È un bel po’ che ci penso e credo che sia ora di esternare il mio pensiero su un aspetto, davvero ignobile, che caratterizza lo stato in cui versa la Capitale.
Più volte ho denunciato il modo in cui versano i marciapiedi[1], sanpietrini[2], piste ciclabili[3], mobilità[4], il modo in cui vengano trattati i nostri monumenti e siti archeologici[5], giardini[6], ecc., più volte ho inoltre aiutato a scongiurare scempi pianificati dalle diverse amministrazioni, talvolta con successo, talvolta no, tirandomi addosso offese e accuse di ogni tipo che, però, come si suol dire, mi rimbalzano, perché a Roma ci tengo davvero.
Ecco perché ieri, percorrendo per l’ennesima volta via Garibaldi e via Mameli, ho sentito l’esigenza di fare qualche scatto che documentasse l’imbarazzante stato in cui versa la “passeggiata panoramica” che, da Trastevere, porta al Gianicolo.
L’attuale sindaco, ma anche i suoi predecessori, hanno sempre sostenuto l’importanza del turismo per la Capitale, tant’è che la città si sta impunemente trasformando in un immenso Airbnb, dove i residenti sembrano essere un intralcio … tuttavia nulla sembra essere stato fatto per poter dare un’immagine decorosa della città, né sembra necessario doverlo fare … tanto i turisti vengono comunque!
Semmai è stato fatto di tutto per poter rendere la vita impossibile ai romani.
Nessuna regolamentazione contro la progressiva sparizione dei negozi fondamentali per l’esistenza dei residenti, specie quelli più vulnerabili, del resto, se vanno via si fa un altro B&B.
Nessuna regolamentazione per porre un limite al numero di mezzi utilizzati per il turismo – parassitario – che non usa le gambe: Roma è invasa da Fiat 500 d’epoca, Motocarri Ape, golf karts, Vespe con sidecar, biciclette elettriche, segways e monopattini elettrici, autorizzati -legittimamente o no- a sostare dovunque intralciando il traffico, come per esempio accade al Fontanone del Gianicolo, ormai divenuto una mera cornice a questi mezzi.
Nessuna regolamentazione per gli insopportabili autobus a due piani “Hop On – Hop Off” che, semmai, nonostante i restringimenti di carreggiata per le inutili e spesso ridicole piste ciclabili, hanno visto confermare la possibilità di sostare in via di San Gregorio e sul Lungotevere Tor di Nona, arrecando una congestione del traffico esasperante.
Che dire poi del taglio indiscriminato di migliaia di alberature e arbusti, oltre che delle immani distese d’asfalto in luogo di pavimentazioni lapidee o in laterizio che, soprattutto in assenza di ombra, provocano il collasso della gente … turisti inclusi?

Ebbene, tornando a via Mameli-Garibaldi, viene da chiedersi come sia possibile che questo splendido percorso venga utilizzato come parcheggio dei maleodoranti mezzi dell’AMA, talvolta lasciati carichi.
Le immagini che seguono riportano ciò che, in due momenti diversi della giornata, ho potuto documentare ieri nei punti dove, non avendo auto al seguito, ho potuto fermarmi per scattare velocemente qualche foto.





Chiedo all’amministrazione se conosca un altro luogo, probabilmente in qualche luogo del Terzo Mondo, si possano vedere immagini simili e percepire certi miasmi, perché a me non viene in mente nulla!
Chiedo al sindaco Gualtieri se anche queste immagini, sebbene mosse, possano risultare “superinstagrammabili” per promuovere le meraviglie urbanistiche realizzate dalla sua giunta di Unni, nemica del verde pubblico, dell’estetica e del decoro urbano.
Eppure, già nel 2022[7] c’era stata una interrogazione contro questo scempio di via Garibaldi, ma nulla è cambiato, evidentemente quello del decoro urbano non era nei programmi di abbia a cuore solo lo sperpero del denaro garantito dal PNRR (Porcherie Nichiliste, Rovina-Roma).
PS
Vorrei concludere facendo notare ai nostri amministratori che, nonostante gli standard urbanistici e la Legge Tognoli, nonostante le tasse pagate per la creazione di parcheggi proporzionalmente ai mc residenziali e commerciali, a Roma, oltre alla perdita di posti auto per consentire l’installazione di dehors, per la realizzazione di piste ciclabili, per aver modificato l’orientamento delle aree di parcheggio, per l’installazione di colonnine elettriche e per l’allargamento dei marciapiedi, occorre mettere in conto anche i posti occupati da questi mezzi che, non solo per ragioni estetiche, ma soprattutto igieniche, dovrebbero sostare all’interno di aree chiuse.
Sebbene la giunta sbandieri slogan inneggianti alla “mobilità sostenibile”, nella realtà tutta questa carenza di parcheggi porta all’incremento del congestionamento del traffico e al malcostume – evidentemente per ragioni di sopravvivenza – dei parcheggi in sosta vietata (utili a chi faccia cassa con le multe).
Non è questo certo il modo di amministrare la città e mostrarla ai turisti, piuttosto che “Grande Bellezza” questa è una “Grande Schifezza” … certamente non superinstagrammabile!
[1] http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2018/11/11/migliorare-i-marciapiedi-di-roma-forse-sarebbe-possibile-se/
[2] http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2019/09/30/piano-sanpietrini-prima-di-fare-passi-falsi-ascoltiamo-anche-gli-esperti/
[3] http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2025/09/23/siamo-proprio-sicuri-che-le-ciclabili-di-roma-rispettino-la-normativa-urbanistica/
[4] http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2024/07/20/la-mobilita-insostenibile-di-roma/
[5] http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2024/04/10/pnrr-potreste-non-rovinare-roma-terme-di-caracalla-dove-le-idiozie-vengono-a-galla/
[6] http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2023/03/08/via-giulia-da-giardino-barocco-a-giardino-farlocco-e-un-attimo/
[7] https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/22_aprile_02/parcheggio-camion-dell-ama-via-garibaldi-tutti-protestano-nessuno-interviene-dd44aa5e-b2bb-11ec-8273-0ad59adb9bd4.shtml


Avrei una domanda da fare: ma il verde eliminato lungo via Garibaldi non dovrebbe essere di competenza dell’Accademia di Spagna? Non ne sono sicuro ma credo che il Comune non abbia avuto a che fare con quei tagli indiscriminati.
Mi corregga se sbaglio.
Mi sembra che quel terreno ricada al di fuori della proprietà dell’Accademia di Spagna, sicché penso che il passaggio di Attila sia attribuibile al Comune, che ha “potato” in maniera simile diverse aree verdi di Roma. Sullo stesso Gianicolo, lungo via Saffi, per esempio, è mancato solo lo spargimento di sale finale dopo il passaggio degli Unni
Ho capito.
Per quanto riguarda i parcheggi delle auto, personalmente vedo la cosa in modo positivo. Le strade non dovrebbero essere occupate da lamiera. Londra e Parigi hanno centinaia di strade prive di automobili parcheggiate e con marciapiedi larghi o quantomeno decenti.
A Roma invece c’e’ una vera e propria ossessione verso i posti auto che altro non fanno che portare degrado urbano.
Ciao Professore Mazzola,
Grazie per la tua riflessione, primo sulla la priorità data al turismo a danno dei residenti, e poi la degradazione estetica di certe vie note per la malfatta collocazione dei camion della spazzatura. È questo un ritratto specifico ma comunque rappresentativo del problema spesso notato: le forze alquanto contraddittorie del 1) benessere della Città ed i romani, e 2) la promozione del turismo e le sue implicazioni economiche. Si notano ovunque nel mondo nei posti pieni di bellezza (naturale e urbanistica), ma questa tensione mi ha colpito fortemente a Roma anche durante visite brevi.
Cara Kat,
grazie per la tua preziosa testimonianza, è importantissimo che i nostri amministratori conoscano il pensiero di chi, come nel tuo caso, trascorrendo un periodo a Roma, percepisca lo stato di degrado in cui questa città viene presentata, a causa di politiche totalmente sbagliate.
Complimenti per il tuo italiano, ormai impeccabile!
Caro Professore Mazzola,
Grazie tanto per i complimenti!
Sono d’accordo sul bisogno per una consapevolezza aumentata nella politica romana. Anche se non sia molto collegato al tema dell’amministrazione politica a Roma, qualcos’altro che notavo a Roma era la presenza schiacciante dei prodotti, negozi, ed attività orientati verso i gruppi enormi di turisti. Sì, riconosco che è essenziale per l’economia di una città grande ed internazionale come Roma (e sì, riconosco di essere tecnicamente una turista quando visito a Roma). Ma comunque, per un’appassionata d’architettura, urbanesimo, e cultura come me, il “rumore” dello spirito commerciale così forte ed il caos dei gruppi così grandi sembravano distrarre dalla bellezza ovvia e profonda della città. Mi immagino che i residenti sentano questo molto di più. Allora solleva la questione di come equilibrare la necessità del turismo per la economia romana e gli imprenditori, senza sacrificare la conservazione del splendore insostituibile di Roma, sia per un residente sia per chi lo apprezza davvero di cuore! Non so come affrontare bene una questione così ubiquitaria, ma ci penso spesso.
Cara Kat,
basterebbe che gli amministratori pubblici e chi legiferi capissero che le città sono fatte per i residenti e che il turismo, fondamentale per l’economia italiana, debba essere regolamentato. In Italia, tra i vari “piani” per lo sviluppo delle città, esiste il “piano del commercio”, un documento che, se opportunamente modulato, dovrebbe regolamentare le attività commerciali, sì da consentire, a tutte le categorie di cittadini di avere tutto ciò che gli serve per vivere appieno la propria città e il proprio quartiere. Occorrerebbe mettere un tetto al numero massimo di attività ricettive (alberghi, airbnb, B&B, ecc) ma, ancor prima, al tipo di negozi da consentire lungo le strade. Occorrerebbe impedire l’apertura di centri commerciali in periferia, reindirizzando gli investitori verso un “centro commerciale diffuso”, lungo le strade cittadine.
La sparizione infatti dei negozi di quartiere e la necessità, specie per le persone anziane, di doversi spostare per andare ad acquistare i prodotti alimentari (e non solo) della quotidianità, è all’origine della desertificazione dei centri storici. Ciò che ne consegue è la Disneyficazione delle città, con negozi che vendono pacchianate per turisti e la perdita del tessuto sociale che rende vive e sicure le città