L’incendio di Notre Dame e l’inutile protagonismo di Sgarbi

arigi, la Cattedrale di Notre Dame in fiamme poco prima del crollo della guglia

Dopo aver appreso delle dichiarazioni rilasciate in TV ieri sera dal noto storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi[1] sono rimasto basito!

Tra le varie assurde frasi pronunciate durante il consueto sproloquio televisivo, il noto personaggio ha detto:

«La ricostruzione è recente, ottocentesca. La guglia che è crollata è una guglia moderna, in stile neogotico. Nulla che non sia riparabile. Nella parte superiore della chiesa ci sono delle opere che, se si trovassero all’interno di un museo, non guarderemmo nemmeno».

«Le cose irreparabili sono quelle dove perdi delle opere centrali per la cultura dell’Occidente. Lì non c’è nulla, le vetrate sono state finite nel 1967 e sono opere triviali di nessuna importanza e se dovremo ricostruire ricostruiremo».

Ritengo davvero assurdo che un noto personaggio pubblico, il cui pensiero è da molti considerato l’equivalente artistico della Sacra Bibbia, possa aver pronunciato frasi del genere, che personalmente ritengo l’ennesima clamorosa cantonata di chi – dopo la figuraccia dei falsi Modigliani[2] – usi pateticamente l’argomento sottinteso del falso storico per svilire il lavoro magistrale ottocentesco e rinvigorire il suo personaggio a beneficio della “società dello spettacolo“.

Ovviamente Sgarbi non è un architetto, né un restauratore, ma semplicemente uno dei tanti storici-storicisti che, con le proprie teorie ideologiche, tanto male hanno fatto alla causa del restauro promuovendo ed imponendo , in nome della teoria del “falso storico”, materiali e tecniche di cui nulla conoscevano a livello fisico e chimico e che, nel tempo, hanno prodotto solo danni!

Per queste ragioni ritengo che un “esperto”, prima di avventurarsi in certe affermazioni dogmatiche, dovrebbe interrogarsi sul perché, sebbene “falso” (se mai fosse necessario, occorrerebbe rammentare che, comunque, le strutture lignee del tetto di Notre Dame fossero quelle originali del 13° secolo), il monumento attirasse milioni di turisti, che fotografavano indifferentemente tanta “falsità priva di valore”.

Nella sua mania di protagonismo e necessità di offendere chi la pensi diversamente da lui, Sgarbi non si accorge che della datazione e della “originalità certificata dall’esperto“, al comune mortale, non freghi una beneamata cippa!

Il valore di ciò che si è perduto, a Parigi come altrove, è incommensurabile, e si chiama “identità collettiva“, che con l’egoismo dello “storicista” di turno (cosa ben diversa dallo “storico“) non ha nulla a che vedere.

Un monumento, quando cade – che sia quello originale o quello ricostruito identicamente al precedente – va ricostruito com’era e dov’era per non perdere il senso di appartenenza della gente, il resto è pura fuffa!

Che gli storicisti se ne facciano una ragione: i beni culturali e i centri storici appartengono alla gente, e non alla sparuta e dannosissima minoranza degli pseudo-esperti!

La gente comune vive la perdita dei monumenti come un lutto grave, per cui, come ricordava il grande Carlo Ceschi[3], davanti a certe tragedie tutta la moderna “Teoria del Restauro” crolla, in nome del rispetto della memoria collettiva!

C’è un secondo aspetto dell’intervento di Sgarbi che mi ha davvero disgustato e che, chiaramente, fa parte del personaggio che, dovendo promuovere se stesso agli occhi dell’ignorantissimo popolo bue, deve cavalcare l’onda del razzismo imperversante nel nostro Paese, purtroppo in mano ad un partito di cialtroni che avrebbe dovuto essere condannato 25 anni fa per le sue politiche razziste e discriminatorie e che, grazie al governo Berlusconi, entrò in maggioranza e rafforzò la sua ignobile posizione parlamentare!

L’affermazione di Sgarbi secondo cui «Le cose irreparabili sono quelle dove perdi delle opere centrali per la cultura dell’Occidente», è a mio avviso indegna e discriminatoria! Per quale motivo le opere centrali per la cultura dell’Occidente dovrebbero risultare superiori a quelle importanti per la cultura orientale? Forse perché agli occhi dell’esperto queste ultime sono da considerarsi figlie di un Dio minore?

L’incendio di Notre Dame non è un qualcosa di differente dalla distruzione dei Buddha ad opera dei talebani, né della devastazioni di Palmira ad opera dell’ISIS, perché il patrimonio artistico non appartiene ad una fede religiosa, ma all’intera umanità!

Purtroppo il signor Sgarbi e tutti i giornalisti interessati al solo cristianesimo ed al solo occidente, ieri ed oggi, hanno ignorato che, mentre bruciava Notre Dame, a Gerusalemme bruciava anche, nella loro indifferenza, la splendida Moschea di al-Aqsa[4].

Il mondo brucia, mentre l’ipocrisia, l’ignoranza, l’intolleranza e il razzismo lievitano!

Gerusalemme, la Moschea di al-Aqsa in fiamme

[1] https://www.huffingtonpost.it/2019/04/16/vittorio-sgarbi-non-siate-tristi-per-notre-dame-il-danno-non-e-irreparabile-vetrate-del-1967-guglia-ricostruita-nell800-nulla-di-reale-valore_a_23712416/?ncid=other_facebook_eucluwzme5k&utm_campaign=share_facebook&fbclid=IwAR3SUf0HPrLBcb7Hhab_GEevJpRWK0z7qiTVvyqplN4SSiAcDU4tT6WCchQ

[2] http://lopinabile.it/2018/02/28/la-figuraccia-sgarbi-sui-modigliani-falsi/

[3] http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2019/02/02/perche-e-sbagliato-mostrarsi-irrispettosi-rispetto-al-patrimonio/

[4] https://kashmirreader.com/2019/04/16/al-aqsa-mosque-catches-fire-as-notre-dame-cathedral-in-france-burns/

7 pensieri su “L’incendio di Notre Dame e l’inutile protagonismo di Sgarbi

  1. Caro Ettore,
    sottoscrivo parola per parola il tuo articolo. Conosciamo il personaggio…. purtroppo il marchio di infamia che ancora si porta appresso larga parte dell’architettura dell’ottocento è figlia dell’indifferenziata iconoclastia che coinvolse architetti e artisti dei primi anni del secolo scorso e di certo gli storici non sono immuni da questa malattia.
    Un caro saluto
    Angelo

      1. Un sincero grazie per il tuo impegno in una lotta che mi sembra sempre più impari.
        Com’ era dov’ era viene, e non solo da Sgarbi, prospettata come una idea d’ altri tempi. Ben presto qualche archistar ci farà dono della maquette della nuova notre dame in chiave moderna, minimalista in ca, guglia in acciaio finto arrugginito, del resto per molti Dio è morto e la cattedrale è ormai cosa fine a se stessa, roba per turisti! E in TV non c’è spazio per il dolore, il rammarico, la riflessione e magari un minuto di silenzio, ma solo per ciò che fa aumentare l’ ascolto con le ricorrenti diatribe da stadio.

  2. Caro Ettore,
    condivido tutto ciò che scrivi!
    Purtroppo viviamo in una società ormai involuta e ignorante e quindi vengono fuori questi “tipi”
    Un abbraccio
    Matteo

  3. Lei scrive: .

    Non voglio prendere le difese di Sgarbi, ma non penso proprio che intendesse dire che la cultura occidentale sia superiore alle altre. Questa e’ una sua interpretazione, abbastanza distorta. Peccato, perché fino a quel punto mi ero trovato d’accordo con quanto scritto.

    Lei ancora scrive: .. di grazie! Trovandosi in Europa e’ normale interessarsi principalmente alle cose cristiane essendo centrali nella cultura Europea, come ben dovrebbe sapere. Il rogo alla moschea e’ stato definito da più parti come “minore” e non ha portato al livello di distruzione verificatosi a Notre Dame, per fortuna.

    Certe sue uscite di oggi non sfigurerebbero sull’articolo di Rolling Stones che cita sul suo ultimo post. Forse si sta facendo influenzare troppo dalle “identity politics” d’oltre oceano?

    Con stima,
    un leghista

    1. caro “leghista”
      non so perché mi abbia messo in bocca parole non mie, perché non ho mai voluto prendere le difese di Sgarbi, né mai lo farei!
      Inoltre ha affermato che io abbia scritto “trovandosi in Europa è normale interessarsi principalmente alle cose cristiane essendo centrali nella cultura Europea …”
      Una idiozia del genere potrebbe uscir fuori dalla bocca di un personaggio come il suo leader carismatico, non di certo dalla mia!
      Non so cosa volesse commentare o dove volesse arrivare a parare, specie dicendo che mi stia facendo influenzare troppo dalle “Identity politics d’oltre oceano”
      Quindi la prego di essere più chiaro e, soprattutto, non nascondersi dietro uno pseudonimo del genere … o forse prova vergogna per la sua fede politica in un movimento che basa la sua politica sul razzismo e sulla discriminazione territoriale, oltre che sulla provocazione di una guerra tra poveri?

      1. E sui soldi, tanti e da molto tempo, di quelli che dice di voler combattere in Europa per cambiarla. Ciao core !

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