Suggerimenti preziosi per l’annullamento del titolo autorizzativo di via Ticino

Su via Ticino a Roma e su Palazzo Tresca a Barletta

Un utile scambio di opinioni che potrebbe risolvere il problema legale per l’annullamento del titolo autorizzativo

Molti benpensanti – o presunti tali – spesso, tendono a demonizzare Facebook, perché visto come uno strumento deleterio, creato ad-hoc affinché in cosiddetti “webeti” – come li ha definiti Enrico Mentana – possano dare libero sfogo delle proprie frustrazioni, producendo il peggio di sé.

Diversamente, in più di un’occasione, ho potuto sostenere e dimostrare l’esatto contrario. Questo social network infatti, a seconda dell’uso che se ne fa, può risultare devastante, oppure uno strumento efficacissimo per uno scambio di informazioni preziose che possono risultare utili, in brevissimo tempo, per far venire a conoscenza di cose che, diversamente, non si sarebbero potute conoscere e che, magari, sarebbero risultate utili per risolvere un problema di massima urgenza.

Per esempio, questo è il caso delle vicende relative alle autorizzazioni rilasciate per i progetti di demolizione e sostituzione dell’edificio di via Ticino 3 a Roma[1] e di Palazzo Tresca a Barletta[2], dei quali mi sto interessando da oltre un mese.

Roma, via Ticino 3 – progetto elaborato nel 1930 dall’ing. Ugo Gennari per conto del conte Gerolamo Naselli
Palazzo Tresca, Progetto originario datato 1885 (fonte: Archivio di Stato di Barletta) – il prospetto presenta solo tre livelli

Ieri infatti, tra i commenti ad uno dei miei post su via Ticino a Roma pubblicato su Facebook, ho avuto un utilissimo scambio di opinioni/informazioni con Luciano Belli Laura.

Ho ritenuto che le sue segnalazioni possano risultare molto utili, sia riguardo alla vicenda di via Ticino (che oggi, purtroppo, ha visto l’avvio della demolizione), sia per l’altra vicenda che riguarda la mia città natale Barletta.

Vi riporto il nostro scambio di battute, nella certezza che possa tornare utile a chi stia seguendo la vicenda a livello legale e, soprattutto, nella speranza che possa contribuire a bloccare la stagione dei nuovi barbari.

16 ottobre 2017 – Demolizioni in corso (foto di Emanuela Migheli)

Luciano Belli Laura (LBL) – «Credo sia assai utile “rendere virale” la novità. Ma contemporaneamente penso sia indispensabile fare istanza (o diffida) di revoca del provvedimento autorizzativo del progetto Ridolfi. Ai sensi dell’art. 21-quinquies della L. 241/1990 e ss.mm.ii., ancora possibile nel caso di sopravvenuti motivi di pubblico interesse e proprio nel caso di mutamento della situazione di fatto. Un buon avvocato dovrebbe considerare, financo, che il comma 1-bis dell’art. 21-quinqies L. 241/1990 recita: “Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali, l’indennizzo liquidato dall’amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell’eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell’atto amministrativo oggetto di revoca all’interesse pubblico, sia dell’eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all’erronea valutazione della compatibilità di tale atto con l’interesse pubblico”. Solo così si può presentare ISTANZA d’intervento di vigilanza dei competenti uffici comunali e regionali. Nonché presentare contestuale ricorso al Presidente della Giunta Regionale ai sensi del D.P.R. 1199/1971 per l’annullamento del “titolo abilitativo” rilasciato dal Comune. Vale a dire chiedere a Zingaretti di fare, con i “poteri sostitutivi” concessi dalla legge, ciò che Raggi potrebbe non fare. Ribadisco che, per fermare l’imminente demolizione, si potrebbe fare appello immediato alla VIGILANZA sulle costruzioni attribuita agli uffici comunali e regionali. Allegando gli altri atti sopra indicati».

Ettore Maria Mazzola (EMM) – «Splendido perché non fai un post con questo commento affinché Italia Nostra e chi stia procedendo legalmente possano trarne vantaggio?»

LBL – «Semplicemente perché, come già scritto altrove, occorre solo verificare se la Legge Regionale Urbanistica del Lazio contempla l’esercizio dei poteri sostitutivi. E se sì, a quale articolo e con quale modalità. E poi, perché non essendo di Roma, mi occupo solo direttamente della questione stadio PER Roma-calcio. Incontrando un sacco di … non partecipazione. Comunque, scrivo subito a Oreste Rutigliano».

EMM – «caro Luciano, la Legge Urbanistica Regionale del Lazio dice che il potere sostitutivo regionale viene esercitato attraverso la nomina di un commissario ad acta nei confronti dei Comuni rimasti inerti nel rilascio di:

  • Autorizzazioni paesaggistiche (art. 3 L.R. 8/2012 e art. 146 D.Lgs. 42/2004)
  • Permessi di costruire (art. 21 D.P.R. 380/2001)
  • Provvedimenti definitivi di repressione degli abusi in materia urbanistica – edilizia (art. 31 L.R. 15/2008)

Si ricorda ai Comuni che gli oneri finanziari conseguenti alla nomina dei commissari ad acta sono a loro esclusivo carico; in tal senso è altresì configurabile una responsabilità per danno erariale con conseguente obbligo di denuncia alla Corte dei Conti cui è tenuta la stessa amministrazione inadempiente. In ogni caso si rammenta che la Regione, accertati i presupposti dell’inerzia, provvede a segnalare alla Corte dei Conti l’avvenuta nomina del commissario ad acta.

PS On-line vengono forniti i moduli per la richiesta di attivazione dei poteri sostitutivi e la nota interpretativa della Procura Generale presso la Corte dei Conti prot. 9434/2007P del 2 agosto 2007 in materia di denunce di danno erariale. Per la precisione i moduli relativi a: AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA – modulo per l’attivazione del potere sostitutivo; PERMESSO DI COSTRUIRE – modulo per l’attivazione del potere sostitutivo; ABUSIVISMO – modulo per l’attivazione del potere sostitutivo; Nota interpretativa 9434_2007 Corte dei Conti».

LBL – «Grazie. In Piemonte, invece, le ultime disposizioni (art. 19 L. R. 23/2013) recitano:

  1. A salvaguardia dell’interesse generale all’effettivo esercizio delle funzioni conferite dalla Regione agli enti locali, in caso di inerzia o di inadempienza degli enti nell’adozione di atti dovuti o indispensabili per l’esercizio di funzioni o compiti amministrativi loro conferiti, la Regione esercita il potere sostitutivo nel rispetto dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione.
  2. Nei casi di cui al comma 1, la Giunta regionale, accertata la persistente inattività, invita l’ente a provvedere assegnandogli un congruo termine, scaduto il quale, nel caso in cui permanga l’inerzia o l’inadempimento, la Giunta, dopo aver sentito l’ente interessato, adotta gli atti, anche normativi, ovvero nomina un commissario ad acta.
  3. Gli oneri finanziari connessi sono posti a carico dell’ente locale interessato.
  4. Qualora l’ente sostituito adotti gli atti prima che vi provvedano la Giunta regionale o il commissario, la Giunta ne prende atto e sancisce la cessazione del mandato del commissario, se nominato.
  5. I provvedimenti sostitutivi devono essere proporzionati alle finalità perseguite.

Ora si tratta di capire se La Regione Lazio prevede l’applicabilità della disposizione individuata da Ettore Maria Mazzola anche per la revoca del permesso di costruire oltre che per la mancata concessione del medesimo».

Per concludere, prima che possa essere troppo tardi anche per Palazzo Tresca a Barletta, segnalo che, per quanto riguarda la Legge Urbanistica Regionale della Puglia, anch’essa prevede l’Esercizio dei Poteri Sostitutivi.

La Legge recita:

Art. 7 bis (Esercizio dei poteri sostitutivi)

Decorso inutilmente il termine entro il quale l’amministrazione delegata al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica è tenuta a emettere i provvedimenti di propria competenza, l’interessato può richiedere l’esercizio dei poteri sostitutivi alla Regione, che vi provvede entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta, anche mediante la nomina di un commissario ad acta.”;

“Art. 10

(Procedimento di delega)

La Giunta regionale effettua la ricognizione dei comuni singoli e delle associazioni di comuni che abbiano i requisiti di organizzazione e competenza tecnico-scientifica stabiliti dai precedenti articoli e abbiano istituito la commissione locale per il paesaggio e attribuisce la delega prevista dalla presente legge disciplinandone le modalità di esercizio nel rispetto dell’autonomia organizzatoria dei comuni.

Gli interventi di lieve entità soggetti ad autorizzazione paesaggistica semplificata sono delegati ai Comuni e per essi non vige l’obbligatorietà del parere delle Commissioni locali per il paesaggio, fermo restando quanto disposto al comma 2 dell’articolo 9.

 

[1] http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2017/10/15/la-miseria-umana-non-ha-limiti-ne-vergogna/

http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2017/10/13/novita-sul-progetto-di-via-ticino-3-a-firma-del-presidente-dellordine-degli-architetti-di-roma/

http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2017/09/30/se-un-presidente-dellordine-degli-architetti-gia-membro-del-co-q-u-e-non-ha-rispetto-per-il-nostro-patrimonio-chi-tutelera-le-nostre-citta/

 

[2] http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2017/09/14/palazzo-tresca-la-svolta-possibile-gli-interessi-della-collettivita-e-quello-privato-non-sono-inconciliabili-anzi/

http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2017/09/11/ve-piu-di-un-motivo-per-vincolare-palazzo-tresca-a-barletta/

http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2017/09/07/palazzo-tresca-a-barletta-riflessioni-tristi-e-suggerimenti-per-listituzione-del-vincolo/

http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2017/09/05/ma-perche-strappare-le-nostre-radici-fermiamo-la-demolizione-di-palazzo-tresca-a-barletta/

 

2 pensieri su “Suggerimenti preziosi per l’annullamento del titolo autorizzativo di via Ticino

  1. Per non restare intrappolato nella gabbia del fenomeno in se, come accade in quasi tutti i formati delle TV, molti giornali di varie specie e molti social-net, in cui si celebra l’incanto per il fatto in se, spesso l’orrore, guardandosi bene dal cercarne le ragioni perché ciò romperebbe l’incantesimo dell’alienazione facendo affiorare un barlume di coscienza e, soprattutto, risalire agli interessi economici che di quei fatti sono sovente l’ipocentro, cerco spesso di documentarmi e se ho fortuna nella ricerca mi imbatto in un carteggio come quello mostrato nel commento sovrastante. Grazie per il contributo di sapere che va molto al di là della specifica materia trattata e apre uno squarcio di consapevolezza sull’abisso di conflitti da ingaggiare, come cittadini, tecnici, esseri pensanti e senzienti.

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