Cosa succede al Mondo?

Da un post scritto già ormai dieci anni fa, ma ancora quanto mai attuale,  ripercorro alcune considerazioni della nostra società.

I cambiamenti della società, purtroppo, non avvengano, quasi mai, per il tentativo di migliorarsi e modificare in meglio il nostro mondo o la stessa società.

Quello che più mi ha fatto pensare, allora e ancora adesso, e che mi conferma oltremodo quanto osservato, è che queste considerazioni possono rispecchiarsi, seguendo la stessa regola, in diversi campi della nostra vita. Dall’architettura alla letteratura, dalla musica alla vita culturale e alla vita vissuta, attraverso i mass media, ed anche attraverso il nostro atteggiamento individuale, stiamo soffrendo una trasformazione preoccupante che forse ha radici profonde nel concetto di progresso e nel modo, del tutto personale, che ognuno di noi ha di confrontarsi con esso.

Tutto comincia, a mio avviso, dalla Storia e, per conseguenza, dalle esperienze di vita che dalla Storia sono sempre state influenzate. Mi riferisco alla Storia con la “S” maiuscola.. quella che rappresenta le radici di tutte le nostre vite passate, presenti e future. Infatti per molti anni, ma dovrei dire secoli, la Storia si è mossa sempre parallelamente con l’esperienza. Per i nostri antenati l’esperienza dei loro predecessori ha costituito una preziosa fonte di conoscenze e di ispirazione.  Chi, come noi oggi, costruiva edifici, realizzava opere letterarie e artistiche, ma anche chi viveva la propria vita attraverso le normali avversità o fortune, ha sempre rivolto il proprio sguardo al passato. Il fatto che si facesse riferimento a chi avesse già vissuto determinate esperienze, non poteva che portare un profitto e probabilmente una facile soluzione del problema; anche laddove le esperienze già vissute dovessero essere state negative.
L’esperienza della Storia portava di fatto a superare le avversità e i problemi, utilizzando la conoscenza degli altri, e le problematiche già vissute e affrontate. Ogni periodo della nostra Storia ha fatto questo, mettendoci qualcosa di proprio per andare avanti anche e soprattutto nel nome del progresso.
Ma cosa è successo ad un certo punto? E soprattutto cosa sta succedendo adesso?
Perché ad un certo punto mandiamo in crisi il nostro rapporto con la Storia, pensando che possa contribuire in maniera negativa allo sviluppo e al progresso? Perché, in generale, pensiamo che l’esperienza passata non possa più aiutare la modernità o il futuro?
Sempre più ci si improvvisa architetti, scrittori, attori, intrattenitori, politici e artisti senza un briciolo di esperienza, senza guardare ad essa o addirittura negandola volutamente, solo perché tendenzialmente ormai non la sentiamo più nostra o in nome della modernità!

Ed è qui la chiave!
Progettare le nostre città, facendoci condizionare da chi realizza meccanicamente gli edifici, senza studiare prima le reali necessità di chi, quegli edifici, li dovrà poi abitare e vivere?..
Possiamo concretizzare le nostre opere artistiche e letterarie solo se sappiamo in anticipo se queste si venderanno, lasciando tutto il resto chiuso in un cassetto, aspettando momenti migliori? Possiamo produrre trasmissioni televisive solo pensando a quello che la gente realmente si aspetta di vedere? Tutto questo in nome di una logica solo ed esclusivamente commerciale?
Le maggiori opere dell’uomo, quelle che hanno avuto più successo, sono solamente quelle dettate da una semplice legge di mercato? O sono forse quelle per i quali i maggiori attori hanno lavorato, con impegno, con background pluriennali, soprattutto senza farsi, quasi mai, condizionare da logiche di mercato.

Forse dovremmo cominciare a guardare indietro per guardare in avanti, come facciamo quando, con la nostra autovettura, ripartiamo dopo una sosta.
Abbiamo riposto le nostre menti in un parcheggio di lunga sosta oppure ci siamo fermati semplicemente ad uno stop?

Forse l’esperienza di tanti anni potrebbe restituirci la soluzione al problema.

 

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