Bonus Facciate … o Bonus di Facciata?

Palazzetto in via dei Cimatori a Roma prima e dopo il restauro da me eseguito nel 2014

Solo pochi giorni fa tutti gli italiani, specie gli addetti del settore, avevano gioito leggendo della promessa, annunciata perfino da “Il Sole 24 Ore” ed “EdilPortale[1], di inserire nella nuova manovra economica il cosiddetto “Bonus Facciate”, un’operazione che consentirebbe lo sgravio del 90% dei costi per gli italiani che ristruttureranno i propri edifici!

Anche io, sulla mia bacheca FB, avevo esultato scrivendo: «finalmente, una buonissima notizia per il settore edile e non solo. Del resto sono almeno 15 anni che sostengo come, piuttosto che foraggiare solo le mega imprese appaltatrici delle (presunte) “grandi opere”, per far ripartire l’Italia occorrerebbe spalmare equamente quegli investimenti in modo che, in ogni angolo d’Italia, le piccole e medie imprese, gli artigiani e i cittadini, possano essere incentivati a lavorare, ottenendo così il doppio obiettivo di rimettere in moto l’economia e riportare l’immagine delle città ad un aspetto più decoroso! Vediamo come evolve questa situazione … per il momento non posso che compiacermi».

Più volte, in passato, ho espresso i miei dubbi sull’idea che per “rilanciare l’Italia” occorra far ripartire le “grandi opere” le quali, spesso, non sono grandi affatto… se non nello sperpero di denaro pubblico[2].

Quelle opere, infatti, concentrano i profitti nelle cosiddette “grandi aziende”, spesso sfruttatrici delle ditte in subappalto, non lasciando nemmeno le briciole sul territorio. Diversamente, se si puntasse sulla possibilità di far lavorare le piccole e medie aziende e l’artigianato, si verrebbe a generare una economia diffusa che, davvero, potrebbe creare un benessere generalizzato, in grado di consentire alle famiglie di tornare a spendere … se è questo che gli economisti ritengono il sale della vita!

Una misura come quella del “Bonus Facciate” potrebbe effettivamente riqualificare l’immagine delle nostre città, rinverdendo altresì le tasche degli italiani … chi mai potrebbe essere così stupido da lasciarsi sfuggire l’opportunità di recuperare il 90% delle spese sostenute per il restauro del proprio edificio?

E invece, purtroppo, forse già dalla prossima settimana, dovremo rassegnarci a riconoscere che si trattasse dell’ennesima promessa da prete (o mangiapreti), tipica del periodo pre-elettorale!

Non credo di essere l’unico ad essersi accorto della strana fuga di notizie, guarda caso avvenuta a pochi giorni a pochi giorni dalle elezioni regionali, il cui fantastico contenuto è stato anche rivendicato dal ministro Franceschini come frutto di una sua idea già proposta nel 2015[3] … datemi pure del “complottista” ma, chissà perché, considerato che la cosa accadeva ad aprile di quell’anno, mi piace ricordare che, anche allora, a maggio ci fossero le elezioni[4]!

A mia discolpa voglio infatti sottolineare che – indipendentemente dallo sciacallaggio politico dei “delusi” reduci da discoteche e comizi – molti analisti super partes stanno studiando l’evoluzione della prossima manovra finanziaria e, molti di loro ritengono che la finanziaria andrà a colpire, ancora una volta, le piccole e medie imprese e gli italiani medi più in generale!

Due giorni, per esempio, dai microfoni di Radio Radio, Cosimo Massaro ha dichiarato: “Il nuovo decreto fiscale mira a distruggere la piccola e media impresa[5], «È assurdo quello che sta accadendo. Stanno mirando a distruggere la piccola e media impresa italiana. Ricordo sempre che sulla scia di Mario Monti stiamo distruggendo la domanda interna sul consolidamento fiscale, quindi la distruzione di tutto ciò che fa impresa in Italia.

La spina dorsale dell’economia italiana è fondata sulla piccola e media impresa, non certo sulle grosse multinazionali. Si va ad attaccare il piccolo imprenditore, quando la grande, grandissima evasione non viene sfiorata. Questo è un attacco mirato, come quello al contante».

Indipendentemente da quella che possa essere la sua idea politica – che neanche conosco – come non dare ragione a Massaro?

In passato, governi affamati di soldi hanno tagliato i fondi destinati alla sanità, alla cultura, ecc. provvedendo altresì a svendere il nostro patrimonio, le nostre eccellenze e il nostro sottosuolo; inoltre costoro, dopo aver favorito il mercato globale e massacrato l’economia locale, hanno anche incentivato le aziende italiane ad andare a produrre in Paesi dove la schiavitù e/o la semplice mancanza di diritti dei lavoratori consente ai nostri industriali di produrre “meglio” senza le rotture di scatole dei sindacati, lasciando così sul lastrico le famiglie degli operai che si sono ritrovati senza lavoro, esodati, cassaintegrati … e disperati! Sempre quei politici, oggi nuovamente al potere, hanno poi favorito il rientro dei capitali, raccontandocelo come una cosa positiva per il nostro Paese, piuttosto che per quegli immondi grandi evasori i quali, con una tassazione ridicola, hanno potuto riportare in Italia immensi capitali che, se dichiarati ad ora e tempo debito, avrebbero dato ossigeno alle casse statali per una cifra quasi 10 volte superiore all’introito derivante dal “rientro”!

Se mai ci fosse un governo davvero attento alle casse degli italiani, piuttosto che favorire il rientro dei capitali, dovrebbe promuovere il rientro delle aziende, sì da ridare lavoro a chi sia stato messo in ginocchio da gente spregiudicata, favorita da politici inqualificabili!

Pensate quale immensa economia potrebbe rinascere in Italia dal ritorno del vero “made in Italy”, pensate a quale immenso movimento di denaro potrebbe scaturire dalla “rigenerazione urbana” – quella vera e non quella degli slogan elettorali – di tutto l’edificato italiano … non è più tempo di prendere in giro le persone con slogan di “facciata”, è ora di ripartire seriamente!


[1] https://www.edilportale.com/news/2019/10/normativa/riqualificazione-edilizia-dal-2020-debutta-il-bonus-facciate_72831_15.html?fbclid=IwAR1LZTkIoN6ZKVSHGSYBqw_C1ksSjH4Kk85dYeF0KjR4lXgzipLBZ-JI5BU

[2] http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2019/05/30/rilanciare-leconomia-o-solo-il-sistema-delle-tangenti/

[3] https://www.edilportale.com/news/2015/04/restauro/franceschini-istituiamo-un-superbonus-per-il-restauro-delle-facciate_45210_21.html

[4] https://www.interno.gov.it/it/elezioni-2015-affluenza-urne-e-risultati-elettorali

[5] https://www.radioradio.it/2019/10/decreto-fiscale-piccola-e-media-impresa-cosimo-massaro/?fbclid=IwAR3qhNJAkZdFyNBaSZF343upU5Qwcad4lqkztpB-TbHTm7vfjpVXF4PIl7I

4 pensieri su “Bonus Facciate … o Bonus di Facciata?

  1. Ma questo Franceschini è lo stesso Franceschini che piazzò, in un impeto di funesta eurofilia, tutti quei nomi “esotici” nei principali musei italiani ?
    Gauleiter Franceschini si occupa delle facciate adesso ?
    “Vostra Eccellenza che mi sta in cagnesco
    Per que’ pochi scherzucci di dozzina,
    E mi gabella per anti-tedesco
    Perchè metto le birbe alla berlina,
    O senta il caso avvenuto di fresco,
    A me che girellando una mattina,
    Capito in Sant’Ambrogio di Milano,
    In quello vecchio, là, fuori di mano.”…
    La faccenda è più seria nell’edilizia ( …rectius : “architettura minore”…) pre anni 50 abbondantamente ignorata nelle nostre università.
    Siamo sicuri di avere gli architetti adatti ?
    Gli operai più abili ?.. i capomastri più sensibili ?
    Quanti Mazzola ci sono rimasti in giro ?
    E le facciate saranno tutte uguali ?….il nostro ministro lo saprà ?… o metterà le volpi frettolose e disinteressate a guardia del pollaio.
    E gli “incapienti” vedranno veramente indietro qualcosa o saranno denari persi ?
    Nel dubbio…
    Saluto
    P.S.: ed un saluto particolare al tenace tenutario di questo blog…

  2. Come non “condividere” questa notizia che mi interessa particolarmente, essendo in procinto di dover rifare la facciata della mia casa, in Seminara dove quasi tutto il paese ha bisogno di un rifacimento delle facciate, o meglio delle facciate stesse che sono rimaste incompiute con i foratini che fanno da facciata? Questo Bonus lo danno o non lo danno? Quasi sempre si tratta di una presa per i fondelli… e temo che sarà così anche questa volta.

  3. Il Franceschini è lo stesso ministro che a sua insaputa autorizzò quell’aborto di “Nerone rock” al Colle sacro Palatino. Transeat. Ora vorrà vendere l’impressione del resipiscente, dopo aver a lungo spalleggiato l’ideologia de “la città non è un museo !” con la febbrile compartecipazione degli archi-tromboni più in vista sul palcoscenico dagli anni ‘90 a oggi.
    Lo Stato non ha il potere neanche di destinare i necessari capitali nell’opera pubblica più urgente e importante d’Italia da almeno 50 anni : il Piano idrogeologico nazionale, basato su una miriade di piccoli e medi interventi manutentivi a bassa componente di capitale fisso. Troppa grazia sarebbe ! Per tacere di quello sui beni storico-architettonici…ecc…ecc…, insomma il patrimonio pubblico, che invece è meglio lasciare preda dell’interesse privato il quale, notoriamente e lecitamente (?), persegue il profitto. Segno dei tempi.

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