L’antropolectus – evoluzione-involuzione dell’essere vivente più pericoloso per il pianeta e per se stesso!

Nel film di animazione Disney “Wall-e” gli esseri umani, dopo aver inquinato a morte il pianeta ed essere stati costretti ad abbandonarlo – in attesa che sulla Terra torni la vita – vagano nello spazio all’interno di una gigantesca nave spaziale.

Nel loro “processo evolutivo” questi individui, che vivono su sedie flottanti, sono diventati tutti gravemente obesi dopo aver dimenticato l’uso delle gambe. Quando il robot-cassonetto Wall-e, rimasto sul pianeta in attesa del ritorno della vita, scoprirà una piantina con due foglioline e trasmetterà l’informazione alla nave spaziale, gli uomini dovranno fare due cose delle quali, grazie alla loro vita parassitica, avevano perso del tutto la memoria: leggere un libro – il manuale delle istruzioni per il ritorno sulla Terra – e, soprattutto, imparare nuovamente ad usare le gambe che non ricordavano neppure di avere!

Un’immagine della vita parassitaria degli umani nel film Wall-e

Lavorando al centro di Roma ho potuto assistere all’avvento dei Segways e Hoverbords, sicché ho ripensato sempre più spesso al messaggio morale di quel capolavoro di film di animazione!

L’invasione da parte degli arroganti gruppi di turisti su Segways è un qualcosa di davvero insopportabile. Sembra proprio che, nella sua fase evolutiva finale, l’essere umano sia divenuto un parassita su ruote: l’uomo moderno, non contento di aver creato città che l’hanno reso schiavo dall’automobile, ora pretende le ruote anche dove potrebbe camminare!

Bimbi in visita a Villa Borghese su segways … non sia mai che dovessero fare due passi all’aria aperta
Turismo-parassitico sul Ponte di Castel Sant’Angelo

Qui non si tratta di dover criticare il mondo “moderno” per ragioni nostalgiche, ma di dover riflettere sul dove si voglia arrivare, nonché sulle conseguenze del modello parassitario che stiamo inseguendo!

Quando ero un bambino, con i miei compagni di gioco siamo cresciuti per strada, bastavano quattro pietre per segnare le porte e fare una partita di calcio sull’asfalto di una via poco trafficata, si giocava a nascondino e/o a guardie e ladri e tanti altri giochi di strada che ci facevano crescere sani, forti e, soprattutto, snelli!

Non riesco a ricordare uno, che fosse uno, dei miei amichetti in sovrappeso … eppure non sto parlando del mesozoico, sto parlando degli anni ’70 –’80 del Novecento!!

Nella nostra “evoluzione-parassitica”, votata all’isolamento dell’individuo piuttosto che alla sua socializzazione, anche i giochi all’aria aperta dei nostri figli sono stati trasformati in attività sedentarie con idiozie chiamate play-station, Wii ecc. …

La stragrande maggioranza dei genitori, lobotomizzata dal bombardamento pubblicitario, piuttosto che vietare queste idiozie ai propri figli, non solo le acquista, ma vi si dedica anima e corpo, anche a discapito dei propri figli, accelerando il processo evolutivo dell’essere umano da homo sapiens ad “antropolectus” … un essere abominevole metà uomo e metà divano!

Oggi infatti, diversamente dal periodo della mia giovinezza, la percentuale di esseri umani in sovrappeso è impressionante e questo non è un problema estetico, ma medico!

Obesità, specie se sviluppata in dall’età infantile, significa diabete, malattie cardiovascolari, depressione e una miriade di altre gravissime patologie, abbondantemente studiate, dimostrate e descritte da studiosi come Richard Jackson negli ultimi 25 anni.

Ovviamente, di pari passo con la mobilità su ruote, in questi decenni abbiamo vissuto anche una vera e propria “colonizzazione alimentare” da parte delle catene di cibo-spazzatura dei fast-food americani, nonché degli alimenti preconfezionati prodotti dalle multinazionali facenti sempre capo allo stato principe del mangiare-male!

I nostri politici, piuttosto che legiferare a tutela dei cittadini italiani, sono totalmente assoggettati al potere dispotico delle multinazionali, favorendo l’introduzione di cibo OGM, di distributori automatici di merendine e bevande dolci e gassate nella scuole e per le strade ed ogni altra possibile nefandezza.

Chi beneficia di questo sistema non sono solo i produttori di questa spazzatura alimentare ma, ovviamente, l’industria farmaceutica produttrice di pillole e altri rimedi anti-obesità, antidepressivi, antistress, ecc. … Altro che prevenzione!

Immagine presa nella rete che sintetizza perfettamente l’evoluzione umana verso la quale ci stiamo dirigendo

Negli anni della ricostruzione post bellica, grazie alle nuove teorie urbanistiche create ad-hoc per facilitare la vendita di automobili l’Italia, come il resto del mondo, ha devastato il proprio territorio realizzando periferie disumane che, in pochi decenni, hanno prodotto un consumo di suolo cento volte superiore a quello messo in atto nei tremila anni precedenti. Il consumo di suolo ha causato inquinamento –  dell’aria e delle falde freatiche – ha causato l’impoverimento del suolo e il crescente fenomeno delle alluvioni e dei fenomeni atmosferici “straordinari”.

Eppure, i promotori di questa “evoluzione urbanistica”, definita “funzionale” in risposta alla città storica definita “disfunzionale”, sostenevano: «le città saranno parte della campagna; io vivrò a 30 miglia dal mio ufficio, in una direzione, sotto alberi di pino; la mia segretaria vivrà anch’essa a 30 miglia dall’ufficio, ma in direzione opposta e sotto altri alberi di pino. Noi avremo la nostra automobile. Dobbiamo usarla fino a stancarla, consumando strada, superfici e ingranaggi, consumando olio e benzina. Tutto ciò che serve per una grande mole di lavoro … sufficiente per tutti[1]

Grazie a queste teorie, sin dagli anni ’40 – ’50 del Novecento, negli Stati Uniti le principali industrie automobilistiche acquistarono e smantellarono quasi l’intero parco circolante ferrotranviario, celebrando l’indipendenza dell’essere umano dal trasporto pubblico come una delle più grandi conquiste dell’umanità. Come ebbe modo di mostrare in un convegno dell’International Making Cities Livable l’ex sindaco di Portland nell’Oregon, vennero organizzate manifestazioni pubbliche che prevedevano perfino il dare alle fiamme i tram lungo le strade cittadine!

Oggi, a distanza di decenni, occorrerebbe riconoscere quella “indipendenza” o “libertà” che dir si voglia, come una “libertà di restare prigionieri per ore all’interno della propria auto”.

Ma dove vogliamo arrivare? È forse l’ultima immagine inserita nel testo la massima ambizione evolutiva della nostra specie che, nonostante tutto, continua a ritenersi la più evoluta ed intelligente del pianeta?

[1] Le Corbusier, “La Ville Radieuse”, 1935

8 pensieri su “L’antropolectus – evoluzione-involuzione dell’essere vivente più pericoloso per il pianeta e per se stesso!

  1. Può apparire stucchevole commentare sempre con un partecipe ” sono totalmente d’accordo ! “. Ho imparato a definire quello che hai descritto da un’angolazione necessariamente parziale ciò che in generale va conosciuto come ” modo di produzione capitalistico “; e anche questo può sembrare ripetitivo. Ciò che ancora conserva per me un vivace interesse è invece la relazione fra il mondo governato da questi rapporti sociali ( di produzione ) e la forma che le cose assumono, soprattutto le città e l’architettura. E da qui anche il modo in cui le persone vivono. Ogni epoca ha le sue ” forme ” ma dobbiamo ancora sperimentare come un diverso modo di produzione, rapporti sociali radicalmente diversi, possano originare forme del tutto diverse di città e architetture.

  2. Commentare, ma che commentare su quello che scrive Mazzola?
    Mazzola ho un microscopio nel suo cervello e vede delle cose che tutti vediamo ma non ce ne accorgiamo. E architetto, letterario, filosofo iper-sensibile e` un monumento Italiano vivo. Lo applaudo, l` unica cosa che posso fare.
    Grazie professore.
    Fotio

    1. Grazie Fotio,
      sei troppo buono e per questo di voglio bene e ti stimo.
      Spero prima o poi di riuscire ad incontrarti!
      Un abbraccio
      Ettore

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