{"id":584,"date":"2017-08-14T08:05:56","date_gmt":"2017-08-14T06:05:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/?p=584"},"modified":"2019-01-05T12:15:56","modified_gmt":"2019-01-05T11:15:56","slug":"privatizzazioni-deleterie-e-municipalizzazioni-virtuose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2017\/08\/14\/privatizzazioni-deleterie-e-municipalizzazioni-virtuose\/","title":{"rendered":"Privatizzazioni deleterie e municipalizzazioni virtuose"},"content":{"rendered":"<p>Ogni qualvolta ci si trovi davanti alla necessit\u00e0 di ripianare i conti pubblici, chi governa l\u2019Italia pensa che il sistema pi\u00f9 pratico e veloce risulti quello di fare tagli alla spesa pubblica (cultura e sanit\u00e0 in primis) e svendere il nostro patrimonio culturale \u2026 \u00e8 un vero peccato che certi miopi politici non riescano a rendersi conto che quel patrimonio dovrebbe essere considerato come la maggiore risorsa economica italiana, in grado di emancipare il Bel Paese dall\u2019economia globalizzata.<\/p>\n<figure id=\"attachment_585\" aria-describedby=\"caption-attachment-585\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"585\" data-permalink=\"https:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2017\/08\/14\/privatizzazioni-deleterie-e-municipalizzazioni-virtuose\/autobus-vaffanculo\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Autobus-vaffanculo.jpg\" data-orig-size=\"1280,720\" data-comments-opened=\"1\" 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id=\"caption-attachment-585\" class=\"wp-caption-text\">Messaggio inequivocabile sul display di un autobus romano in sosta a Piazza Augusto Imperatore<\/figcaption><\/figure>\n<p>In questi giorni, dopo aver assistito all\u2019inqualificabile vicenda del Colosseo<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> che il ministro Franceschini vorrebbe togliere al Comune di Roma, il Partito Radicale (quello del candidato sindaco Roberto Giachetti) si \u00e8 fatto promotore di un referendum per la privatizzazione dell\u2019ATAC<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Giorni fa, nel mio il mio sfogo su FB, avevo scritto:<\/p>\n<p><em>\u00abMa come \u00e8 possibile promuovere un referendum per la privatizzazione dell&#8217;ATAC, piuttosto che imporsi per la sua totale municipalizzazione, estromettendo quelle ditte che in questi anni hanno operato per infangare e distruggere il servizio pubblico, affinch\u00e9 venisse definitivamente privatizzato?<br \/>\nPerch\u00e9 questi signori, prima di promuovere l&#8217;ennesima svendita, non indagano sul fatto che, da anni, si \u00e8 operato un vero e proprio complotto a danno del servizio pubblico, appaltando a privati alcune linee (che, guarda caso, risultano frequenti) su mezzi dell&#8217;ATAC, mentre venivano tagliate sempre pi\u00f9 le linee a gestione pubblica?<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 non si documentano sul come e perch\u00e9, durante l&#8217;amministrazione Alemanno vi fu un taglio consistente delle corse ed un aumento del biglietto da \u20ac 1 a \u20ac 1,50, scomparvero gli abbinamenti ridotti per studenti e anziani e la tessera mensile pass\u00f2 a \u20ac 35, e ci furono delle &#8220;strane&#8221; assunzioni?<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 non si domandano come mai dei privati dovrebbero avere interesse a gestire un servizio di trasporto? &#8230; Se lo fanno vuol dire che pu\u00f2 rendere &#8230; perch\u00e9 quindi non dovrebbe essere il Comune a guadagnarci?<\/em><\/p>\n<p><em>Chi svolgerebbe il ruolo di calmiere?<\/em><\/p>\n<p><em>Quali sarebbero i casi in cui, dopo la privatizzazione, avremmo registrato un miglioramento del servizio? <\/em>[\u2026 ]<em>\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Ebbene, gi\u00e0 nel 2014 avevo scritto sull\u2019argomento (invito tutti a leggere quell\u2019aneddoto e le mie riflessioni per intero<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>), sicch\u00e9 oggi, a tre anni di distanza, \u00e8 interessante constatare come quelli che erano i miei dubbi e sospetti, vadano concretizzandosi \u2026 tra l\u2019altro per mano del partito di Giachetti il quale, oltre a figurare nelle liste del Partito Radicale figura anche in quelle del PD, reggente all\u2019epoca dei fatti raccontati!<\/p>\n<p>In quell\u2019articolo parlando dell\u2019esperienza vissuta con altre persone in attesa di un autobus mai giunto a destinazione, riportavo una serie di informazioni che avevo scoperto grazie ad una <em>dritta<\/em> datami da un autista che avevo interrogato, in particolare raccontavo:<\/p>\n<p><em>\u00ab[\u2026 ] <\/em><em>Trascorsa ormai un\u2019ora abbondante, senza che all\u2019orizzonte si manifestasse la presenza dell\u2019autobus, ho deciso di chiedere ad un autista della linea 881 se avesse notizia dell&#8217;870 o se potesse indicarmi qualcuno a cui rivolgermi, visto che l\u2019inutile e orrendo chiosco dell\u2019ATAC posto al capolinea davanti alla Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, \u00e8 chiuso e abbandonato da tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>La risposta \u00e8 stata che lui non ha nulla a che fare con l&#8217;ATAC perch\u00e9 l\u2019881 e altre corse dipendono da un\u2019altra compagnia e le loro corse vengono appaltate direttamente dal Comune!<\/em><\/p>\n<p><em>A questa risposta, ormai malpensante, la mia mente \u00e8 andata al sistema delle assunzioni all\u2019ATAC avvenute durante la precedente giunta, nonch\u00e9 a quello degli appalti che sta venendo fuori in questi giorni.<\/em><\/p>\n<p><em>Mi sono documentato e, effettivamente, visitando la pagina del Comune di Roma ho scoperto che:<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa progressiva attuazione delle riforme che hanno interessato, nell\u2019ultimo decennio, il settore dei trasporti pubblici locali ha portato all\u2019affermarsi, nell\u2019ambito territoriale comunale, del cosiddetto \u201cmodello romano\u201d teso ad assicurare l\u2019equilibrio tra la funzione pubblica e libero mercato.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sistema della mobilit\u00e0 romana \u00e8 stato, infatti, orientato verso la definizione di tre livelli di competenza:<\/em><\/p>\n<p><em>1) un\u2019area di competenza politica, incarnata dal Comune di Roma;<\/em><\/p>\n<p><em>2) una funzione gestionale ed organizzativa, affidata alla societ\u00e0 Atac S.p.A.;<\/em><\/p>\n<p><em>3) una funzione meramente erogatrice del servizio, affidata alle societ\u00e0 che operano nel mercato (Trambus S.p.A., Met.Ro S.p.A., FS e Co.Tra.L S.p.A.)\u201d<\/em><a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><em><strong>[4]<\/strong><\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>Molto interessante, specie in questo particolare momento che vede emergere lo sporco sistema degli appalti romani, veder sbandierare sul sito istituzionale del Comune un presunto \u201cmodello romano\u201d in materia di trasporto pubblico!<\/em><\/p>\n<p><em>Inutile dire che, per disperazione alla fine, pur avendo un abbonamento mensile alle linee di trasporto pubblico, son dovuto rientrare a casa in taxi pagando 9 euro!<\/em><\/p>\n<p><em>Vorrei sapere dal nostro sindaco, e dai dirigenti dell&#8217;ATAC, se questo \u201cmodello romano\u201d cui fanno riferimento non mascheri una sporca strategia per dissuadere i romani dall&#8217;uso dei mezzi pubblici!<\/em><\/p>\n<p><em>Non nascondo che, gi\u00e0 in passato, mi aveva sfiorato l\u2019idea che in Italia potessero esserci delle specifiche pressioni, da parte dei produttori automobilistici, affinch\u00e9 accadessero certe cose! \u2026 Del resto la lezione americana degli anni \u201940 \u2013 \u201950, quando la pi\u00f9 importante casa produttrice di automobili acquist\u00f2 tutte le reti di trasporto pubblico, per smantellarle ed obbligare gli americani all\u2019acquisto dell\u2019auto \u2013 presentando la cosa come emancipazione dalla schiavit\u00f9 dei trasporti pubblici \u2013 non pu\u00f2 non aver fatto scuola!<\/em><\/p>\n<p><em>Non pu\u00f2 non destare sospetti ci\u00f2 che \u00e8 accaduto negli ultimi anni quando, durante la giunta Alemanno, il costo dei biglietti e degli abbonamenti ha subito un incremento notevole (da \u20ac 1,00 a \u20ac 1,50 i primi e da \u20ac 30,00 a \u20ac 35,00 i secondi) eliminando le agevolazioni per anziani e studenti e riducendo drasticamente il numero delle corse e la manutenzione dei mezzi!! \u2026 Per par condicio c\u2019\u00e8 da dire che anche Marino ha fatto la sua parte, consentendo la recente soppressione di molte linee che hanno lasciato nello sconforto molti romani.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>A tal proposito viene da riflettere sul fatto che, come in tutti i processi di privatizzazione messi in atto in Italia, potrebbe essere in atto un programma specifico per degradare e screditare le linee di trasporto pubblico, in modo da far crescere il malcontento tra i cittadini \u2013 fomentandolo con campagne ad-hoc \u2013 spianando cos\u00ec la strada al passaggio definitivo di tutta la gestione del trasporto in mano ai privati!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>E pensare che, nonostante lo sfascio della cultura data in gestione ai privati (che poi ricattano lo stato con guadagni privati e spese pubbliche), in Italia ci sono imbecilli che ancora credono che privatizzare significhi migliorare le cose<\/em><em>\u00bb<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>Alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni, mi sembra che i miei sospetti fossero fondati, ma non chiamatemi Nostradamus o Cassandra, n\u00e9 datemi del complottista \u2026<\/p>\n<p>Andando ancora indietro nel tempo e pensando alla folle svendita e\/o privatizzazione dell\u2019Italia, la mia mente va ad un altro mio articolo pubblicato nel 2013<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, quando l\u2019ex Premier Enrico Letta nel corso del suo viaggio negli USA trov\u00f2 il modo per rassicurare la lobby degli speculatori che tengono sotto scacco il pianeta, rilanciando il suo scellerato programma di svendita totale del patrimonio italiano ad investitori privati stranieri.<\/p>\n<p>All\u2019epoca mi chiedevo come fosse possibile che i nostri politici non si rendessero conto del fatto che, il ventennio di svendita precedente avesse portato il nostro Paese sull&#8217;orlo del baratro. N\u00e9 quindi bastasse a far capire che occorrerebbe rivedere per intero le nostre politiche economiche.<\/p>\n<p>Mi chiedevo:<\/p>\n<p><em>Che garanzie pu\u00f2 dare una classe politica di individui il cui unico obiettivo \u00e8 quello di mantenere inalterati i propri benefici, piuttosto che il futuro della nazione?<\/em><\/p>\n<p><em>Che garanzie pu\u00f2 dare una classe politica che, per mantenere salda la propria poltrona, preferisce svendere per trenta denari quel patrimonio che potrebbe dar da campare a tutte le generazioni a venire?<\/em><\/p>\n<p><em>Che garanzie pu\u00f2 dare una classe politica che, piuttosto che investire sulle statalizzazioni e municipalizzazioni, preferisce svendere tutto al &#8220;miglior offerente&#8221; senza mai imparare dagli errori compiuti?<\/em><\/p>\n<p><em>Che garanzie pu\u00f2 dare un governo come quello attuale che, analogamente a quelli precedenti presieduti da Berlusconi prima e Monti poi, \u00e8 basato sul conflitto di interessi?<\/em><\/p>\n<p>Ricordavo:<\/p>\n<p><em>A tal proposito, nel suo intervento in Parlamento del 22 ottobre 2013, l&#8217;on. Carlo Sibilia del M5S ha esposto in maniera ineccepibile i criteri in base ai quali l&#8217;attuale governo nasca all&#8217;interno della Fondazione di Enrico Letta denominata &#8220;Vedr\u00f2&#8221;, una fondazione sponsorizzata da Autostrade per l&#8217;Italia, Enel ed ENI \u2013 ovvero aziende che dettano la politica estera ed ambientale dell&#8217;Italia \u2013 nonch\u00e9 dalla Nestl\u00e9 e dal Gruppo Cremonini. Inoltre, ha spiegato Sibilia, \u201cVedr\u00f2\u201d \u00e8 anche finanziata dalla lobby delle slot machines alla quale il governo ha &#8220;condonato&#8221; svariati miliardi di evasione fiscale, nonch\u00e9 dalla Omnia Holding, ovvero una societ\u00e0 che controlla Alitalia, vale a dire quell&#8217;azienda privata fallimentare appena salvata dal governo con il denaro pubblico della Cassa Depositi e Prestiti.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel suo intervento Sibilia ha altres\u00ec ricordato come l&#8217;attuale governo, dopo aver svenduto la Telecom alla compagnia spagnola Telefonica abbia annunciato, da parte del Presidente del Consiglio in persona in occasione del suo recente viaggio negli USA, l&#8217;intenzione di svendere anche le quote di mercato di Fincantieri e Terna. A tal proposito, l&#8217;on. Sibilia ha anche ricordato come il 14 ottobre sia stata istituita dal governo l&#8217;agenzia INVIM il cui scopo risulta esser quello di &#8220;dismettere il patrimonio immobiliare italiano&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto questo mentre oltre l&#8217;8% degli italiani vive al di sotto della soglia di povert\u00e0, il tasso di suicidi causati dalla disperazione economica stia crescendo in maniera esponenziale, il livello di disoccupazione giovanile abbia sfondato il 40% e tutto stia andando allo sfascio.<\/em><\/p>\n<p>E riflettevo sulla massima dell&#8217;australiano Jeff Sparrow:<\/p>\n<p>&#8220;<em>tutto quello che ci faceva <\/em><em>paura<\/em><em> del <\/em><em>comunismo<\/em><em> &#8211; che avremmo perso le nostre case e i nostri risparmi, che ci avrebbero costretti a lavorare tutto il tempo per un salario scarso e che non avremmo avuto alcuna voce contro il sistema &#8211; \u00e8 diventato realt\u00e0 grazie al capitalismo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>\u00c8 mai possibile che l&#8217;avidit\u00e0 e l&#8217;egoismo di questi individui, non eletti dai cittadini italiani e protetti da un sistema inqualificabile che vede coinvolte le pi\u00f9 alte cariche dello Stato, possa permettersi di smantellare un Paese che il mondo intero continua a definire &#8220;<em>il Bel Paese<\/em>&#8220;?<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 possibile che questi individui possano fingere di non accorgersi che nulla di ci\u00f2 che \u00e8 stato privatizzato in questi venti anni abbia dimostrato alcun beneficio per la nazione, n\u00e9 per le aziende privatizzate stesse?<\/strong><\/p>\n<p>E allora che fare? Pu\u00f2 il popolo italiano \u2013 gi\u00e0 lasciato in mutande \u2013 restare inerte consentendo a questi dis-onorevoli politici di continuare a svendere per i propri interessi?<\/p>\n<p>Chiediamoci ancora una volta: ma se un privato ha interesse ad investire nel sistema di trasporto pubblico ritenuto fallimentare, \u00e8 un pazzo masochista suicida? \u2026 oppure sa che ci si pu\u00f2 guadagnare? E se s\u00ec, perch\u00e9 non dovrebbe farlo il Comune? Non sar\u00e0 mica che il problema risieda nella manifesta incapacit\u00e0 di certi \u201cmanager\u201d super pagati e nominati politicamente?<\/p>\n<p>Per come la vedo io, e per quanto ho avuto modo di studiare e scrivere nel corso degli anni, piuttosto che re-inventare la ruota davanti a problemi per i quali esista gi\u00e0 una soluzione, penso che sarebbe necessario provare a ristudiare la nostra storia, alla ricerca di lezioni del nostro passato, nemmeno tanto remoto, dalle quali possa trarsi l&#8217;insegnamento per poter ribaltare le sorti del Paese.<\/p>\n<p>Ai promotori della privatizzazione del servizio di trasporto romano, e a tutta la classe politica voglio allora raccontare un piccolissimo aneddoto dell&#8217;Italia di cento anni fa, un aneddoto del quale ho scritto ne &#8220;<em>La Citt\u00e0 Sostenibile \u00e8 Possibile<\/em>&#8221; e che ha ispirato i miei progetti per la Rigenerazione Urbana del Corviale di Roma e dello ZEN di Palermo.<\/p>\n<p>Si tratta di un aneddoto che ci ricorda come, certe volte, <strong>per uscire dalla mischia bisognerebbe entrarci per intero, un aneddoto che, se ben compreso ed esteso a tutti i campi dell&#8217;economia nazionale, potrebbe aiutarci a capire come sarebbe possibile generare occupazione, risanando al contempo le nostre citt\u00e0 e l&#8217;economia del Paese<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Qualcosa da cui imparare<\/strong><\/p>\n<p>La conoscenza della nostra storia potrebbe esserci d&#8217;aiuto, rievocandoci le <em>frumentationes<\/em> (distribuzioni gratuite del grano) che gli antichi romani istituirono quando gli armatori privati che gestivano il commercio del grano approfittarono della &#8220;<em>liberalizzazione<\/em>&#8221; del mercato, speculando sul prezzo. La cosa serv\u00ec a calmierare il prezzo ed obbligare gli speculatori ad abbassare la cresta.<\/p>\n<p>Ma non occorre andare cos\u00ec lontano per imparare cosa fare per porre un freno allo sperpero di denaro pubblico.<\/p>\n<p>La storia dell&#8217;urbanistica di Roma ci racconta infatti di una politica illuminata di gestione della spesa pubblica, messa in atto solo un secolo fa, da cui avremmo tanto da imparare. Per una migliore comprensione dei fatti \u00e8 necessario conoscere il quadro sociale all&#8217;interno del quale l&#8217;evento si svolse, quindi perdonatemi l&#8217;estensione del testo.<\/p>\n<p>Il Comune di Roma, a causa della cosiddetta politica urbanistica della <em>convenzione<\/em><a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><em><strong>[6]<\/strong><\/em><\/a> \u00a0\u2013 orchestrata dal Cardinale De Merode a favore di se stesso e dei privati speculatori fondiari \u2013 all&#8217;indomani del trasferimento della Capitale d&#8217;Italia, aveva subito un tracollo finanziario.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che all\u2019inizio del Novecento, grazie all\u2019operato di personaggi illuminati di cui si dir\u00e0, il Comune prov\u00f2, riuscendoci appieno, a sanare il bilancio entrando in regime concorrenza con i costruttori privati.<\/p>\n<p>\u00ab<em>In una citt\u00e0 che ha <\/em><em>l&#8217;edilizia<\/em><em> come sua <\/em><em>unica<\/em><em> attivit\u00e0 industriale, il deficit dell&#8217;amministrazione pu\u00f2 essere sanato proprio con una diretta partecipazione in tale ramo di investimenti<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><strong>[7]<\/strong><\/a><\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Grazie alla politica illuminata del sindaco Nathan, e alla presenza al governo di Giovanni Giolitti, nonch\u00e9 grazie alla istituzione e gestione dell&#8217;Istituto per le Case Popolari, fu possibile concepire un sistema del tutto nuovo di gestione della spesa per l&#8217;edilizia pubblica, il cui primo passo pu\u00f2 riconoscersi nella vicenda del <em>Quartiere Testaccio<\/em> di Roma.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio del XX secolo il quartiere risultava un luogo malfamato, violento e pericoloso. Dopo l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia il quartiere avrebbe dovuto svilupparsi come la zona industriale della nuova Capitale ma poi, per volont\u00e0 dei regnanti, si pens\u00f2 bene che il centro-sud d&#8217;Italia non dovesse essere investito dal processo di industrializzazione &#8230; era pi\u00f9 utile mantenerlo in condizioni tali da poter fornire manodopera a basso costo per le industrie del nord, trasformando Roma in una citt\u00e0 impiegatizia che, di l\u00ec a poco, sarebbe anche divenuta il cuore pulsante della politica clientelare e ricattabile.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, gi\u00e0 a partire dai primi anni che seguirono il trasferimento della Capitale, Testaccio divenne un quartiere popolare dove si insediarono le famiglie dei lavoratori del nuovo straordinario Mattatoio dell&#8217;ing. Ersoch, e quelli delle poche industrie situate all&#8217;Ostiense.<\/p>\n<p>In assenza di un Ente Statale che costruisse le case per il ceto operaio \u2013 l&#8217;ICP venne creato solo nel 1903 \u2013 queste vennero realizzate ad opera di banchieri, famiglie nobili e ad opera della Chiesa; tuttavia, nonostante le indicazioni della giunta municipale presieduta da Camporesi affermassero che \u00ab<em>non si ammettono quartieri destinati esclusivamente per la classe meno agiata, raccomandandosi invece che venga distribuita in opportuni alloggi collocati nelle abitazioni ove soggiornano le classi meglio favorite dalla fortuna<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, gli edifici costruiti mirarono semplicemente a fornire una facciata decorosa, che nascondeva delle condizioni di vita disumane.<\/p>\n<p>La tipologia edilizia scelta, per ragioni speculative, fu quella a &#8220;<em>blocco chiuso<\/em>&#8220;, che facilitava una speculazione intensiva delle aree, ovvero quella tipologia che, di l\u00ec a poco, venne criticata come &#8220;<em>casermone<\/em>&#8221; o &#8220;<em>alveare umano<\/em>&#8220;, all&#8217;interno della quale, sotto l&#8217;egida del padrone di casa, vigeva il sistema del subaffitto; sistema perverso che serviva al proprietario per giustificare il costante aumento della pigione, e all&#8217;affittuario per spillare soldi ai subaffittuari con la scusa che non ce la faceva a pagare l&#8217;affitto. La cosa ovviamente portava alle estreme conseguenze che si possono immaginare: mancanza di privacy, violenze di ogni genere, danneggiamento degli edifici, condizioni di sovraffollamento con pessime condizioni igieniche, ecc.<\/p>\n<p>Testaccio nel 1905 rappresentava un problema anche superiore a quello registrato nel 2005 nelle <em>banlieues<\/em> francesi. Le condizioni abitative di quel quartiere vennero descritte minuziosamente da Domenico Orano il quale, a seguito della sua esperienza diretta tra il 1905 e il 1910 pubblicata in quegli anni, cre\u00f2 il <em>Comitato per il Miglioramento Economico e Morale di Testaccio<\/em>, un comitato che raccoglieva persone di qualsiasi appartenenza sociale, religiosa, politica e culturale, nonch\u00e9 diverse categorie di artigiani.<\/p>\n<p>Il Comitato riusc\u00ec a mettere in pratica la prima grande esperienza di laboratorio sociale e, soprattutto, la prima esperienza, riuscitissima, di urbanistica partecipata: l&#8217;urbanistica come disciplina non era ancora ufficialmente stata definita, ma ci\u00f2 che avvenne a Testaccio dimostra come per questi pionieri il senso ultimo della materia fosse gi\u00e0 chiaro!<\/p>\n<p>Orano e altri riformatori ritenevano \u00ab<em>dannosa la pianificazione di quartieri socialmente omogenei perch\u00e9 favorivano l&#8217;innalzamento e la cristallizzazione delle barriere classiste, rallentando il processo di integrazione urbana dei ceti subalterni<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> mentre \u00ab<em>il contatto fra le varie classi sociali vale non solo ad abbattere certe barriere morali &#8230; ma pu\u00f2 avere un&#8217;influenza benefica sulle condizioni economiche ed intellettuali in genere del popolo<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la migrazione verso Roma cresceva, e con essa anche la migrazione interna del ceto popolare che, necessitando di vivere vicino al proprio ambiente lavorativo, spontaneamente si muoveva verso la nuova area, a questi flussi spontanei si sommava il fenomeno della migrazione interna della gente allontanata dalla zone centrali in cui si operavano i primi sventramenti che, secondo l&#8217;ideologia del momento, dovevano creare dei nuovi quartieri &#8220;<em>di rimprovero e insegnamento<\/em>&#8221; nella &#8220;<em>vecchia Roma lercia e puzzolente<\/em>&#8221; come l&#8217;aveva definita Giovanni Faldella<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 port\u00f2 alla proliferazione di baracche, definite &#8220;<em>Villaggio Abissino<\/em>&#8221; lungo gli argini del Tevere: un&#8217;offesa al decoro della Capitale che non poteva essere ammessa dalla classe dirigente.<\/p>\n<p>In quegli anni, intanto, si era andata affinando la disciplina dell&#8217;Eziologia, ma si erano anche andati sviluppando diversi studi sociologici come quelli di Casalini a Torino e Montemartini a Milano; inoltre, quest&#8217;ultimo aveva studiato i metodi per la <strong><em>creazione di un sano sistema cooperativo coordinato dallo Stato<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Se da un lato si pensava a creare delle citt\u00e0 pi\u00f9 &#8220;<em>funzionali<\/em>&#8220;, grazie al contributo dei sociologi si rifletteva anche sul fatto che non ci si dovesse limitare a &#8220;<em>produrre meglio per vivere meglio<\/em>&#8220;, ma fosse necessario soprattutto &#8220;<em>vivere meglio per produrre meglio<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>In questo clima socio-culturale, il Comitato per il Miglioramento Economico e Morale di Testaccio si batt\u00e9 affinch\u00e9 l&#8217;intervento proposto dall&#8217;amministrazione cittadina per la costruzione di alloggi temporanei non si operasse: \u00ab<em>l&#8217;intervento non deve limitarsi a soddisfare il bisogno impellente di abitazioni, ma richiede un piano complessivo in grado di trasformare l&#8217;intera area<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>A quel tempo, i privati avevano costruito moltissimi alloggi per i ceti medio-alti della borghesia, dimenticando i ceti popolari. Questa situazione aveva, di fatto, creato uno squilibrio insostenibile tra alloggi a caro prezzo e carenza di alloggi popolari, aveva portato al terribile fenomeno della coabitazione (tuttora esistente ed ignorato), alla costruzione delle baraccopoli e, ovviamente, alla crescita esponenziale del valore fondiario.<\/p>\n<p>La neoeletta giunta Nathan \u2013 la prima non legata al clero e alla nobilt\u00e0 \u2013 intendeva <strong><em>risolvere il problema abitativo a partire dalla risoluzione del problema speculativo dei suoli mediante la formazione di un ampio demanio municipale che avesse la funzione di calmiere, e il potenziamento dell&#8217;edilizia pubblica sovvenzionata<\/em><\/strong>: il Congresso Internazionale sull&#8217;Edilizia Popolare che si tenne a Londra nel 1909, non a caso, aveva individuato nel mercato delle aree la ragione della crisi delle citt\u00e0, ed aveva indicato come rimedio una vasta acquisizione di aree da parte degli enti pubblici al fine di destinarle ad uso collettivo<strong><em>, rompendo la spirale speculativa<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>In quegli anni Alessandro Schiavi indicava tre passi fondamentali per sconfiggere il problema:<\/p>\n<ol>\n<li>Rompere il monopolio dei proprietari terrieri dei terreni e delle abitazioni esistenti;<\/li>\n<li>Attirare il capitale privato nell&#8217;attivit\u00e0 edilizia;<\/li>\n<li>Incentivare la ricerca tecnologica per ridurre i costi.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Tutto ci\u00f2 si traduceva nella necessit\u00e0 che l&#8217;amministrazione pubblica, statale e locale, assumessero un ruolo pianificatorio, ma anche che lo Stato sostenesse l&#8217;imprenditoria privata e sovvenzionata per aumentarne la produttivit\u00e0.<\/p>\n<p>Sempre in quagli anni, l&#8217;ing. Edoardo Talamo andava sostenendo la necessit\u00e0 che \u00ab<em>la casa dei ceti popolari dovesse essere strumento di educazione ed emancipazione, coniugando gli spazi privati degli appartamenti agli spazi comuni per assolvere ai bisogni comuni<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p>Considerate queste premesse relativamente al costo dei suoli, uno dei principali motivi di critica da parte del <em>Comitato per il Miglioramento di Testaccio<\/em> relativamente alle casette provvisorie batteva sull&#8217;antieconomicit\u00e0 di un piano che sottoutilizzava le aree, tra l&#8217;altro, la \u00ab<em>destinazione delle case ai disoccupati, prevedeva una rinuncia in partenza a qualsiasi remunerazione del capitale investito, ricadendo in una logica di assistenzialismo elemosiniero che ostacola la crescita della responsabilit\u00e0 civile tra i ceti emarginati<\/em>\u00bb, infine, il progetto era valutato \u00ab<em>socialmente e politicamente angusto, poich\u00e9 sanciva con un&#8217;operazione istituzionale la marginalizzazione dei baraccati<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti della battaglia di Orano e del Comitato era incentrata contro la negazione, emergente dal piano delle casette, di un&#8217;identit\u00e0 collettiva fondata sull&#8217;orgoglio dell&#8217;appartenenza ad una comunit\u00e0 operaia di lavoratori, che contribuendo alla crescita dell&#8217;intera citt\u00e0, avevano acquisito il diritto di determinarne le scelte<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Si afferma che le baracche sono pel bisogno <\/em><em>immediato<\/em><em>, per i senza tetto, per i poveri che ingombrano i portoni, le mura, gli orti, i prati, che gettano un&#8217;onta sulla capitale d&#8217;Italia, che agli occhi degli stranieri ribadiscono l&#8217;accusa che noi siamo un popolo di pezzenti. Si larva con sentimentalismo da filantropi, che impressiona le masse, il grave problema edilizio &#8230; che in realt\u00e0 soffoca lo sviluppo di Testaccio, perch\u00e9 questo quartiere \u00e8 l&#8217;unico punto di Roma in cui convergano le vie di terra e di mare e sar\u00e0 il grande centro operaio della capitale<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p>Le varie richieste dei testaccesi vennero raccolte e trasformate in progetto urbanistico architettonico da parte degli ingegneri architetti Giulio Magni prima, e Quadrio Pirani poi, i quali furono in grado, lavorando fianco a fianco con il Comitato, di produrre il primo esempio di progettazione partecipata che port\u00f2 ad un vero e proprio miglioramento della condizione abitativa, ma anche economica e sociale dei residenti, dando delle aspettative di vita totalmente nuove e dimostrando la validit\u00e0 della teoria secondo la quale la casa potesse svolgere un ruolo educativo sui residenti.<\/p>\n<p>Nel 1918, all&#8217;indomani dell&#8217;inaugurazione degli edifici di Pirani, il Presidente dell&#8217;Istituto Romano Case Popolari, Malgadi, nel testo &#8220;<em>il nuovo gruppo di case al Testaccio<\/em>&#8221; affermava:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Parlare di <\/em><em>arte<\/em><em> in tema di case popolari pu\u00f2 sembrare per lo meno esagerato; ma non si pu\u00f2 certo negare l&#8217;utilit\u00e0 di cercare nella decorazione della casa popolare, sia pure con la semplicit\u00e0 imposta dalla ragione economica, il raggiungimento di un qualche effetto che la faccia apparire, anche agli occhi del modesto operaio, qualche cosa di diverso dalla vecchia ed opprimente casa che egli abitava<\/em> [&#8230;] <em>Una casa popolare che, insieme ad una buona distribuzione degli appartamenti unisca un bello aspetto esteriore, \u00e8 preferita ad un&#8217;altra <\/em>[&#8230;] <em>e dove questo vi \u00e8 si nota una maggior cura da parte degli inquilini nella buona tenuta del loro alloggio e in tutto ci\u00f2 che \u00e8 comune con gli alloggi del medesimo quartiere<\/em> [&#8230;] <em>Una casa che piace si tiene con maggiore riguardo, ci\u00f2 vuol dire che esercita anche una funzione educativa in chi la abita<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Subito dopo, lo slogan dell&#8217;IRCP divenne &#8220;<em>la casa sana ed educatrice<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Ma la battaglia non vide affrontare solo gli aspetti socio-sanitari ed estetici delle nuove costruzioni, ma anche quelli economici, partendo dall&#8217;affermazione secondo la quale <em>il lavoro nobilita l&#8217;uomo <\/em>&#8230; e <strong>qui viene il punto pi\u00f9 importante di questa storia sul quale l&#8217;attuale classe politica di &#8220;<em>privatizzatori<\/em>&#8221; e &#8220;<em>svenditori<\/em>&#8221; dovrebbe riflettere<\/strong>!<\/p>\n<p>In quegli anni Montemartini aveva teorizzato ampiamente in materia di cooperativismo, e la Roma di quegli anni sembrava essere pi\u00f9 che altrove l&#8217;incarnazione di quel &#8220;<em>partito dei consumatori<\/em>&#8221; in base al quale Montemartini sosteneva si potesse <strong><em>impostare una corretta politica di governo urbano<\/em><\/strong>, di qui la scelta di coinvolgere nella politica progressista, non solo il ceto popolare, ma anche quello della piccola e media borghesia.<\/p>\n<p>Montemartini, in qualit\u00e0 di Assessore, nonch\u00e9 di Direttore dell\u2019Ufficio del Lavoro presso il Ministero dell\u2019Agricoltura, diede un apporto teorico fondamentale alla <strong>legittimazione delle municipalizzazioni<\/strong>: L\u2019assunzione di nuovi compiti imprenditoriali e di pianificazione da parte degli enti locali incontrava, in Italia, come in Europa e America, un deciso consenso da parte dei liberali che vedevano ridisegnato e reso ambiguo il confine tra competenze dei pubblici poteri e imprenditoria privata, e l\u2019aperta ostilit\u00e0 dei cattolici.<\/p>\n<p>Come ha ricordato Sanfilippo, \u201c<strong><em>l\u2019incontro del sindaco Nathan con Montemartini fu alla base delle principali realizzazioni della Giunta Nathan nella municipalizzazione e\/o riorganizzazione dei servizi pubblici (acqua, elettricit\u00e0, gas, trasporti collettivi)<\/em><\/strong>\u201d <a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a><\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che si and\u00f2 sviluppando l&#8217;idea che la costruzione di Testaccio potesse costituire <strong><em>un&#8217;occasione per rafforzare il sistema delle cooperative romane<\/em><\/strong>, una buona parte delle quali era proprio costituita da <em>testaccesi<\/em>.<\/p>\n<p>Il presidente dell&#8217;IRCP Vanni decise cos\u00ec di non appaltare i lavori ad un&#8217;impresa privata (Ricciardi-Mannaiolo) che aveva messo a disposizione 10 milioni impegnandosi a costruire tutti gli edifici in 18 mesi, ma di affidare i lavori ad 11 diverse cooperative:<\/p>\n<p>\u00ab<em>La proposta dell&#8217;impresa <\/em><em>presentava<\/em><em> indubbi vantaggi: l&#8217;anticipo del denaro che doveva essere erogato dallo Stato, tramite un prestito agevolato garantiva tempi pi\u00f9 brevi per la realizzazione del progetto. L&#8217;amministrazione capitolina si sarebbe politicamente rafforzata, dimostrando di essere in grado di soddisfare rapidamente il bisogno, impellente per la popolazione, di case a basso costo. La scelta, viceversa, di affidarsi alle cooperative, voluta dai socialisti, intendeva <strong><u>dimostrare la possibilit\u00e0 concreta di creare anche a Roma un tessuto produttivo alternativo alle imprese private<\/u><\/strong><\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Orano e il Comitato, con la costruzione delle case di Testaccio, memori della lezione di Montemartini sulla gestione della citt\u00e0 moderna fondata sul partito dei consumatori, tentarono di fondare un modello di democrazia partecipata in cui i soggetti sociali fossero, allo stesso tempo, produttori e consumatori del bene casa &#8230; e cos\u00ec fu, grazie anche all&#8217;esistenza <em>Comitato Centrale Edilizio<\/em><a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\"><sup>[17]<\/sup><\/a> e dell&#8217;<em>Unione Edilizia Nazionale <\/em>\u2013 \u00ab<strong><em><u>un Istituto che \u00e8 fatto appositamente per integrare gli sforzi delle cooperative, quindi per controbilanciare la privata speculazione<\/u><\/em><\/strong>\u00bb<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\"><sup>[18]<\/sup><\/a> \u2013 finch\u00e9, per volont\u00e0 di Stato, durante il ventennio fascista l&#8217;Unione venne messa in liquidazione e sciolta<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\"><sup>[19]<\/sup><\/a> e l&#8217;Istituto per le Case Popolari non venne ridotto da florida azienda che costruiva in proprio e anche per conto terzi gli edifici da gestire, a semplice Ente di gestione del patrimonio edilizio costruito dai privati.<\/p>\n<p><strong>Ebbene s\u00ec, l&#8217;ICP di cento anni fa aiut\u00f2 a risollevare le fallimentari finanze comunali, gener\u00f2 migliaia di posti di lavoro consentendo altres\u00ec lo sviluppo di una vasta economia locale di piccole e medie imprese a carattere artigianale<\/strong>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 quindi non dovremmo oggi far tesoro da quell&#8217;insegnamento?<\/p>\n<p>E se questo \u00e8 ci\u00f2 che riguarda il solo settore edilizio, <strong>perch\u00e9 non dovremmo prendere spunto da questa storia per riflettere sui danni che le privatizzazioni hanno portato nella gestione del patrimonio artistico, nel sistema dei trasporti pubblici, nella gestione dello smaltimento dei rifiuti, nella produzione e gestione dell&#8217;energia e dell&#8217;acqua, nel sistema delle banche, ecc.?<\/strong><\/p>\n<p>Che dire poi della vergogna della vicenda delle acciaierie italiane?<\/p>\n<p>Perch\u00e9, piuttosto che investire nelle cosiddette &#8220;<em>grandi opere<\/em>&#8221; che prevedono costi pubblici e guadagni privati, non pensare alla realizzazione di &#8220;<em>opere grandi<\/em>&#8220;, gestite a livello statale e comunale come all&#8217;epoca d&#8217;oro dell&#8217;ICP e che, piuttosto che costare, potrebbero rendere?<\/p>\n<p>Considerato che non \u00e8 pi\u00f9 ammissibile continuare ad alimentare un sistema marcio che sembra non aver alcun altro scopo se non quello di sperperare il denaro della comunit\u00e0 ed aumentare il debito pubblico, <strong>potremmo dunque pensare di mettere in atto un nuovo criterio il quale, piuttosto che promuovere le &#8220;<em>liberalizzazioni<\/em>&#8221; e le &#8220;<em>privatizzazioni<\/em>&#8220;, miri a creare delle strutture statali e municipalizzate che operino in concorrenza con l&#8217;imprenditoria privata, alla stessa stregua delle <em>frumentationes<\/em> degli antichi romani<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8230; La cosa gioverebbe non poco alla societ\u00e0.<\/p>\n<p>Piuttosto che promuovere leggi tendenti a massacrare il mondo del lavoro, leggi che mirano a tutelare solo gli interessi di banche private ed aziende le quali, piuttosto che dar da lavorare agli italiani, producono il &#8220;<em>Made in Italy<\/em>&#8221; in Paesi che consentono lo sfruttamento della manodopera in semi schiavit\u00f9, lo Stato potrebbe creare un Ente simile a quello che vedeva <em>Comitato Centrale Edilizio<\/em> e l&#8217;<em>Unione Edilizia Nazionale <\/em>operare in modo da <em>integrare gli sforzi delle cooperative per controbilanciare la privata speculazione<\/em>.<\/p>\n<p>Ne scaturirebbero migliaia e migliaia di posti di lavoro a tempo indeterminato, nonch\u00e9 un grande sviluppo della piccola e media imprenditoria locale, e soprattutto dell&#8217;artigianato locale, che l&#8217;Ente potrebbe coordinare.<\/p>\n<p>Proviamo allora ad immaginare quanto meno verrebbero a costare le Grandi Opere se venissero costruite da chi dovrebbe amministrare la spesa pubblica con la <em>diligenza del buon padre di famiglia<\/em>, proviamo ad immaginare come lo Stato che costruisce e gestisce i suoi edifici non tender\u00e0 pi\u00f9 ad operare secondo il principio del &#8220;<em>prendi i soldi e scappa<\/em>&#8220;, ovvero fregandosene dei futuri costi di manutenzione degli edifici pubblici, costruiti con tecniche e materiali deperibili.<\/p>\n<p>Proviamo ad immaginare ad una politica che scoraggi l\u2019uso dell\u2019automobile, promuovendo uno sviluppo dei mezzi di trasporto pubblico ecologici che passino con una frequenza ed una puntualit\u00e0 da fare invidia a Londra \u2026 proviamo ad immaginare quali benefici potrebbero ottenere l\u2019intera collettivit\u00e0 e l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Proviamo infine ad immaginare quello che potrebbe essere il ritrovato potere d&#8217;acquisto di questa grande fetta di popolazione, non pi\u00f9 disoccupata o precaria, equamente distribuita sul territorio italiano senza rischi di mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Questa ritrovata garanzia di futuro riporterebbe i giovani italiani a credere nella possibilit\u00e0 di metter su famiglia!<\/p>\n<p>Voglio ricordare a coloro i quali parlano di sostenibilit\u00e0 prendendo in considerazione solo gli aspetti energetici \u2013 peraltro in maniera spesso discutibile \u2013 che la sostenibilit\u00e0 passa soprattutto attraverso quegli aspetti socio-economici che costantemente vengono ignorati, in primis da quei politici e uomini di chiesa che, retoricamente, si ergono a paladini della famiglia!<\/p>\n<p>Cari banditori d\u2019aste che volete svendere l\u2019Italia, provate dunque a riflettere. Non sto parlando di fantascienza, ma semplicemente di un qualcosa di gi\u00e0 testato, che richiede da parte vostra una visione un po\u2019 pi\u00f9 allargata di quella che vi consente di guardare solo al vostro orticello!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.inu.it\/wp-content\/uploads\/Sole_Parco_Colosseo_25_luglio_2017.pdf\">http:\/\/www.inu.it\/wp-content\/uploads\/Sole_Parco_Colosseo_25_luglio_2017.pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"http:\/\/mobilitiamoroma.it\/\">http:\/\/mobilitiamoroma.it\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/archiwatch.files.wordpress.com\/2014\/12\/mazzola-trasporto-pubblico.pdf\">https:\/\/archiwatch.files.wordpress.com\/2014\/12\/mazzola-trasporto-pubblico.pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> cfr. <a href=\"http:\/\/www.comune.roma.it\/PCR\/resources\/cms\/documents\/SCHEDA_TPL_ROMA.pdf\">http:\/\/www.comune.roma.it\/PCR\/resources\/cms\/documents\/SCHEDA_TPL_ROMA.pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.movimento5stelle.it\/listeciviche\/forum\/2013\/10\/svendere-o-investire-e-perche.html\">http:\/\/www.movimento5stelle.it\/listeciviche\/forum\/2013\/10\/svendere-o-investire-e-perche.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Per precisare di ci\u00f2 che si intende per \u201c<em>convenzione<\/em>\u201d, cito la chiarissima spiegazione che ci d\u00e0 Italo Insolera in <em>Roma \u2013 Immagini e realt\u00e0 dal X al XX secolo<\/em>, Laterza Edizioni, Roma-Bari 1980, pag. 367: \u00ab<em>la convenzione \u00e8 un contratto tra il proprietario di un terreno e il Comune. Il proprietario si impegna a cedere al Comune ad un prezzo modesto le superfici stradali (generalmente secondo un tracciato fatto dal proprietario stesso)<\/em> quindi ridotte al minimo indispensabile per la sola circolazione [questo commento \u00e8 mio] <em>e raramente qualche area per i pubblici servizi (scuola, mercato, ecc.)<\/em>; <em>il Comune si impegna a costruire le fogne, l\u2019acquedotto, le condutture del gas, i marciapiedi, il selciato, la pubblica illuminazione, le fontanelle e i tombini per l\u2019innaffiamento e si impegna alla manutenzione permanente di tutto ci\u00f2 (oppure il Comune incarica, sempre a proprie spese \u2013 abbondantemente anticipate \u2013 lo stesso proprietario di realizzare queste opere). Il Comune infine autorizza la costruzione dei lotti risultanti dal tracciamento delle vie, secondo il progetto presentato dal proprietario, raramente con qualche modificazione<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Italo Insolera in <em>Roma \u2013 Immagini e realt\u00e0 dal X al XX secolo<\/em>, Laterza Edizioni, Roma-Bari 1980, pag.32<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> B. Regni, M. Sennato, \u201c<em>l\u2019ex quartiere operaio di Testaccio<\/em>\u201d, Capitolium, n\u00b010, 1973<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Questione ampiamente dibattuta al IV congresso internazionale d\u2019assistenza pubblica tenuto a Milano nel 1908;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> D. Orano, <em>Come vive il popolo a Roma<\/em>, Pescara 1909;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Giovanni Faldella, <em>Roma Borghese<\/em>, Roma 1882<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a> Istituto Romano dei Beni Stabili, <em>La casa moderna nell\u2019opera dell\u2019Istituto Romano dei Beni Stabili<\/em>, Intr. Di E. Talamo, Roma, 1910;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a> Simona Lunadei, \u201c<em>Testaccio un Quartiere popolare<\/em>\u201d, Franco Angeli Editore, Milano, 1992;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a> Domenico Orano, <em>Case non Baracche<\/em>, Relazione per conto del Comitato per il Miglioramento Economico e Morale di Testaccio, Roma, 1910;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Mario Sanfilippo, \u201c<em>Il sindaco venuto da Londra<\/em>, in <em>La risorsa Roma. Acea 1909-1989. Un\u2019azienda tra passato e futuro\u201d<\/em>, De Cristofaro editore, Roma 1989<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\"><sup>[16]<\/sup><\/a> Simona Lunadei, \u201c<em>Testaccio un Quartiere popolare<\/em>\u201d, op. cit;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\"><sup>[17]<\/sup><\/a> Presieduto dal Ministro dell\u2019Industria, Commercio e Lavoro ed era costituito dai rappresentanti ministeriali, del Comune, della Cassa Depositi e Prestiti, dell\u2019Unione Edilizia Nazionale, dell\u2019Istituto Case Popolari, dell\u2019Istituto Cooperativo per le Case degli Impiegati dello Stato e da un gruppo di consulenti.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\"><sup>[18]<\/sup><\/a> Archivio della Camera dei Deputati, Discussioni, 1\u00b0 sessione, 1\u00b0 tornata del 4 agosto 1921, pag. 1247.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\"><sup>[19]<\/sup><\/a> R.D.L. 24 settembre 1923, n\u00b02022.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni qualvolta ci si trovi davanti alla necessit\u00e0 di ripianare i conti pubblici, chi governa l\u2019Italia pensa che il sistema pi\u00f9 pratico e veloce risulti quello di fare tagli alla spesa pubblica (cultura e sanit\u00e0 in primis) e svendere il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[52,141,140,152,151,139,150,22],"tags":[5,13,12,14,15,154,155,153,8,10,32,6,9,42,61,4],"class_list":["post-584","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita","category-edilizia-popolare","category-istituto-per-le-case-popolari","category-municipalizzazioni","category-privatizzazioni","category-sostenibilita","category-traaporto-pubblico","category-urbanistica","tag-architettura","tag-archmazzola","tag-ettore-maria-mazzola","tag-ettore-mazzola","tag-mazzola","tag-municipalizzazioni","tag-politiche-economico-sociali","tag-privatizzazioni","tag-progettazione","tag-rigenerazione-urbana","tag-roma","tag-sociologia-urbana","tag-sostenibilita","tag-storia-dellurbanistica","tag-trasporto-pubblico","tag-urbanistica","clearfix"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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