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MODÌ O MAUDIT?

Modigliani. L’uomo e il mito
Meryle Secrest

Traduttore: C. Lazzari
Editore: Mondadori
Collana: Le scie. Nuova serie
Anno edizione: 2012
Pagine: 439 p., Rilegato
EAN: 9788804619383

 

Ho amato molto questo libro.
Racconta di un uomo…una passione… una vita difficile in una città e in un periodo che io ritengo siano tra i più belli e appassionanti della storia.

Fine 800, primi anni del 900…il mondo si sta svegliando…scopre le prime invenzioni… il primo progresso… La miseria e la povertà sono ancora molto diffuse…ma la capitale francese vive un momento fantastico dal punto di vista delle arti. Riesce ad attirare a sé migliaia di artisti come forse in nessun momento e in nessun luogo sia mai accaduto.  

Artisti borghesi, persone normalissime provenienti dalla vita e cultura contadina, perfino dalla nobiltà, si riuniscono nella capitale francese attirati dal fermento che si respira in tutte le arti… Si incontrano nei bar, che diventano circoli culturali… momenti di condivisione e confronto che nessuno aveva mai vissuto prima.

La vita quotidiana è sempre molto dura, ma la povertà e le ristrettezze non intaccano il positivismo verso il futuro e verso nuove concezioni di vita e di arte che si discutono frequentemente in questi caffè.

Nuove invenzioni…grandi opere architettoniche, discutibili e non, nuove opere d’arte vengono fuori continuamente, generando critiche, polemiche, ma anche e soprattutto entusiasmo collettivo.

Un periodo di fermenti artistici e culturali che può solo attirare persone da tutte le parti del mondo.

Nella stesura dell’opera la Secrest è stata grandemente influenzata, consigliata e aiutata da Marc Restellini, che aveva curato una grande mostra di Modigliani, nel 2005 «L’ange au visage grave», al Musée du Luxembourg, che aveva ottenuto molto successo e attirato più di 600 mila visitatori. Restellini è da molti ritenuto una delle massime autorità sulla vita e le opere di Amedeo Modigliani.

(..) conosceva ogni dettaglio del lavoro di Modigliani e aveva una visione anticonformista della personalità, dell’arte e della vita del pittore (..)

L’autrice ha contattato, parlato e approfondito la vita dell’artista “maledetto” con molte delle persone che, per certi versi, hanno potuto rivelarle i risvolti meno conosciuti della vita di Modigliani:  Luc Prunet, il nipote di Jeanne Hébuterne, Noël Alexandre, uno dei figli del dottor Paul Alexandre, che fu il primo mecenate e collezionista di Modigliani, Gérard Netter, figlio di un altro importante collezionista, Philippe Cazeau, che era stato mercante d’arte ed esperto di Modigliani, la figlia minore di Jeanne Modigliani, Laure ed alcuni fra i suoi parenti più stretti: L.G. «Nick» Modigliani, Roberto e Anne Modigliani, la sorella maggiore di Laure, ed alcune fra le istituzioni culturali che si sono occupate del pittore, prima fra tutte la Fondazione Amedeo Modigliani, istituita dal fratello Giuseppe Emanuele.

(..)I letterati francesi, sosteneva Marc, hanno distorto con invenzioni e omissioni la vita di Modigliani a tal punto da renderla irriconoscibile. A furia di ripeterla, la «leggenda» da loro costruita è diventata realtà. Bisognava assolutamente riportare alla luce la verità (..)

La scrittrice ripercorre le tappe della vita del pittore, raccontando l’ambiente familiare il periodo di tirocinio a Livorno e Venezia, e le suggestioni artistiche che lo hanno influenzato per tutta la vita.
Soprattutto, però, racconta della malattia che segnò per sempre la sua esistenza: la tubercolosi, contratta da adolescente, a causa della quale, secondo la tesi della Secrest, molte delle vicissitudini, delle scelte e degli atteggiamenti di Modigliani sono riconducibili. Quest’ultima visione in grande contrasto con il Modigliani da sempre raccontato, riporta il soprannome del pittore da “Maudit” a “Modì”. Tutta la sua vita “maledetta”, fra isolamento voluto e ricevuto, compresa la sua vita “dissoluta”, è riconducibile, a mio avviso con molta autorevolezza e probabilità, alla malattia e alla necessità-volontà di mantenerla segreta o quanto meno sconosciuta.

Amedeo Modigliani, 1916 ca.

biografia ( fonte wikipedia)

Meryle Secrest è nata a Bath, in Inghilterra, dove ha studiato.
La sua famiglia emigrò in Canada, dove ha iniziato la sua carriera come giornalista.
Ha lavorato come redattrice delle donne per l’”Hamilton News” in Ontario, Canada; Poco dopo è stata nominata “La più promettente giovane scrittrice” dal Canadian Women’s Press Club.
Nel 1964 inizia a scrivere per il Washington Post, facendo interviste di grandi personaggi: da Leonard Bernstein a Anaïs Nin.
Nel 1975 ha lasciato il Post per scrivere libri a tempo pieno.
Da allora ha scritto una serie di biografie acclamate dalla critica; I suoi soggetti hanno riguardato Frank Lloyd Wright, Lord Duveen, Stephen Sondheim, Leonard Bernstein, Salvador Dalí, Kenneth Clark, Bernard Berenson, Romaine Brooks, Richard Rodgers e Amedeo Modigliani.
Il libro “Being Bernard Berenson” della Secrest è stato uno dei finalisti per il Premio Pulitzer nel 1980 e per il American Book Awards nel 1981.
Nel 1999 ha ricevuto il Premio George Freedley Memorial dell’Associazione americana di biblioteche per il suo eccezionale contributo alla letteratura del teatro.
Nel 2006 ha ricevuto la Medaglia Nazionale Umanistica Presidenziale, dal Presidente Bush alla Casa Bianca, per aver illuminato la vita di grandi architetti, artisti e studiosi del XX secolo.
Ha pubblicato anche un’autobiografia intitolata “Shoot the Widow”.
Ora vive a Washington, DC negli Stati Uniti.

bibliografia

  • Between Me and Life: A Biography of Romaine Brooks, 1974.
  • Being Bernard Berenson, 1979.
  • Kenneth Clark: A Biography, 1984.
  • Salvador Dalí, 1986.
  • Frank Lloyd Wright: A Biography, 1992.
  • Leonard Bernstein: A Life, 1994.
  • Stephen Sondheim: A Life, 1998.
  • Somewhere for Me: A Biography of Richard Rodgers, 2001.
  • Duveen: A Life in Art, 2004.
  • Shoot the Widow: Adventurers of a Biographer in Search of Her Subject, 2007
  • Modigliani: A Life, 2011
  • Elsa Schiaparelli, 2014

 

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