsabili dichiarazioni di un noto storico, critico e documentarista italiano – che facevano eco a quelle dei tanti “guru” del mondo dell’urbanistica romana – a beneficio dei palazzinari che inneggiavano al “modello Milano”, cercai di far comprendere, a chi ovviamente non ne abbia alcuna voglia, le ragioni per le quali quel modello risulti fallace[1].

Ovviamente gli interessi in gioco sono talmente elevati che risulti davvero difficile tenere testa ai tanti “venditori di fumo” … è tragicamente il caso di dirlo dopo il disastro della Torre del Moro di Via Antonini a Milano, andata in fumo a soli 11 anni dalla sua ultimazione[2].

Il potere manipolatorio degli speculatori è infatti in grado di operare un vero e proprio lavaggio del cervello sull’intera popolazione: un’operazione talmente profonda da arrivare a cancellare la memoria collettiva, perfino quella recente … è possibile quindi sperare in una redenzione?

All’inizio dell’anno, è stato svelato il piano per la presunta riqualificazione – o rigenerazione che dir si voglia – dell’area della Tiburtina progettata dallo Studio ABDR (Arlotti, Beccu, Desideri, Raimondo); progetto che, come ricordava in un interessante articolo Fernando Magliaro, è «figlio dell’Accordo di Programma del 2000 (sindaco Veltroni) che ha già prodotto il nuovo tunnel della Tangenziale Est, la nuova Stazione ad Alta Velocità di Tiburtina (sempre dell’ABDR) e il nuovo collettore fognario di Tiburtina/Pietralata»[3]

La puntualizzazione di Magliaro, voluta o meno che fosse, la ritengo molto utile, perché i romani smemorati dimenticano sempre i sindaci, e soprattutto gli assessori, che hanno seminato la malerba nel campo coltivato!

Magliaro, nel suo articolo spiegava: «Il nuovo centro direzionale disegnato nel progetto prevede la costruzione di 13 torri – due da 90 metri di altezza e 22 piani; tre da 72 metri, una da 60 e le restanti sette da 50 metri circa di altezza ma con edifici più lunghi – che occuperanno una superficie di circa mille metri lineari che partiranno dall’atrio Pietralata e arriveranno fino a Ponte Lanciani. Questo centro direzionale sarà completato da un grande parco attrezzato da 4 chilometri quadrati (Villa Borghese è 0,8 kmq) e la nuova stazione dei pullman che dovrà sostituire l’attuale Tibus».

Diversamente dall’utile puntualizzazione relativa all’ex sindaco Veltroni, la sottolineatura del confronto tra l’ipotetico parco di questo intervento e la superficie di Villa Borghese risulta molto discutibile. Considerati infatti gli ultimi esempi di “parchi abortiti”, come nel caso della triste vicenda di Porte di Roma, appare quantomeno fuorviante provare ad infinocchiare i romani sui benefici di questa immane colata di cemento!

Ma quando si deve far pressione a beneficio dell’urbanistica tentacolare, tutti coloro i quali sperano di raccogliere le briciole – se non in questa occasione, almeno nella prossima – scendono a difendere la bontà di determinati interventi speculativi.

Lo scorso 16 luglio, infatti, l’Ordine degli Architetti di Roma ha dato ampio spazio a questa paccottaglia edilizia nell’ambito dell’incontro «TrasformAzioni Urbane – La Tangenziale Est a Roma»[4] … ovviamente guardandosi bene dal condannarla.

Tra i vari interventi è quindi stato ricordato come «Tra i focus al centro del primo convegno promosso dall’associazione AIDIA (Associazione italiana donne ingegneri e architetti) insieme all’OAR, due anni fa c’erano il ruolo della street art in ottica rigenerazione urbana, ma anche il progetto di T-Studio di Guendalina Salimei per il Chilometro Verde a Corviale» … nessuno, ovviamente, all’interno della messa nera di turno, ha osato sollevare dei dubbi sull’abominio del progetto della Salimei per il Corviale, né sulla presa per i fondelli rappresentata dalla Street Art spacciata per “Rigenerazione Urbana”!

Paradosso dei paradossi, la consigliera dell’AIDIA Antonella Candelori, inquadrando il tema centrale del convegno, ha rimarcato come la «Tangenziale Est sia stata da sempre al centro del dibattito, in quanto è un’infrastruttura ingombrante e invasiva. Per questo, nel corso degli anni, si sono scontrare le idee di chi ne avrebbe voluto la conservazione e chi la distruzione».

Ebbene, sarebbe stato utile chiedere alla consigliera Candelori se, prima di esprimersi, avesse avuto modo di mettere a confronto l’impatto visivo dell’orrenda tangenziale e quello del progetto di ADBR che, anche ai non addetti ai lavori, appare decisamente più ingombrante e invasivo.

La verità è che certi individui, gruppo ADBR in primis, ignorano del tutto il senso del rispetto dei luoghi e della gente. In fondo, date le similitudini, basterebbe farsi una passeggiata lungo via della Lega Lombarda per vedere come gli splendidi edifici realizzati da Giorgio Guidi e Innocenzo Sabbatini al quartiere Sant’Ippolito risultino violentati dagli immondi scatoloni rivestiti di metallo realizzati di recente … scatoloni perfettamente in linea con le porcherie edilizie della Nuova Stazione Tiburtina e dell’edificio della BNL-Paribas, progettati dagli stessi autori della presunta “riqualificazione” della Tiburtina.

Vista dall’alto dei nuovi edifici di via della Lega Lombarda a ridosso del quartiere Sant’Ippolito
Rendering che mostra come l’area risulterebbe “riqualificata” dalla proposta di ADBR

Volendo fare un paragone di cattivo gusto, alla luce del proliferare di questi edifici tutti figli della stessa mano (realizzati e realizzandi), potremmo ritenere il cancro – non estirpato sul nascere – della Stazione Tiburtina, come il responsabile del proliferare di queste immonde metastasi!

All’epoca del sindaco Alemanno si provò a creare una “commissione grattacieli” per sfregiare lo skyline della Capitale, cosa che suscitò grande indignazione da parte di tutti – parte del mondo accademico incluso –  e che, fortunatamente, non ebbe seguito anche grazie alle tante manifestazioni[5] organizzate contro quella follia … ma non per questo coloro i quali non amano Roma e pensano solo al proprio profitto hanno deciso di lasciar perdere.

Eppure, più e più volte abbiamo avuto la dimostrazione che un certo modo di costruire dovrebbe evitarsi, più e più volte, come si è detto, si è cercato di spiegare le ragioni per cui determinate tipologie edilizie, determinati sistemi urbanistici e determinate metodologie costruttive dovrebbero evitarsi, in più occasioni la stessa natura ci ha lanciato dei segnali atti a far comprendere che certe abitudini costruttive andrebbero riviste[6], ma i fondamentalisti dell’autodistruzione non demordono e continuano a ignorare tutto e tutti, i nome del proprio tornaconto e/o del proprio ego.

Così, di continuo, individui senza scrupoli spacciati per esperti, si presentano ai convegni e in programmi televisivi raccontando della sostenibilità di insostenibili tipologie edilizie come i grattacieli, o dell’intelligenza di determinate “smart solutions” che meriterebbero di esser definite “silly”, la loro assoluta mancanza di etica professionale li porta impunemente a raccontare dell’ecologicità di determinati sistemi e materiali costruttivi, operando un vero e proprio lavaggio del cervello su chi, incondizionatamente, riponga fiducia assoluta nel “parere degli esperti” … né nulla sembra mutare in occasione di clamorose dimostrazioni della falsità di determinate affermazioni.

Come è possibile consentire che si continui a realizzare realtà suburbane spersonalizzanti, caratterizzate da edifici ipertrofici, realizzati con materiali infiammabili e, spesso, cancerogeni?

Il mese scorso, come spero ricorderete, un grattacielo con appartamenti da 8000 euro al metro quadro non si è trasformato in una orrenda pira. Quell’evento – scaricabarile delle imprese e delle aziende fornitrici dei materiali a parte – ha scoperchiato, almeno per il momento, il Vaso di Pandora, mostrando che determinate tipologie edilizie possano essere una trappola e che determinati sistemi di pannellature tanto alla moda possano risultare delle bombe a orologeria!

È proprio di ieri la notizia che i pannelli isolanti del sottotetto dell’edificio ottocentesco andato in fumo nelle ultime ore a Torino siano indagati come i responsabili di questo nuovo rogo.

La Torre del Moro di Milano in fiamme

Nel caso milanese, solo la miracolosa prontezza d spirito di un ragazzo ha evitato una tragedia come quella delle 72 vittime della Grenfell Tower di Londra … Quante altre tragedie dovranno accadere prima che si inizi a dubitare dell’onniscienza dei nuovi guru dell’architettura e che certe modalità costruttive debbano essere abbandonate?

Solo gli imbecilli non imparano mai dai propri errori e la nostra categoria sembra essere la più ostinata nel rifiutarsi di imparare …


[1] https://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2017/11/25/ancora-col-modello-milano-per-roma-basta-con-questo-ignobile-lavaggio-del-cervello-a-servizio-dei-palazzinari-e-delle-banche/

[2] http://www.vita.it/it/article/2021/09/03/milano-e-lideologia-delle-torri/160312/?fbclid=IwAR3IuayBDLpNZMyMH4o_fj3l-njyvnFtlYzjzecnoi5iKDB1h1l8vAjUOtg

[3] https://fernandomagliaro.com/2021/01/14/ecco-le-torri-della-tiburtina/

[4] https://www.architettiroma.it/attivita-ordine/territorio/trasformazione-urbana-i-piani-di-roma-capitale-per-il-polo-est-il-dibattito-sulla-tangenziale/

[5] https://www.youtube.com/watch?v=wbX4cC2QjWo

[6] https://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2020/03/19/il-covid-19-ci-sta-suggerendo-di-cambiare-il-modo-di-costruire-e-vivere/

7 pensieri su “La “riqualificazione” della Tiburtina, la Torre andata in fumo a Milano e l’incubo di Nerone

  1. Caro Ettore, ammiro la tua ostinazione nel combattere questa deriva invincibile.
    Da te, attraverso il tuo blog e i tuoi libri, come da altri con la tua stessa sensibilità, ho imparato a rileggere il tessuto, valutando attentamente i danni del modernismo. Ma, vivendo a Milano da anni, ciò che vedo è un degrado continuo della città e della qualità della vita, analoghe comunque a ciò che accade anche a Roma, stante le poche volte che passo di li.
    Io penso che la partita sia persa, troppi interessi legati ai soldi, oltre a mancanza di lungimiranza e coraggio, portano a certi risultati, ed è illusorio, anche se ricetta giustissima, richiamare interventi urbanistico immobiliari fatti in epoca pre fascista.
    Per altro il lavaggio del cervello operato dai media, ormai tocca tutte le dinamiche della nostra vita, come l’ultimo anno e mezzo ci insegna, e quindi, osservando questa deriva generalizzata, mi guardo attorno sempre più spaesato, stufo degli accadimenti e desideroso di fuggire da tutto ciò.
    Un caro saluto e grazie per e tue perle di saggezza

    1. caro Alberto,

      ti ringrazio per il tuo prezioso commento, condivido il tuo sconforto ma, per il bene dei nostri figli e nipoti, non smetterò mai di sperare un una redenzione della nostra generazione

  2. Fuggire è impossibile oltre che inutile…questa roba raggiunge chiunque ovunque nelle infinite forme della merce/denaro/merce e denaro/merce/denaro. Fuori da ogni moralismo, aggiungo agli elementi liberati dal vaso scoperchiato quelli di chi dovrebbe controllare, verificare, approvare,concedere, cioè quel pubblico servizio che sotto gli attacchi degli interessi privati è stato dapprima depauperato, poi acquistato, infine deresponsabilizzato fino a abdicare al suo ruolo fondamentale (che ci costa un occhio in tasse/imposte e incassa due volte) per poi essere indicato al pubblico ludibrio come “burocrazia soffocante”. Il meccanismo è conosciuto come “Il ponte Morandi” dove alcuni ingrassano, i grassatori, e altri piangono ! Questo modello economico lasciato da decenni allo stato brado, questo sortisce e tutto va bene madama la Marchesa…poi, come si dice a Roma…a chi tocca non s’ingrugna (offende).

  3. Caro Ettore, stavo rileggendo il tuo articolo e….sono sparite tutte le immagini tranne la foto dello scatolone in fiamme! Boh.

  4. Benché sparite le immagini che ben documentavano il ragionamento di Ettore, vorrei sottolineare che gli interventi urbanistici/architettonici di cui si parla sono esattamente l’abito con cui si veste l’attuale rendita/speculazione finanziaria, perfettamente leggibile anche sotto il profilo estetico. Un’armamentario inguardabile e invivibile che tenta inutilmente di soddisfare solo la crescita al 3% e oltre, dei capitali investiti.

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