Giro d’Italia … buche e politica dopata

Subito dopo aver appreso dell’ignobile messinscena di domenica scorsa durante l’ultima tappa del Giro d’Italia ho sentito l’esigenza di commentare l’accaduto con un brevissimo post sulla mia pagina FB:

“Il ciclismo è lo sport più dopato del pianeta … anche a livello politico!

Come si può credere che dei ciclisti abituati a percorrere il pavè del Giro delle Fiandre, della Liegi Baston Liegi e della Parigi Roubaix, oggi abbiano potuto davvero impaurirsi e rifiutarsi di completare il Giro d’Italia a causa delle buche rattoppate? Tutti noi sappiamo tra l’altro che, quelle presunte buche, non sono attribuibili alla sola giunta attuale, tuttavia i giornalisti interessati a boicottare il nascente governo, sembrano essersene dimenticati.

Questo sport meraviglioso per me è morto con l’assassinio di Pantani ed oggi ne ho avuto la conferma leggendo quello che è successo”.

Il pavé sconnesso del Giro delle Fiandre non “spaventa” i ciclisti perché non c’è nessuna situazione politica su cui speculare
Il pavé sconnesso del Giro delle Fiandre non “spaventa” i ciclisti perché non c’è nessuna situazione politica su cui speculare
La caduta di Sagan Van Avermaet e Naesen al Giro delle Fiandre 2017 non ne ha fermato la tappa Giro delle Fiandre 2017 (photo POOL Peter De Voecht/PhotoNews/BettiniPhoto©2017)

Il commento ha ricevuto molteplici consensi, tuttavia c’è stato anche chi si sia chiesto: “Ma quanti anni devono passare perché la colpa sia della giunta attuale?

Ebbene, spiego meglio il mio punto di vista sull’accaduto, sulle ragioni delle condizioni delle strade romane, nonché sull’ignobile speculazione che se n’è fatta e se ne sta facendo!

Vivo a Roma da settembre 1983 e la conosco centimetro per centimetro, così come conosco le sue buche, che ho più volte denunciato in tempi non sospetti (tra l’altro a gennaio mi sono lesionato crociato, collaterale e menisco di un ginocchio per una buca su di un marciapiedi vicino al Colosseo).

Conosco però anche il sistema degli appalti, il sistema delle cosiddette “ditte di fiducia“, il sistema “magna-magna” degli Uffici Tecnici Municipali … tutte cose che, in realtà, risultano immutate da oltre 20 anni a questa parte e che, quindi, ben poco hanno a che fare con gli ultimi inquilini del Campidoglio che, semmai, stanno cercando di “ripulire”.

Conosco anche, per aver dovuto risolvere delle gravi problematiche di un paio di edifici storici in via di Parione e in via Monterone, quello che è il reale problema degli avvallamenti del manto stradale romano: una rete infinita di antiche fogne “a cappuccina“, ancora funzionanti ma che, essendo antiche, l’ACEA – che ne sarebbe responsabile – non ha mai mappato, né ovviamente mai restaurato e che risultano dei colabrodo.

Intervento eseguito nel marzo 2006 a Roma in via Monterone, a seguito di una mia indagine che dimostrava come l’avvallamento del manto stradale e le lesioni nei fabbricati fossero dovute al cedimento di un’antica fogna “a cappuccina” e pareti in muratura che disperdeva le acque nel sottosuolo. Questo danno era stato chiaramente causato dalle ditte che avevano eseguito l’istallazione delle linee dei vari sotto-servizi, mentre l’ACEA sosteneva di non essere a conoscenza della sua esistenza. Il Centro Storico di Roma (e non solo) è pieno di fogne come queste, ormai usate prevalentemente per le acque meteoriche, che risultano “ignote” a chi debba curarsene, sicché le strade sono piene di avvallamenti

Se le fogne disperdono acqua, si creano delle cavità nel sottosuolo e il pavimento sprofonda, ragion per cui, quando i cialtroni delle “ditte di fiducia” (che nulla hanno a che fare con la giunta attuale perché le “liste” risalgono a molto tempo fa), e peggio di loro i delinquenti che fanno da Direttori dei Lavori, pensano di poterle chiudere con una ignobile “toppa d’asfalto a freddo“, non solo non risolvono nulla, ma addirittura causano uno spreco di denaro pubblico inaccettabile.

Questi cialtroni andrebbero cancellati dalle liste delle ditte “di fiducia” e, magari, radiati dalle loro professioni. Invece questo non accade e se qualcuno lo propone viene considerato un despota da cacciare dal proprio scranno.

A peggiorare la situazione, quest’anno a Roma c’è anche stata una nevicata straordinaria che non si registrava dal 1985. Tuttavia, almeno sul tracciato della tappa del Giro, erano state poste delle “toppe ignobili” che, momentaneamente, risolvevano il problema, sicché ciò che è successo col Giro d’Italia è tutta un’altra storia.

A mio avviso qualcuno ha pensato che potesse essere l’ennesimo tentativo si gettare fango sulla giunta e sul possibile nascente governo a 5 Stelle, sicché è stato creato un “caso” ad-hoc.

Purtroppo, però, è stato creato in maniera molto poco credibile e solo degli idioti potrebbero dar credito agli autori della farsa: i ciclisti che si sono “ammutinati” sono infatti gli stessi che percorrono il pericolosissimo pavé del “Giro delle Fiandre“, della “Liegi-Baston-Liegi” e della “Parigi-Roubaix”, ma sono anche gli stessi che, guardando le immagini di qualche giorno fa nelle tappe alpine, hanno percorso a velocità inaudita terrificanti strade in discesa piene di squarci, buche, fango e materiale sdrucciolevole … ma lì, evidentemente, non c’erano gli stessi pericoli che un governo a 5 stelle avrebbe potuto creare, ergo nulla su cui poter speculare!

“Colle delle Finestre” – questa è una strada – evidentemente ritenuta “sicurissima” – lungo la quale si sono inerpicati e discesi i ciclisti del Giro qualche giorno prima di aver paura delle strade romane
Froome da solo in cima al Colle delle Finestre, la Cima Coppi del Giro, ai piedi del quale ha lanciato il suo attacco … si notino le condizioni del manto stradale
Alejandro Valverde tira il gruppetto su un’altra strada in condizioni drammaticamente scivolose e irregolari ma, evidentemente, ritenuta non pericolosa quanto quelle di Roma

I Sanpietrini, se ben messi (evitando le cose che ho scritto prima) sono un ottimo materiale – sebbene un po’ “scivoloso” per le sottili ruote delle bici da corsa – e caratterizzano le strade di Roma sin dal XVI secolo[1], ragion per cui, se c’era d’aver paura, avrebbero dovuto pensarci prima di decidere di far tappa a Roma (tra l’altro l’ultima tappa è una parata più che una gara, quindi i rischi sono davvero ridotti a zero) … va da sé che si trattasse di un “rischio calcolato“, anche perché inesistente!

Quello che è successo, dunque, è il risultato di una mistificazione della realtà dove l’uso delle immagini (che in fondo non mostra nulla di strano), poteva essere utile a gettare fango su Roma, sull’Italia e sul “pericolo” M5S!

Del resto dalle persone che hanno dato il via al “Giro d’Italia” in Israele (che c’entra con l’Italia???), piuttosto che condannarne i crimini contro l’umanità, non ci si poteva aspettare conclusione migliore!

 

 

[1] http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2017/10/24/marciapiedi-piazze-e-strade-roma-meriterebbe-un-maggior-senso-del-decoro/

5 pensieri su “Giro d’Italia … buche e politica dopata

  1. Illustre Ettore FierMazzola, mi congratulo per l’analisi obbiettiva e a largo spettro che indaga anche le ragioni del fenomeno contro l’alienazione della fenomenologia : meglio alieni che alienati !
    Devo comunque dire che se il portato dei precedenti amministratori di lungo corso, circa 20 anni, è proprio tutto ciò che abbiamo sotto gli occhi, risultato di pratiche, tecniche e metodologie che hanno a che fare più con il delinquere aggregato che non con la manutenzione ordinaria e straordinaria, con la costruzione e la ricostruzione, col restauro e la valorizzazione, quella vera, è anche vero che assistiamo a una totale insipienza, analfabetismo amministrativo, conformismo e miseria della politica come capacità d’iniziativa e scelta, che questa amministrazione sta dimostrando da due anni. Ognuno raccoglie quello che semina.

  2. Che fosse una montatura lo sospettavo anch’io. Quanto alla partenza da Israele, evidentemente gli organizzatori del Giro sono degli ammiratori delle strade palestinesi…….e cittadini della controcapitale d’Italia, che monopolizza la stampa a cui i lettori si abbeverano (quasi tutti la nord, visto che i sudisti non amano molto la lettura)….
    Buon Cynar a tutti.

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