{"id":2123,"date":"2020-02-17T16:17:52","date_gmt":"2020-02-17T15:17:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/?p=2123"},"modified":"2020-02-17T16:18:03","modified_gmt":"2020-02-17T15:18:03","slug":"ulteriori-aneddoti-sul-razionalismo-di-stato","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2020\/02\/17\/ulteriori-aneddoti-sul-razionalismo-di-stato\/","title":{"rendered":"Ulteriori aneddoti sul \u201cRazionalismo di Stato\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Giorni\nfa, dopo aver riproposto il mio <em>vecchio<\/em>\narticolo sulle \u201c<strong><em>Origini dell\u2019Egemonia Modernista (di Regime)<\/em><\/strong><a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>\u201d,\nnonostante la tesi sostenuta fosse supportata da un\u2019ampia documentazione\nbibliografica e archivistica, qualcuno \u2013 ideologicamente di parte \u2013 ha\nsostenuto che fosse errato, da parte mia, affermare che il Fascismo avesse\nimposto l\u2019uso dell\u2019architettura razionalista perch\u00e9, nella realt\u00e0, \u201c<em>l\u2019unica architettura supportata e promossa\ndal partito sarebbe stata quella \u2018classicista\u2019, caratterizzata da inutili\nfronzoli decorativi e pomposi!<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Una\nposizione, questa, introdotta dopo la seconda guerra mondiale da parte di\nsquallidi personaggi \u2013 passati alla storia come grandi critici, storici\ndell\u2019architettura e docenti universitari \u2013 che mistificarono la realt\u00e0,\narrivando perfino a cavalcare l\u2019onda emotiva delle persecuzioni razziali, al\nfine di poter affermare la propria ideologia modernista e dimostrare l\u2019equazione\n\u201c<em>architettura passatista = architettura fascista<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Settant\u2019anni\ne passa di lavaggio del cervello, nelle facolt\u00e0 di architettura, nei libri e\nriviste, nelle conferenze e trasmissioni televisive, hanno finito per\nconvincere la gente comune che, realmente, le cose stessero come questi\nsquallidi manipolatori della realt\u00e0 ci hanno raccontato!<\/p>\n\n\n\n<p>A\nchi sosteneva che \u201c<em>gli aneddoti riportati\nfossero troppo pochi <\/em>(nonostante le fonti citate) <em>per sostenere la mia tesi\u201d<\/em>, ho dovuto ricordare che, chi scrive un\narticolo e non un libro, deve necessariamente operare una selezione delle\ninformazioni, se non altro per evitare di annoiare il lettore \u201c<em>mordi e fuggi<\/em>\u201d \u2026 specie se l\u2019articolo \u00e8\nindirizzato agli architetti i quali, nella migliore delle ipotesi, si\nlimiteranno noiosamente a leggere i titoli e sfogliare le immagini, senza\nperder tempo ad approfondire! Molti dei rappresentanti di questa categoria,\ninfatti \u2013 al pari dei guru delle sette religiose \u2013 sono convinti di poter\nderivare le proprie conoscenze da se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>In\ncerti casi, quindi, occorre anche capire quanto possa risultare difficile\nl\u2019arte della sintesi, affinch\u00e9 il senso delle parole giunga a tutti!<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene,\na riprova di quanto sostenuto nel mio articolo, proprio in questi giorni \u2013 mentre\nper ragioni lavorative stavo svolgendo delle ricerche su di un edificio realizzato\ntra Piazza Cola di Rienzo e via Valadier \u2013 mi sono imbattuto nell\u2019ennesima\nvicenda che dimostra come, a partire da un certo punto della nostra storia, sia\nstato deciso di imporre una \u201csemplificazione\u201d della composizione\narchitettonica, al fine di produrre \u201c<strong><em>un\u2019architettura<\/em><em> <\/em><em>virile e dunque priva di ogni aggiunta\ndecorativa<\/em><em>, <\/em><em>ergo<\/em><em> \u201c<\/em><em>antitradizionale,<\/em><em> <\/em><em>espressione della Rivoluzione Fascista<\/em><\/strong><a href=\"#_ftn2\"><em><strong>[2]<\/strong><\/em><\/a><em>\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Diversamente infatti, prima di\nquella data di cui dir\u00f2 presto, vigeva ancora un fortissimo interesse per il \u201c<em>rispetto del senso del decoro<\/em>\u201d, nonch\u00e9\ndel \u201c<em>bene comune<\/em>\u201d \u2026 cosa che portava\ni progettisti afflitti da mania di protagonismo a porre il proprio ego in\nsecondo piano rispetto all\u2019interesse comune, per il mantenimento del carattere\ndei luoghi. Cos\u00ec, se per esempio la Commissione Edilizia di Roma bocciava (nel\n1929 e nel 1930) il progetto dell\u2019ing. Giuseppe Cannovale per l\u2019isolato tra\nPiazza Cola di Rienzo e via Valadier motivando: \u201c<strong><em>si respinge consigliando un\nmigliore studio dei prospetti<\/em><\/strong>\u201d<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>, la <em>Societ\u00e0 Generale Immobiliare<\/em>, principale\nattrice dello sviluppo urbano in corso nell\u2019area dell\u2019ex Villa d\u2019Heritz<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>, al &nbsp;fine di valorizzare e tutelare la qualit\u00e0 del\nprogetto d\u2019insieme, negli atti per la promessa di vendita di alcuni\nappezzamenti di terreno edificabile, obbligava gli acquirenti ad ottenere \u00ab<strong><em>l\u2019approvazione<\/em><\/strong>\u00bb\ndella Societ\u00e0 stessa \u00ab<strong><em>per il progetto esterno dell\u2019edificio da\ncostruire, a tutela dell\u2019estetica e della euritmia dell\u2019erigendo quartiere<\/em><\/strong>\u00bb<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\npratica, quella del \u201c<strong><em>rispetto per il senso comune del decoro<\/em><\/strong>\u201d,\nche in quegli anni risultava estesa a tutto il territorio nazionale, se si\npensa che a Venezia, come ricordava Antonio Salvadori, prima dell\u2019avvento\nmodernista la formula di approvazione dei progetti per le nuove costruzioni\nera: \u00ab[\u2026] <strong><em>che el sia fato che el staga ben!<\/em><\/strong>\u00bb<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>, ovvero\n\u00ab<em>che sia costruito armonizzandosi nel\ncontesto<\/em>\u00bb, mentre nella <em>Relazione al\nPiano per Bari Vecchia<\/em> di Concezio Petrucci e Gustavo Giovannoni si leggeva:\n\u00ab[\u2026] <em>Tra le attribuzioni del Comune e della commissione, dovr\u00e0 essere quella che fa capo al <strong>Diritto Architettonico<\/strong>, in quanto<strong> l\u2019opera esterna non tanto appartiene al\nproprietario quanto alla citt\u00e0<\/strong><\/em><a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>\u00bb.<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia,\nquesta attenzione al <em>comune senso del\ndecoro<\/em> avrebbe avuto ancora vita brevissima!<\/p>\n\n\n\n<p>Sulle\nriviste di settore (sponsorizzate dall\u2019industria automobilistica ed edilizia),\normai da qualche anno, era partito un vero e proprio bombardamento mediatico\natto <strong>a tagliare i ponti con la \u201c<em>scala umana<\/em>\u201d e interessato a soppiantare\nl\u2019artigianato con l\u2019industria<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Alla fine degli anni \u201920 infatti, la stampa\ninternazionale, faziosa e monista, ironizzava sui \u00ab<\/em><em><strong>tentativi\ndi nobilitare le &#8220;case popolari&#8221; con strumenti eccessivi e ridondanti\ndi decorazioni<\/strong><\/em><em>\u00bb, definendo i \u201c<\/em><em><strong>villini<\/strong><\/em><em>\u201d realizzati dall\u2019ICP di Roma\nalla Garbatella come \u201c<\/em><em><strong>creature del ridicolo<\/strong><\/em><em>\u201d<\/em><em>. L&#8217;opinione diffusa era che \u00ab<\/em><em><strong>alcune\ncase sembravano ministeri, mentre altre sembravano costruite da Borromini per\nun cardinale<\/strong><\/em><em>\u00bb &#8230; sicch\u00e9, in occasione del concorso per la realizzazione\ndelle \u201c<\/em><em>casette modello<\/em><em>\u201d, per il quale vennero\ninvitati solo gli architetti che avevano sposato la linea \u201c<\/em><em>razionalista<\/em><em>\u201d, la stampa elogi\u00f2\nl\u2019intervento, definendolo \u00ab<\/em><em><strong>bellissimo per il contrasto delle linee\nsemplicissime in mezzo agli stupidi palazzetti neobarocchi<\/strong><\/em><em>\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il punto di non ritorno, per\u00f2, si ebbe dopo il 31\nmarzo 1931 quando, come ho accennato nell\u2019articolo sulle \u201c<\/em><em>Origini\ndell\u2019Egemonia Modernista (di Regime)<\/em><em>\u201d, venne organizzata <\/em>la Mostra del MIAR tenutasi\npresso la \u201c<em>Galleria d\u2019Arte di Roma<\/em>\u201d\nsita nel palazzo di Gino Copped\u00e8 di Via Veneto 7. Nel corso della mostra, l\u2019organizzatore\nPier Maria Bardi mostr\u00f2 e spieg\u00f2 al Duce la cosiddetta \u201c<strong><em>Tavola degli Orrori<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abIl 30 marzo 1931 \u00e8 una grigia mattina di inizio\nprimavera. Pier Maria Bardi, famoso giornalista \u2018amico\u2019 dei razionalisti nonch\u00e9\ndirettore della Galleria d\u2019Arte di Roma, prende sottobraccio Benito Mussolini.\nAll\u2019ingresso della seconda esposizione universale del razionalismo italiano, ha\naffisso la cosiddetta \u201cTavola degli orrori\u201d, un collage di esempi di\narchitetture da lui considerate, appunto, \u201corrende\u201d. Si assicura che il Duce la\nosservi bene, e poi gli consegna un plico, contenente il manifesto del\nrazionalismo italiano: \u201c<strong>Mussolini<\/strong> \u2013\ngli dice con tono seducente \u2013 <strong>il\nfascismo \u00e8 un qualcosa di rivoluzionario. E rivoluzionario deve essere anche\nnell\u2019architettura<\/strong>\u201d. Poi, la proposta: \u201c<strong>Faccia\ndel razionalismo un\u2019arte di Stato, costruisca tutti gli edifici pubblici con\nquesto stile. Non se ne pentir\u00e0\u201d<\/strong><a href=\"#_ftn8\"><strong>[8]<\/strong><\/a>\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"568\" data-attachment-id=\"2124\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2020\/02\/17\/ulteriori-aneddoti-sul-razionalismo-di-stato\/mostra-tavola-degli-orrori\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Mostra-Tavola-degli-Orrori.jpeg\" data-orig-size=\"720,568\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Mostra-Tavola-degli-Orrori\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Il direttore della Galleria di Roma Pier Maria Bardi illustra a Mussolini la &amp;#8220;Tavola degli orrori&amp;#8221; esposta in una sala della mostra: Mussolini osserva la composizione di P. M. Bardi esposta su un tavolo circondato da un folto gruppo di giovani architetti razionalisti italiani tra cui Adalberto Libera \u2013 con i baffetti appoggiato a un lato del tavolo \u2013 e Giuseppe Terragni che spicca alle spalle del Capo del Governo.&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Mostra-Tavola-degli-Orrori.jpeg\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Mostra-Tavola-degli-Orrori.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2124\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Mostra-Tavola-degli-Orrori.jpeg 720w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Mostra-Tavola-degli-Orrori-300x237.jpeg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Mostra-Tavola-degli-Orrori-700x552.jpeg 700w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Mostra-Tavola-degli-Orrori-520x410.jpeg 520w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Mostra-Tavola-degli-Orrori-360x284.jpeg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Mostra-Tavola-degli-Orrori-250x197.jpeg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Mostra-Tavola-degli-Orrori-100x79.jpeg 100w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><figcaption>Il direttore della Galleria di Roma Pier Maria Bardi illustra a Mussolini la &#8220;Tavola degli orrori&#8221; esposta in una sala della mostra: Mussolini osserva la composizione di P. M. Bardi esposta su un tavolo circondato da un folto gruppo di giovani architetti razionalisti italiani tra cui Adalberto Libera \u2013 con i baffetti appoggiato a un lato del tavolo \u2013 e Giuseppe Terragni che spicca alle spalle del Capo del Governo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" width=\"1021\" height=\"701\" data-attachment-id=\"2125\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2020\/02\/17\/ulteriori-aneddoti-sul-razionalismo-di-stato\/tavola-degli-orrori-2\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tavola-degli-orrori.jpg\" data-orig-size=\"1021,701\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"tavola-degli-orrori\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;\u201cLa Tavola degli Orrori\u201d esposta a Mussolini da Pier Maria Bardi il 31 marzo 1931&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tavola-degli-orrori.jpg\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tavola-degli-orrori.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2125\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tavola-degli-orrori.jpg 1021w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tavola-degli-orrori-300x206.jpg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tavola-degli-orrori-768x527.jpg 768w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tavola-degli-orrori-700x481.jpg 700w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tavola-degli-orrori-520x357.jpg 520w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tavola-degli-orrori-360x247.jpg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tavola-degli-orrori-250x172.jpg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/tavola-degli-orrori-100x69.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 1021px) 100vw, 1021px\" \/><figcaption>\u201cLa Tavola degli Orrori\u201d esposta a Mussolini da Pier Maria Bardi il 31 marzo 1931<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il leader del\npartito fascista, per la prima volta, veniva messo di fronte alla richiesta\nesplicita di <strong>dare il suo benestare alla\ncreazione di una vera e propria <em>\u2018arte del\nRegime<\/em><\/strong>\u2019!<\/p>\n\n\n\n<p>Bardi\nci era andato gi\u00f9 durissimo contro gli architetti che dispregiava, definendoli\n\u201c<strong><em>culturalisti<\/em><\/strong>\u201d,\nil suo delirante testo, esplicativo della \u201c<strong><em>Tavola degli Orrori<\/em><\/strong>\u201d spiegava\ninfatti: <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Ad un certo momento del secolo\nscorso, quando dell\u2019idea architettonica s\u2019era ormai perduto persino l\u2019odore,\nnacque <strong>l\u2019architetto culturalista. Nacque\nforse nel botteghino d\u2019un rivendugliolo di stampe antiche, da padre eclettico e\nda madre accomodatutto<\/strong>. Crebbe il piccino con il latte di cento balie, ed\nalla scuola con le lezioni di cento precettori: aveva il ragazzo da impluteare\nnella zucca un\u2019enciclopedia di nozioni architettoniche, poich\u00e9 l\u2019angiolo aveva\nsvelato ai genitori in sogno che il loro parto avrebbe avuto il ruolo, nel\nsecolo, di architetto culturalista.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Conoscere: fu questo il motto che il giovinetto incise nel suo ex-libris.\nComporre: fu questo l\u2019impegno ch\u2019egli si assunse di fronte al prossimo. Erigere\ndelle case: fu questo l\u2019incarico che l\u2019attonita borghesia, fiduciosa di lui,\naffid\u00f2 al nuovo leone. Giorni memorabili trascorse l\u2019annunciatore in mezzo alle\ncitt\u00e0, con la letizia dell\u2019uffizio adempiuto con quella seriet\u00e0 di propositi\nche conduce alle soglie del paradiso. Ogni uomo ha nel capo il suo paradiso, composto\ndelle sue preferenze ideali, dei suoi amori, delle sue sottili e godute\nconquiste morali. E <strong>l\u2019architetto\nculturalista ebbe il suo paradiso: non se ne ebbe mai la chiave di quel limbo\nmisterioso e pochi, pochissimi indagatori, riuscirono a penetrare in qualcuna\ndelle camere d\u2019aspetto del complicato labirinto<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La storia del gusto, per suo conto, indag\u00f2 a pi\u00f9 non posso per rivelare\nquel <strong>patetico mondo<\/strong> del tipo assunto\normai alle celebrit\u00e0 incontrovertibili: ma fu tempo perduto. Abbiamo, oggi, noi\nil privilegio di svelare quel segreto: \u00e8 andata cos\u00ec: <strong>abbiamo ammazzato l\u2019architetto culturalista, gli abbiamo aperto il\ncranio, ed abbiamo accuratamente ricavato tutto il suo paradiso. Lo abbiamo\nricomposto minuziosamente e fotografato, per darne notizia accurata ai nostri\nlettori. Ecco, finalmente, di che si tratta<\/strong><a href=\"#_ftn9\"><strong>[9]<\/strong><\/a><\/em><em>\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2026 Per la cronaca, Pier Maria Bardi, cos\u00ec ostile alla\ncultura dell\u2019architetto \u201c<em>culturalista<\/em>\u201d,\nera un soggetto che, come in uso a quell\u2019epoca, <strong><em>dopo aver ripetuto per tre volte\nla terza elementare, era stato costretto per legge ad abbandonare gli studi<\/em><\/strong><a href=\"#_ftn10\"><em><strong>[10]<\/strong><\/em><\/a><strong><em>!<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto\nstrano possa apparire, quella richiesta di Bardi e degli architetti \u201c<em>razionalisti<\/em>\u201d ebbe una grande influenza\nsulla mente del dittatore italiano e, conseguentemente, sulle scelte architettoniche\nitaliane; basti pensare che, se nel 1929 Mussolini si era compiaciuto del fatto\nche Armando Brasini avrebbe realizzato l\u2019edificio dell\u2019INAIL di via IV\nNovembre, definendolo \u201c<em>l\u2019unico architetto\ndegno di poter mettere le mani sul centro di Roma<\/em>\u201d, dopo aver ascoltato le\nparole di Bardi ed aver visto le immagini di quel progetto sulla <em>Tavola degli Orrori<\/em>, nel discorso\ninaugurale (28 marzo 1932), mut\u00f2 radicalmente la sua opinione: \u00ab<em>l\u2019edificio \u00e8 un autentico infortunio\ncapitato proprio alle Assicurazioni agli Infortuni!<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 quindi\nda meravigliarsi se \u2013 come ho scoperto casualmente nella ricerca sull\u2019immobile\ndi Piazza Cola di Rienzo \u2013 l\u201911 marzo 1933, il Governatore di Roma \u2013 dimentico\ndel parere positivo di Vincenzo Fasolo e della Commissione Edilizia, che aveva\napprovato i prospetti, perch\u00e9 \u201c<em>migliorati<\/em>\u201d\n\u2013 cos\u00ec si esprimeva in occasione della seduta dell\u201911 marzo 1933: \u00ab<em>il Governatore delibera che sia approvato il\nseguente progetto: Coop. Quadrata Domus \u2013 <strong>sanatoria\nper le varianti abusive introdotte nella costruzione di un fabbricato in Piazza\nCola di Rienzo, a condizione che si semplifichi il prospetto togliendo i finali\ndecorativi<a href=\"#_ftn11\"><strong>[11]<\/strong><\/a><\/strong><\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" data-attachment-id=\"2126\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2020\/02\/17\/ulteriori-aneddoti-sul-razionalismo-di-stato\/1930-approvato-prospetto-su-piazza-cola-di-rienzo\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/1930-approvato-Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo.jpg\" data-orig-size=\"1740,2175\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1580979705&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"1930-approvato-Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Ing. Giuseppe Cannovale per la Cooperativa \u201cQuadrata Domus\u201d. 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Giuseppe Cannovale per la Cooperativa \u201cQuadrata Domus\u201d. Prospetto su Piazza Cola di Rienzo approvato nel 1930<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"745\" data-attachment-id=\"2127\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2020\/02\/17\/ulteriori-aneddoti-sul-razionalismo-di-stato\/prospetto-su-piazza-cola-di-rienzo\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo.jpg\" data-orig-size=\"2607,1896\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Attuale prospetto su Piazza Cola di Rienzo, privato del suo apparato decorativo di progetto&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo-1024x745.jpg\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo-1024x745.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2127\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo-1024x745.jpg 1024w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo-300x218.jpg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo-768x559.jpg 768w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo-700x509.jpg 700w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo-520x378.jpg 520w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo-360x262.jpg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo-250x182.jpg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-su-Piazza-Cola-di-Rienzo-100x73.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Attuale prospetto su Piazza Cola di Rienzo, privato del suo apparato decorativo di progetto<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ecco spiegato come mai i prospetti attuali dell\u2019edificio\nrisultino mutili ed anonimi, rispetto al progetto originario: timpani,\narchetti, cornici e coronamenti vennero eliminati, in ossequio delle volont\u00e0\ndel Governatore e di chi chiedeva \u201c<em><strong>un\u2019architettura\nvirile e dunque priva di ogni aggiunta decorativa\u201d, \u201cantitradizionale\u201d,\nespressione della Rivoluzione Fascista<\/strong><\/em><em>\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come per questo edificio, sono molti gli edifici romani,\nrealizzati a cavallo del 1931, il cui apparato decorativo di progetto non \u00e8 pi\u00f9\nstato realizzato. Per esempio, mi \u00e8 capitato di ritrovare la stessa situazione\nper il complesso INA di viale Bruno Buozzi, progettato da Gino Cipriani, i cui\nprospetti sono stati tristemente privati delle decorazioni che avrebbero\nconferito una maggiore coerenza compositiva!<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"373\" data-attachment-id=\"2128\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2020\/02\/17\/ulteriori-aneddoti-sul-razionalismo-di-stato\/prospetto-complessivo-su-viale-buozzi\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-complessivo-su-Viale-Buozzi.jpg\" data-orig-size=\"4037,1472\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1549622775&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Prospetto-complessivo-su-Viale-Buozzi\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Gino Cipriani \u2013 Complesso Residenziale INA in viale Bruno Buozzi. Progetto approvato per le palazzine \u201cA\u201d e \u201cB\u201d&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-complessivo-su-Viale-Buozzi-1024x373.jpg\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-complessivo-su-Viale-Buozzi-1024x373.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2128\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-complessivo-su-Viale-Buozzi-1024x373.jpg 1024w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-complessivo-su-Viale-Buozzi-300x109.jpg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-complessivo-su-Viale-Buozzi-768x280.jpg 768w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-complessivo-su-Viale-Buozzi-700x255.jpg 700w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-complessivo-su-Viale-Buozzi-520x190.jpg 520w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-complessivo-su-Viale-Buozzi-360x131.jpg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-complessivo-su-Viale-Buozzi-250x91.jpg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Prospetto-complessivo-su-Viale-Buozzi-100x36.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Gino Cipriani \u2013 Complesso Residenziale INA in viale Bruno Buozzi. Progetto approvato per le palazzine \u201cA\u201d e \u201cB\u201d<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"401\" data-attachment-id=\"2129\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2020\/02\/17\/ulteriori-aneddoti-sul-razionalismo-di-stato\/17-viale-bruno-buozzi-google-maps\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/17-Viale-Bruno-Buozzi-Google-Maps.jpg\" data-orig-size=\"4788,1877\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"17-Viale-Bruno-Buozzi-Google-Maps\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;La realizzazione delle palazzine \u201cA\u201d e \u201cB\u201d e del portico d\u2019ingresso non hanno mantenuto molti degli elementi decorativi, specie quelli di coronamento, che davano maggiore coerenza compositiva al progetto&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/17-Viale-Bruno-Buozzi-Google-Maps-1024x401.jpg\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/17-Viale-Bruno-Buozzi-Google-Maps-1024x401.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2129\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/17-Viale-Bruno-Buozzi-Google-Maps-1024x401.jpg 1024w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/17-Viale-Bruno-Buozzi-Google-Maps-300x118.jpg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/17-Viale-Bruno-Buozzi-Google-Maps-768x301.jpg 768w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/17-Viale-Bruno-Buozzi-Google-Maps-700x274.jpg 700w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/17-Viale-Bruno-Buozzi-Google-Maps-520x204.jpg 520w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/17-Viale-Bruno-Buozzi-Google-Maps-360x141.jpg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/17-Viale-Bruno-Buozzi-Google-Maps-250x98.jpg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/17-Viale-Bruno-Buozzi-Google-Maps-100x39.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>La realizzazione delle palazzine \u201cA\u201d e \u201cB\u201d e del portico d\u2019ingresso non hanno mantenuto molti degli elementi decorativi, specie quelli di coronamento, che davano maggiore coerenza compositiva al progetto<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Se\nquesta ulteriore \u201c<em>piccola vicenda<\/em>\u201d\nnon \u00e8 ritenuta sufficiente a comprendere come, ad un certo punto, sia stata\nimposta un\u2019architettura \u201c<em>antitradizionale<\/em>\u201d,\nconcludo rammentando ancora una volta ci\u00f2 che accadde in quel di Como alla met\u00e0\ndegli anni \u201930 e, a seguire, ci\u00f2 che il Governo Fascista decise per il resto\nd\u2019Italia nel 1938.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\nessere pi\u00f9 chiari occorre per\u00f2 fare un\u2019ulteriore premessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai\nprimi del Novecento il centro nevralgico dell\u2019arte e della cultura mondiale si\nera da tempo spostato fuori dall\u2019Italia sicch\u00e9, in pieno periodo avanguardista,\nnel vano tentativo di riappropriarsi di quel ruolo guida, un gruppo di\nvisionari italiani svilupp\u00f2 l\u2019idea, vincente, del <strong><em>Futurismo<\/em><\/strong>, il cui <strong><em>Manifesto dell\u2019Architettura<\/em><\/strong><em> <\/em>elaborato da Antonio Sant\u2019Elia nel 1914, al Punto 8\ndichiarava:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abDa\nun\u2019Architettura cos\u00ec concepita non pu\u00f2 nascere nessuna abitudine plastica e\nlineare, perch\u00e9<strong> i caratteri fondamentali\ndell\u2019Architettura futurista saranno la caducit\u00e0 e la transitoriet\u00e0. \u201cLe case\ndureranno meno di noi. Ogni generazione dovr\u00e0 fabbricarsi la sua citt\u00e0\u201d questo\ncostante rinnovamento dell\u2019ambiente architettonico contribuir\u00e0 alla vittoria\ndel \u201cFuturismo\u201d<\/strong>, che gi\u00e0 si afferma con le \u201cParole in libert\u00e0\u201d, il\n\u201cDinamismo plastico\u201d, la \u201cMusica senza quadratura\u201d e l\u2019\u201dArte dei rumori\u201d, e pel\nquale <strong>lottiamo senza tregua contro la\nvigliaccheria passatista<\/strong>\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le parole di\nSant\u2019Elia, giovanissimo ribelle all\u2019epoca in cui l\u2019Italia cercava il modo per\nriappropriarsi del ruolo di centro artistico e culturale del mondo, possono\ngiustificarsi in quel contesto, ci\u00f2 che non \u00e8 giustificabile, \u00e8 il fatto che\nquelle parole siano state intese come una \u201c<em>Bibbia<\/em>\u201d\nper tutta l\u2019architettura che \u00e8 venuta dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto,\nnon c\u2019\u00e8 da meravigliarsi del successo che quel pensiero <em>consumista<\/em> possa aver riscosso presso gli architetti e i\ncostruttori: gli interessi economici da esso innescati erano immensi<a href=\"#_ftn12\">[12]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che non\nebbe modo di essere sviluppato da Sant\u2019Elia, a causa della morte prematura,\nvenne per\u00f2 portato avanti, fino all\u2019esasperazione, dalle teorie di Le Corbusier\na favore dell\u2019industria automobilistica<a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a>. Quest\u2019ultima, con il suo enorme potenziale economico\nin grado di manipolare l\u2019opinione pubblica, supportata a sua volta\ndall\u2019industria edilizia, che mirava solo ai profitti piuttosto che all\u2019idea del\nbene e del bello comune, come si \u00e8 detto, port\u00f2 al bombardamento mediatico\nmirante a screditare l\u2019architettura e l\u2019urbanistica tradizionale, a favore di\nuna <em>Nuova Architettura<\/em>, che fosse\nl\u2019espressione del nuovo regime al potere in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>All\u2019estero<\/em><em>, riviste come la tedesca \u201c<\/em><em>Moderne Bauformen<\/em><em>\u201d, la francese \u201c<\/em><em>L\u2019Architecture\nd\u2019Aujourd\u2019hui<strong>\u201d<\/strong><\/em><em>, la spagnola\n<\/em>\u201c<em>AC \u2013 Documentos de Actividad Contempor\u00e1nea,\nPublicaci\u00f3n del G.A.T.E.P.A.C.<\/em>\u201d, opportunamente sponsorizzate dall\u2019industria automobilistica ed edilizia,\npromuovevano la nuova architettura e, soprattutto, la nuova visione della citt\u00e0.\nIn Italia, mentre nel 1931 chiudeva i battenti la splendida \u2013 ma scomoda \u2013\nrivista \u201c<em>Architettura e Arti Decorative<\/em>\u201d,\npubblicata nella Roma <em>artigiana<\/em>,\nnelle <em>industriali <\/em>Milano e Torino, i\nvari <em>Giuseppe Pagano con \u201c<\/em><em>La Casa Bella<\/em><em>\u201d, Pier Maria Bardi e Massimo Bontempelli con \u201c<\/em><em>Quadrante<\/em><em>\u201d, <\/em>Gi\u00f2 Ponti con &#8220;<em>Domus<\/em>&#8220;,<em> Luigi Colombo Fillia con \u201c<\/em><em>La Nuova Architettura<\/em><em>\u201d iniziarono ad impartire i\npropri dogmi, pubblicando in modo monotematico ed enfatizzando la<strong> necessit\u00e0 di <\/strong><\/em><em><strong>azzeramento\ndella Storia<\/strong><\/em><em>, teorizzato da Gropius nel Bauhaus, nonch\u00e9 le ragioni di\nuna \u201c<\/em><em><strong>nuova Architettura, <\/strong><\/em><em><strong>espressione\ndella Rivoluzione Fascista<\/strong><\/em><em>\u201d. Questi dogmi, sotto l\u2019egida del Regime, avrebbero\nmodificato drasticamente l\u2019insegnamento dell\u2019Architettura nel Bel Paese!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In questo clima si\ninserisce quindi la mostra del \u201931 menzionata in precedenza \u2026 e in questo clima\nsi inserisce anche la vicenda che, da Como, fin\u00ec per dare il colpo di grazia\nall\u2019architetto \u201c<\/em><em>culturalista<\/em><em>\u201d\nderiso da Bardi:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel<\/em> decennio 1927 \u2013 \u201936 un\u2019altra <em>battaglia<\/em>\ntra \u201c<em>tradizionalisti<\/em>\u201d (Federico\nFrigerio) e \u201c<em>modernisti<\/em>\u201d (Terragni,\nPagano, Cattaneo, ecc.) si era combattuta in quel di Como. La causa scatenante\nera stata l\u2019edificazione del <em>Novocumum<\/em>\nda parte di Giuseppe Terragni, edificio inaccettabile per i comaschi dell\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019edificio,\ncommissionato nel \u201927 da Ezio Paduzzi, amministratore delegato della Societ\u00e0\nimmobiliare novocomum di Olgiate\nComasco, fu costruito presentando alla Commissione Edilizia un progetto\nd\u2019impronta classicista, sostituito in corso d\u2019opera da un edificio\nrivoluzionario che ribaltava i canoni classici del palazzo d\u2019abitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La\ncosa fu denunciata dai lariani\nsubito dopo la rimozione dei ponteggi, quando agli occhi dei cittadini si\npresent\u00f2 un edificio totalmente dissimile da quello aspettato e che, ironicamente\nvenne ribattezzato &#8220;<em>il Transatlantico<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>In\ncitt\u00e0 scoppi\u00f2 un vero e proprio\nscandalo, tanto che venne presto nominata una <em>Commissione<\/em> che doveva stabilire se demolire l&#8217;edificio!<\/p>\n\n\n\n<p>La\npolemica fu immediatamente raccolta\ndalle pi\u00f9 importanti riviste di architettura, Giuseppe Pagano su &#8220;<em>La Casa Bella<\/em>&#8221; e Gi\u00f2 Ponti su\n&#8220;<em>Domus<\/em>&#8221; difesero \u201c<em>l&#8217;<strong>innovativa\narchitettura finalmente attenta ai principi razionali<\/strong><\/em><strong>\u201d<\/strong>. Era l\u2019inizio, in Italia, di un\ndominio \u201c<em>culturale<\/em>\u201d, manovrato dalle\nriviste specializzate, che da quel tempo avrebbe visto progressivamente aumentare\nil suo potere, a discapito de senso del bene e del bello comune!<\/p>\n\n\n\n<p>La\nstoria, infatti, si ripet\u00e9 con\nla \u201c<em>Casa del Fascio<\/em>\u201d, e questa volta\nla reazione dei comaschi fu eclatante: nel 1928, la Federazione Politica comasca,\nnonostante l\u2019incidente del <em>Novocomum<\/em>,\naveva affidato il progetto al Terragni che, come ci ricorda Alberto Artioli\u00ab<em> segu\u00ec lo stesso metodo usato per il Novocomum\n&nbsp;dove, per accelerare i tempi burocratici\ne soprattutto mettere di fronte al fatto compiuto le autorit\u00e0 comunali, aveva \u201ctruccato\u201d\nil progetto presentato ufficialmente<\/em><a href=\"#_ftn14\">[14]<\/a> \u00bb;\ncos\u00ec, dal campo militare dove stava svolgendo il servizio di leva, scrisse al\nfratello Attilio dicendogli: \u00ab<em>presenta un \u201cprogetto in stile\u201d, poi quando\ntiriamo su i ponteggi facciamo quello che vogliamo!<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indignazione\nfu talmente forte che la popolazione si rifiut\u00f2 di assistere all\u2019inaugurazione\ndell\u2019edificio, e si dovette ricorrere vigliaccamente ad una cerimonia di\ncommemorazione dei caduti della Prima Guerra Mondiale per far confluire il\npopolo nel \u201c<em>piazzale<\/em>\u201d antistante la <em>Casa<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo\nstesso Mussolini rimase profondamente\nturbato dall\u2019edificio. Poi per\u00f2, la <em>furbizia lessicale<\/em> di Terragni e\nMarinetti (il teorico del <em>Futurismo<\/em>),\n<em>coniarono<\/em> la giustificazione plausibile all\u2019edificio: esso trasformava in\narchitettura ci\u00f2 che il Duce\naveva detto, \u00ab<em>il Fascismo \u00e8 una casa di vetro dove tutti possono guardare!<\/em>\u00bb.\nfu cos\u00ec che il Duce fece sua\nl\u2019idea dell\u2019edificio, abbracciando quell\u2019architettura come quella pi\u00f9 giusta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2026\nDel resto Mussolini aveva ancora in mente le parole \u2013 e soprattutto la\nrichiesta \u2013 di Bardi davanti alla Tavola degli Orrori del \u201831<\/p>\n\n\n\n<p>Forte\ndi questo successo politico\nCarlo Belli, sul numero 35 della rivista <em>Quadrante<\/em> del 1936, nel\nparagrafo intitolato \u201c<em>dopo la\npolemica<\/em>\u201d \u2013 per <strong>celebrare la vittoria\ndel <em>Modernismo<\/em><\/strong> conseguente la\ncostruzione della Casa del Fascio di Como \u2013 diceva:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Non\nso quanti, in Italia, potranno capire oggi la nostra gioia per il compimento\ndella Casa del Fascio di Como. Quando, tra qualche anno, un\u2019<strong>adesione universale <\/strong>conforter\u00e0\nquest\u2019opera di Terragni, allora s\u00ec, molti si arrenderanno, per riconoscere\nonestamente che avevamo ragione. <\/em>[\u2026]<em> ma,\nora, possiamo rispondere che <strong>vogliamo la\nCasa del Fascio di Como, intanto, come modello-base per tutti gli edifici\nd\u2019Italia (compresi i ministeri).<\/strong> <\/em>[\u2026] <em>L\u2019idea di un \u201cNuovo Vignola\u201d\ndell\u2019architettura italiana, idea ventilata in questi giorni, pi\u00f9 che originale,\nassai pi\u00f9 che brillante, \u00e8 una proposta veramente saggia da attuarsi subito per\nl\u2019onore e la salvezza del nostro prestigio in fatto di architettura. In questo\nmanuale <strong>la Casa del fascio di Como sar\u00e0 la tavola\nlogaritmica delle costruzioni del genere, il vocabolario in cui sono espresse\nnella loro forma migliore, tutte le soluzioni pi\u00f9 esatte dei pi\u00f9 complicati\nproblemi. Un prontuario di bellezza, un paradigma di saggezza: un\u2019opera\ncompleta sotto tutti i punti di vista<\/strong><\/em>\u00bb<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fu\ncos\u00ec che nel 1938 \u2013 nell\u2019interesse dei soli \u201c<em>palazzinari<\/em>\u201d \u2013 le richieste di Bardi e Belli vennero accolte e\ntramutate il legge: Infatti, affinch\u00e9 n<strong>on\nsi osasse mai pi\u00f9 costruire in modo tradizionale<\/strong>, a cura del Ministero\ndella Pubblica Istruzione Italiano, venivano promulgate le \u201c<strong><em>Istruzioni per il restauro dei Monumenti<\/em><\/strong>\u201d il cui <strong><em>punto 8<\/em><\/strong> cos\u00ec recitava:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<strong><em>Per ovvie ragioni di dignit\u00e0 storica e\nper la necessaria chiarezza della coscienza artistica attuale, \u00e8 assolutamente\nproibita, anche in zone non aventi interesse monumentale o paesistico, la\ncostruzione di edifici in \u201cstili\u201d <\/em><em>antichi, rappresentando essi una doppia\nfalsificazione, nei riguardi dell\u2019antica e della recente storia dell\u2019arte<\/em><\/strong>\u00bb<a href=\"#_ftn15\">[15]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nstrenua resistenza dei membri della <em>Associazione Artistica fra i Cultori\ndell\u2019Architettura<\/em> agli attacchi delle riviste monodirezionali, ormai non\naveva pi\u00f9 campo d\u2019azione: gli architetti rispettosi dei contesti e della\ntradizione \u2013 ridicolizzati perch\u00e9 <strong><em>passatisti<\/em><\/strong> o <strong><em>culturalisti<\/em><\/strong> \u2013 erano ormai banditi per legge!<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019architettura era morta in nome del <strong>Modernismo di Stato<\/strong> &#8230; ma da noi c\u2019\u00e8\nancora chi preferisca far credere il contrario, bollando come fascista chi si\ninteressi di architettura neo-tradizionale! \u2026 Le persone ideologicamente\ncompromesse preferiscono infatti vivere nel mito della caverna di Platone ed\naccusare chi voglia rivelargli la realt\u00e0 di essere in errore!<\/p>\n\n\n\n<p>A\nquesti \u201c<em>cavernicoli neoplatonici<\/em>\u201d che\nsi definiscono \u201c<em>professori di storia\ndell\u2019architettura<\/em>\u201d e che, per ragioni ideologiche, continuano a negare\nl\u2019evidenza dei dati riportati, senza per\u00f2 confutarli con altrettante fonti dico\nquindi che, piuttosto che menare il can per l\u2019aia facendo confusione tra\nl\u2019architettura razionalista, quella \u201c<em>celebrativa<\/em>\u201d\ndell\u2019EUR e l\u2019architettura bandita nel \u201938, essi farebbero bene a ricordarsi che\nla storia ufficiale \u2013 da sempre \u2013 \u00e8 quella che, essendo scritta dai vincitori,\ntende ad infangare con menzogne di ogni tipo gli sconfitti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa\nriflessione dovrebbe quindi aiutarli a rileggere, criticamente ed\nobiettivamente la Storia dell\u2019Architettura del Novecento, s\u00ec da accorgersi di\ncome i vincitori, sostenitori del modernismo, all\u2019indomani del secondo\nconflitto mondiale, pensarono bene di rigirare la frittata, perfino usando l\u2019argomento\ndelle persecuzioni razziali, pur far trionfare il proprio pensiero \u201c<em>liberale<\/em>\u201d \u2026 sebbene molti di loro\nsapessero bene che, quella che stavano celebrando come \u201c<em>architettura<\/em> <em>liberale<\/em>\u201d,\nfosse esattamente la stessa edilizia che avevano fatto imporre dal governo\nfascista come <em>Architettura di Stato<\/em>!<\/p>\n\n\n\n<p>Ne\nconsegue che una corretta conoscenza della Storia dell\u2019Architettura Moderna non\npossa apprendersi esclusivamente dai libri, prevalentemente <em>faziosi<\/em>, post bellici, ma dalla costante\nricerca, lettura e comprensione dei documenti ufficiali conservati negli\narchivi \u2013 simili a quelli che ho brevemente riportato \u2013 che sono gli unici in\ngrado di mostrare, indipendentemente dal pensiero di ognuno di noi, come le\ncose siano realmente andate e cosa possa e non ritenersi \u201c<em>fascista<\/em>\u201d.<br><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2017\/07\/02\/origini-dellegemonia-modernista-di-regime\/\">http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2017\/07\/02\/origini-dellegemonia-modernista-di-regime\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Ettore Maria\nMazzola \u2013 <em>Contro Storia dell\u2019Architettura\nModerna: Roma 1900-1940 \u2013 A Counter History of Modern Architecture: Rome\n1900-1940<\/em>\u201d Alinea Edizioni, Firenze, 2004<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Archivio Storico\nCapitolino \u2013 Verbale Commissione Edilizia Prot. 28540\/1929<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> L\u2019area di Villa\nd\u2019Heritz \u00e8 localizzata nell\u2019attuale quartiere Parioli presso Villa Grazioli, ed\n\u00e8 delimitata dalle vie Lima, Bruxelles e Panama.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Archivio\nCentrale dello Stato, Sogene, <em>Documentazione\nprovenienza propriet\u00e0 e Atti diversi<\/em>. Promessa di vendita della Societ\u00e0\nGenerale Immobiliare agli ingegneri Riccardo Esdra e Renato Di Nola, 1\u00b0\nfebbraio 1928, art. 5. <\/p>\n\n\n\n<p>Vedi anche Ettore Maria Mazzola, \u201c<em>The Sustainable City is Possible \u2013 La Citt\u00e0\nSostenibile \u00e8 Possibile<\/em>\u201d, Gangemi Edizioni, Roma 2010. <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Cfr. Antonio\nSalvatori, <em>Venezia \u2013 Guida ai Principali\nEdifici<\/em>. Canal &amp; Stamperia Editrice, Venezia, Castello 6117, 1995, pag.\n18.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> <em>Relazione al Piano di Bari Vecchia<\/em> del\n1930, ispirato da Gustavo Giovannoni e studiato da Concezio Petrucci.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> <a href=\"https:\/\/loremipsum.news\/2019\/03\/20\/fece-anche-cose-buone\/\">https:\/\/loremipsum.news\/2019\/03\/20\/fece-anche-cose-buone\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Pier Maria\nBardi, \u201c<em>La\n\u201cTavola degli orrori\u201d<\/em><em> <\/em><em>alla Mostra<\/em><em> <\/em><em>d\u2019Architettura<\/em><em> <\/em><em>Razionale<\/em>\u201d su \u201c<em>L\u2019Ambrosiano<\/em>\u201d del 31 marzo 1931<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> R. Mariani, <em>Razionalismo e architettura moderna<\/em>,\nMilano 1989<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Archivio IX\nDipartimento di Roma \u2013 <em>Verbale\nDeliberazioni del Governatore di Roma, Estratto 1742 dell11 marzo 1933<\/em>,\ncontenuto nel fascicolo relativo al Certificato di Agibilit\u00e0\/Abitabilit\u00e0\n(Richiesta 23601\/1932)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2017\/08\/07\/sul-disastro-urbanistico-successivo-al-iv-ciam-del33-e-sulla-possibilita-di-far-rinascere-le-nostre-citta\/?fbclid=IwAR1iCpYkdpdeKwQtZlgGjCai6UQzgE5Tpoie2S663L_wyP60KGvduawmKXw\">http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2017\/08\/07\/sul-disastro-urbanistico-successivo-al-iv-ciam-del33-e-sulla-possibilita-di-far-rinascere-le-nostre-citta\/?fbclid=IwAR1iCpYkdpdeKwQtZlgGjCai6UQzgE5Tpoie2S663L_wyP60KGvduawmKXw<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> Prima il <em>Plan Voisin<\/em> (Voisin era un costruttore\nd\u2019auto) e poi la Ville Radieusesecondo cui<em> \u00able citt\u00e0 saranno parte della\ncampagna; io vivr\u00f2 a 30\n miglia dal mio ufficio, in una direzione, sotto alberi\ndi pino; la mia segretaria vivr\u00e0 anch\u2019essa a 30 miglia dall\u2019ufficio,\nma in direzione opposta e sotto altri alberi di pino. Noi avremo la nostra automobile.\nDobbiamo usarla fino a stancarla, consumando strada, superfici e ingranaggi,\nconsumando olio e benzina. Tutto ci\u00f2 che serve per una grande mole di lavoro\n&#8230; sufficiente per tutt<\/em>i.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Alberto Artioli,\n\u201c<em>La Casa del Fascio di Como<\/em>\u201d, BetaGamma Editrice, Roma 1990, pag. 20;\nconfrontare anche Ada Francesca Marcian\u00f2, \u201c<em>Giuseppe Terragni. Opera completa\n1925-1943\u201d, Officina Edizioni, Roma 1987, pag. 306<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> In materia di\n\u201cFalso Storico\u201d rimando al mio saggio \u201c<em>falso\nstorico? \u2026 Tutto falso!<\/em>\u201d in <em>Como, la\nModernit\u00e0 della tradizione<\/em>, di Samir Youn\u00e9s ed Ettore Maria Mazzola,\nGangemi Edizioni, Roma 2003, pagg. 33 &#8211; 47<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorni fa, dopo aver riproposto il mio vecchio articolo sulle \u201cOrigini dell\u2019Egemonia Modernista (di Regime)[1]\u201d, nonostante la tesi sostenuta fosse supportata da un\u2019ampia documentazione bibliografica e archivistica, qualcuno \u2013 ideologicamente di parte \u2013 ha sostenuto che fosse errato, da parte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[20,380,281,379,74,166,39,58,112,40],"tags":[168],"class_list":["post-2123","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-architettura","category-architettura-di-stato","category-decoro-urbano","category-fascismo-e-architettura","category-politica","category-razionalismo-italiano","category-roma","category-societa","category-storia-dellarchitettura-moderna","category-storia-dellurbanistica","tag-fascismo-e-architettura","clearfix"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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