Fino a che punto può spingersi il pregiudizio e la manipolazione della realtà?

EUR – (1938 – ’43) Palazzo della Civiltà Italiana (arch. Giovanni Guerrini, Ernesto Bruno La Padula e Mario Romano)

Il Sole 24 Ore di ieri ha dato notizia di un controverso articolo pubblicato lo scorso 5 ottobre sul New Yorker[1].

L’autore dell’articolo di ieri si faceva molte domande sulla credibilità di certi articoli e, a conferma dei suoi dubbi, riportava una serie di commenti pesantissimi lasciati sul sito del New Yorker dai lettori indignati[2].

Io stesso, dopo aver linkato l’articolo su Facebook, ho registrato commenti pesantissimi da parte dei lettori.

La cosa estremamente grave che emerge da questa vicenda, è che l’autrice di questo articolo dai contenuti molto dubbi, Ruth Ben-Ghiat, risulta essere docente di Storia e Studi Italiani presso la New York University.

Solo pochi mesi fa l’Italia intera – al di là della fede politica – si era indignata ascoltando le assurde affermazioni della nostra Presidentessa della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, la quale proponeva la demolizione di alcuni edifici del ventennio fascista[3].

Ebbene, se certe assurdità potrebbero ritenersi passabili – sebbene irresponsabili e inqualificabili – da parte di una persona come la Boldrini che non ha di certo studiato la storia dell’architettura e che, per ragioni politiche, può permettersi di esprimersi in maniera così discutibile, cosa ben diversa è quando certe cose vengano fuori dalla bocca e/o dalla penna di una “esperta”, peraltro docente di Storia e Studi Italiani presso una importantissima università americana!

Davanti a tanta a certe affermazioni, figlie dell’ideologia e del pregiudizio, che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti storici, viene da chiedersi cosa e come possa insegnare ai propri studenti una persona che sembra esprimersi in nome di un pregiudizio estremo, piuttosto che in qualità di storico della materia, tanto da apparire distante anni luce dalla realtà!

Viene anche da chiedersi se la Ben-Ghiat sappia che, quasi la totalità degli edifici dell’EUR, venne completata e/o realizzata, dietro sponsorizzazione della FIAT, quando il Fascismo non esisteva più da anni!

Nemmeno il pregiudizio estremo di Bruno Zevi – mosso dalle stesse ragioni della Ben-Ghiat – si era spinto fino a tanto, e sì che Zevi le persecuzioni razziali le aveva subite … oltre che subire, una volta negli USA, il lavaggio del cervello da parte di Gropius, Mies e Le Corbusier.

Ma ora i tempi sono cambiati, sicché ci si aspetterebbe un po’ più di onestà intellettuale in grado di riconoscere che – nonostante l’infamia dei crimini contro l’umanità compiuti dal Fascismo – gli architetti di quel periodo furono gli ultimi a produrre degli edifici degni di essere riconosciuti come “architetture”, piuttosto che squallide “opere edilizie” figlie dell’International Style!

Tengo a sottolineare agli eventuali lettori in malafede che sono sempre stato profondamente antifascista e, come testimoniato dai miei libri, un estimatore dell’architettura rispettosa dei luoghi e delle tradizioni locali, piuttosto che dell’architettura asettica e “nuova” che venne affermandosi dal Razionalismo in poi … ma questo non mi impedisce di riconoscere il valore degli edifici Razionalisti dell’EUR e del resto d’Italia che, tra l’altro, indipendentemente dal Fascismo, divennero un modello per il resto del mondo, Stati Uniti d’America inclusi!

Il fatto che i politici dell’epoca possano essersi macchiati dell’infamia delle persecuzioni razziali, non significa che tutto ciò che sia stato prodotto in quegli anni in Italia debba essere condannato alla damnatio memoriae, se così fosse, nessuna opera d’arte o architettonica del passato meriterebbe di sopravvivere.

A tal proposito mi chiedo se la Ben-Ghiat, in qualità di storica esperta della “Storia e degli Studi Italiani”, apprezzi i monumenti dei Flavi, di Adriano, di Traiano, di Caracalla, ma anche quelli dei vari principi e papi rinascimentali e barocchi che, alle bellezze architettoniche e artistiche prodotte, affiancarono violenze di ogni genere.

Però mi chiedo anche se, pensando al Paese in cui vive, la luminare possa essere d’accordo se qualcuno proponesse di far demolire tutta la produzione architettonica coloniale americana da Jefferson in poi … o forse le violenze a carico dei nativi americani prima e dei sudisti poi hanno meno rilevanza?

[1] https://www.newyorker.com/culture/culture-desk/why-are-so-many-fascist-monuments-still-standing-in-italy?mbid=social_twitter

[2] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-10-08/perche-l-italia-ha-ancora-cosi-tanti-monumenti-fascisti-new-yorker-provoca-rete-stronca-121459.shtml?refresh_ce=1

[3] http://www.ilgiornale.it/news/politica/boldrini-i-monumenti-fascisti-offendono-chi-ha-liberato-1418820.html

2 pensieri su “Fino a che punto può spingersi il pregiudizio e la manipolazione della realtà?

  1. ancora una volta, grazie, Ettore. La bellezza e la buona architettura non hanno nulla da condividere con la cattiva Storia del NYT. Quanto alla Presidenta della Camera… evidentemente ci è stata data in sconto dei nostri peccati.

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