{"id":1031,"date":"2018-01-23T15:47:10","date_gmt":"2018-01-23T14:47:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/?p=1031"},"modified":"2018-01-23T15:47:10","modified_gmt":"2018-01-23T14:47:10","slug":"le-plessis-robinson-quando-la-rigenerazione-urbana-quella-vera-paga-il-driehaus-prize-2018-a-marc-e-nada-breitman","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2018\/01\/23\/le-plessis-robinson-quando-la-rigenerazione-urbana-quella-vera-paga-il-driehaus-prize-2018-a-marc-e-nada-breitman\/","title":{"rendered":"Le Plessis-Robinson &#8211; Quando la Rigenerazione Urbana, quella vera, paga! Il Driehaus Prize 2018 a Marc e Nada Breitman"},"content":{"rendered":"<p>In questi anni, specie all\u2019epoca in cui sviluppavo i progetti di rigenerazione urbana per il <em>Corviale<\/em> di Roma<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> e lo <em>ZEN<\/em> di Palermo<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, mi \u00e8 capitato pi\u00f9 volte di fare riferimento allo splendido esempio di rinascita di <em>Le Plessis Robinson<\/em>, a sudovest di Parigi, ad opera di Fran\u00e7oise Spoerry prima e, Marc e Nada Breitman poi \u2026 un intervento realizzato grazie al coraggio del sindaco illuminato, Philippe Pemezec, che ha portato un\u2019immonda banlieuse a divenire una citt\u00e0 modello.<\/p>\n<p>Va quindi da s\u00e9 che, quando ho appreso che il premio <em>Driehaus 2018<\/em><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> veniva assegnato ai coniugi Breitman sono stato felicissimo. Infatti, ho pensato, forse \u00e8 ora che, anche in Italia, si comprenda il valore di quel progetto e, soprattutto, ci si renda conto di ci\u00f2 che si possa fare per portare <em>sicurezza, bellezza e benessere<\/em> anche in quei luoghi \u2026 o meglio \u201c<em>non-luoghi<\/em>\u201d, figli dell\u2019ideologia modernista, dove la gente \u00e8 costretta a \u201c<em>sopravvivere<\/em>\u201d, piuttosto che <em>vivere<\/em>.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9, perch\u00e9 la conoscenza della storia di quel quartiere, dalle origini al difficilissimo periodo post-bellico, fino all\u2019intervento che l\u2019ha <em>riqualificato<\/em> nel vero senso del termine, mostra un\u2019infinit\u00e0 di punti di contatto con analoghe situazioni italiane tristemente note.<\/p>\n<p>E non parlo solo di similitudini di degrado sociale ed urbano, n\u00e9 di similitudini <em>estetiche<\/em> dovute alla bruttezza di quei luoghi, tipica dell\u2019architettura cosiddetta \u201c<em>brutalista<\/em>\u201d del periodo, ma di similitudini nel comportamento \u2013 censurabile \u2013 di certi politici i quali, pur appartenendo ad una corrente politica conosciuta come quella \u201c<em>attenta alla classe operaia<\/em>\u201d, sembrano interessati esclusivamente a fare di tutto affinch\u00e9 la povera gente, parcheggiata e dimenticata in periferia, resti in quella condizione di squallore e disagio sociale (<em>cfr. articolo di Charles Siegel a fine testo<\/em>)<\/p>\n<p>In prima persona, infatti, ho subito un vergognoso ostracismo per il progetto di <em>Corviale<\/em>, scontrandomi con certi personaggi della \u201c<em>sinistra<\/em>\u201d romana i quali, con fondi pubblici, organizzano inutili manifestazioni \u201c<em>riqualificanti<\/em>\u201d che, in realt\u00e0, non portano alcun beneficio ai residenti del <em>Corviale<\/em>. Tutte le mostre di progetti per <em>riqualificare <\/em>quell\u2019<em>errore lungo un chilometro<\/em>, hanno rigorosamente ed intenzionalmente escluso tutte le proposte che \u2013 nel rispetto della richiesta dei residenti espressa in occasione della manifestazione \u201c<em>Recupera Corviale<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><strong>[4]<\/strong><\/a>\u201d<\/em> \u2013 proponevano di sostituire l\u2019ecomostro di Fiorentino &amp; co., con un intervento \u201c<em>a dimensione umana<\/em>\u201d ispirato ai quartieri del primo Novecento.<\/p>\n<p>Nel corso delle discussioni (che custodisco ancora nella mia casella di posta elettronica), in questi anni mi \u00e8 apparso sempre pi\u00f9 chiaro il fatto che, per certi \u201c<em>filantropi<\/em>\u201d, la perdita di quella sorta di \u201c<em>bancomat<\/em>\u201d (ove naturalmente non vivono), metterebbe a repentaglio gli introiti per le loro ipocrite \u00a0manifestazioni radical-chic \u2026 compromettendo altres\u00ec la possibilit\u00e0 di gettare fumo negli occhi, in occasione delle campagne elettorali dove il \u201c<em>popolo-bue<\/em>\u201d risulta facilmente manipolabile.<\/p>\n<p>Alla luce di quanto sopra, appare infatti chiaro che un progetto come quello che avevo sviluppato, recuperando una serie di norme e strumenti annullati dalle cosiddette \u201c<em>leggi fascistissime<\/em>\u201d del \u201925 \u2013 \u201926, non possa essere minimamente fatto conoscere alla gente, perch\u00e9 figurerebbe come un pericolosissimo precedente, oltre che un suicidio!<\/p>\n<p>Quale politico \u201c<em>interessato al sociale<\/em>\u201d potrebbe mai pensare di sostenere un progetto porterebbe ad una rigenerazione totale dell\u2019area che, tra l\u2019altro, prevede: aumento di circa 2000 residenti; integrazione sociale; realizzazione di 5 piazze e luoghi di socializzazione; realizzazione di scuole ed altre attivit\u00e0 culturali, commerciali e di svago attualmente inesistenti; creazione di nuovi posti di lavoro; restituzione di circa 12 ettari di terreno da destinarsi a parco; \u2026 ma soprattutto un guadagno per lo Stato di circa 518 mln\/\u20ac piuttosto che sperpero di denaro pubblico?<\/p>\n<p>Quindi, meglio difendere le \u201c<em>filantropiche<\/em>\u201d teorie urbanistico-architettoniche portate avanti dai vari Gregotti, De Carlo, Fiorentino, ecc., tanto care a quella corrente politica \u201c<em>attenta alla classe operaia<\/em>\u201d che, per ragioni politiche pi\u00f9 che professionali, fece \u201c<em>grandi<\/em>\u201d quei progettisti \u2026 tra tutte quelle teorie vale infatti la pena di ricordare che, <em>\u00abil loro ultimo fine <\/em>(degli architetti n.d.r.)<em> era di materializzare l\u2019idea che la citt\u00e0 storica, espressione delle classi sociali che avevano dominato e oppresso la societ\u00e0 umana, doveva essere abbandonata ai suoi fondatori, mentre alle classi sociali popolari in ascensione sarebbero stati destinati i nuovi quartieri costruiti in periferia che, aggregandosi, avrebbero finito col generare la Nuova Gerusalemme: la citt\u00e0 della societ\u00e0 senza classi, libera, giusta e fraterna\u00bb<\/em><a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><em><sup><strong>[5]<\/strong><\/sup><\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p>Per par condicio voglio per\u00f2 ricordare che, quando alla Regione la maggioranza era in mano al \u201c<em>centro-destra<\/em>\u201d e la Governatrice era Renata Polverini, grazie all\u2019interessamento (un vero e proprio innamoramento nei confronti del mio progetto) dell\u2019On. Buontempo, provammo ad organizzare un convegno che, tra l\u2019altro, avrebbe portato a Roma il sindaco di <em>Le Plessis-Robinson<\/em> \u2026 ebbene, ad una settimana dall\u2019evento, dopo che la Regione aveva gi\u00e0 speso 30.000 \u20ac in brochures, biglietti aerei, prenotazioni di alberghi, pubblicit\u00e0, ecc., il convegno venne <em>misteriosamente<\/em> annullato dalla governatrice in persona \u2013 come ci rifer\u00ec scusandosi l\u2019onorevole \u2013 in realt\u00e0, occorreva molto poco per comprendere che il contenuto di quel convegno risultava in conflitto col recentissimo \u201c<em>Piano Casa<\/em>\u201d della Regione \u2026<\/p>\n<p>Ironia della sorte, sebbene nulla avessi mai avuto a che spartire con l\u2019on. Buontempo, che tra l\u2019altro su mia richiesta aveva accettato di evitare di dare una connotazione politica a quel convegno, alcuni individui dell\u2019attuale giunta, quando qualcuno fece il mio nome, mi bollarono come \u201c<em>fascista<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Torniamo quindi a parlare di cose pi\u00f9 piacevoli, parlando del premio Driehaus ai Breitman e di <em>Le Plessis-Robinson<\/em>. \u2026 Per evitare accuse di faziosit\u00e0, lo far\u00f2 dando la parola a David Brussat e, soprattutto a Charles Siegel, dei quali mi sono permesso di tradurre i due testi che seguono e che invito tutti a leggere attentamente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/architecturehereandthere.com\/2018\/01\/19\/driehaus-for-the-breitmans\/\"><strong>Driehaus for the\u00a0Breitmans<\/strong><\/a><strong> (David Brussat)<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1032\" aria-describedby=\"caption-attachment-1032\" style=\"width: 962px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1032\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2018\/01\/23\/le-plessis-robinson-quando-la-rigenerazione-urbana-quella-vera-paga-il-driehaus-prize-2018-a-marc-e-nada-breitman\/screen-shot-2018-01-19-at-1-47-57-pm\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/screen-shot-2018-01-19-at-1-47-57-pm.png\" data-orig-size=\"768,325\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"screen-shot-2018-01-19-at-1-47-57-pm\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Vista dall\u2019alto di uno scorcio di Le Plessis Robinson, 6 miglia a sud-ovest di Parigi&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/screen-shot-2018-01-19-at-1-47-57-pm.png\" class=\" wp-image-1032\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/screen-shot-2018-01-19-at-1-47-57-pm.png\" alt=\"\" width=\"962\" height=\"407\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/screen-shot-2018-01-19-at-1-47-57-pm.png 768w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/screen-shot-2018-01-19-at-1-47-57-pm-300x127.png 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/screen-shot-2018-01-19-at-1-47-57-pm-700x296.png 700w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/screen-shot-2018-01-19-at-1-47-57-pm-520x220.png 520w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/screen-shot-2018-01-19-at-1-47-57-pm-360x152.png 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/screen-shot-2018-01-19-at-1-47-57-pm-250x106.png 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/screen-shot-2018-01-19-at-1-47-57-pm-100x42.png 100w\" sizes=\"(max-width: 962px) 100vw, 962px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1032\" class=\"wp-caption-text\">Vista dall\u2019alto di uno scorcio di Le Plessis Robinson, 6 miglia a sud-ovest di Parigi<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;annuale <em>Driehaus Prize<\/em>, istituito nel 2003 e intitolato al filantropo di Chicago Richard H. Driehaus, \u00e8 un premio alla carriera conferito agli architetti \u201c<em>classico\/tradizionali<\/em>\u201d contemporanei, amministrato dalla University of Notre Dame School of Architecture. Se mai gli edifici dei suoi vincitori venissero raccolti e ordinatamente sistemati in una valle, o su una collina, o magari vicino a un corso d&#8217;acqua, questo luogo potrebbe risultare l&#8217;insediamento pi\u00f9 bello della storia dell&#8217;umanit\u00e0. La sola idea risulta preziosa \u2026 sebbene possa risultare uno strumento pericoloso, nelle mani del revival classico.<\/p>\n<p>Il Premio Driehaus di quest&#8217;anno \u00e8 stato conferito a una coppia di architetti, ben noti nella comunit\u00e0 classica, ma estranei al grande pubblico, come lo sono la maggior parte degli architetti, specialmente negli Stati Uniti: Marc Breitman e sua moglie, Nada Breitman-Jakov, fondatori di <em>Atelier Breitman<\/em>, a Parigi. Essi sono meglio conosciuti per l\u2019intervento di \u201c<em>Le Plessis-Robinson<\/em>\u201d, pianificato e realizzato a sud-ovest di Parigi: dopo aver rilevato un triste paesaggio urbano, tipico dell\u2019edilizia pubblica \u201c<em>modernista<\/em>\u201d, a partire dal 1990, lo hanno trasformato in un Paradiso.<\/p>\n<p>Va detto che, curiosamente, fin dai tempi antichi un <em>plessis<\/em> era considerato un villaggio circondato da una recinzione fatta di rami. Nel caso specifico, invece, il villaggio risalente prima dell&#8217;839, aveva preso nome dal cognome dei suoi governanti o illustri cittadini, quali Raoul, Piquet e (dopo la rivoluzione del 1789) <em>Libert\u00e9<\/em>. Successivamente, nel 1909, venne unito al vicino villaggio di <em>Robinson<\/em>, cos\u00ec chiamato per un <em>cabaret<\/em> che narrava di una casa immaginaria sull&#8217;albero, sul genere di quella costruita dalla famiglia di naufraghi ne <em>The Swiss Family Robinson<\/em> (che a sua volta ha suggerito il <em>Robinson Crusoe<\/em> di Defoe). Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l&#8217;ex villaggio \/ comune, ormai divenuto una sorta di citt\u00e0-caserma per i gendarmi parigini, venne <em>soffocato<\/em> dalla realizzazione di un agglomerato di case popolari. Nel 1990, quando i Breitman vennero incaricati di pianificare il loro intervento, era <em>Le Plessis-Robinson<\/em> era ormai considerato un luogo deplorevole.<\/p>\n<p>Un passaggio delle motivazioni della giuria del Driehaus recita:<\/p>\n<p><em>\u00abLa radicale riqualificazione di Plessis-Robinson (1990-2017), un famigerato sobborgo operaio, \u00e8 stata realizzata in \u201ccondizioni politiche estremamente difficili\u201d. Grazie all\u2019operato dei Breitman \u2013 in veste di principali architetti \u2013 un quartiere degradato, costituito da enormi caseggiati e quasi privo di spazi civici e commerciali, \u00e8 stato trasformato in una fiorente e orgogliosa citt\u00e0 dell&#8217;Ile-de-France e della R\u00e9gion Parisienne, ove splendide strade, piazze, viali e parchi, sono fiancheggiati da belle facciate stradali e con particolare attenzione agli eleganti edifici pubblici<\/em>.\u00bb<\/p>\n<p>Appare molto facile immaginare quelle che possano essere le &#8220;<em>condizioni politiche estremamente difficili<\/em>&#8221; menzionate. Anche senza conoscere i dettagli infatti, posso comprendere come la politica possa ruotare \u2013 almeno in parte \u2013 attorno alla consapevolezza che, l&#8217;impatto di un luogo bello in sostituzione di un altro brutto, possa risultare positivamente rivoluzionario. Risulta altres\u00ec facile immaginare quella che possa essere la sensazione di pericolo che, ogni qual volta si faccia pubblica menzione di <em>Le Plessis-Robinson<\/em>, vada ad insinuarsi nella mente degli esponenti del sistema \u201c<em>politica-sviluppo-architettura<\/em>\u201d \u2026 specie nella mente degli architetti <em>modernisti<\/em>: &#8220;<em>Non far sapere al pubblico di quel posto<\/em> \u2026 <em>altrimenti siamo spacciati!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Sono certo che, nel corso degli anni, su questo progetto siano state scritte tante cose per deriderlo, se non altro per ritenerlo <em>un posto bellissimo ma inappropriato ai tempi moderni<\/em>. Luoghi analoghi come <em>Seaside<\/em> e <em>Celebration<\/em>, per citarne solo due in America, o <em>Poundbury<\/em> in Gran Bretagna, sono infatti regolarmente oggetto di condanna da parte della stampa di settore la quale, con pochissime eccezioni, opera come strumento di censura delle notizie riguardanti una bella nuova architettura. Potremmo mai quindi pensare che <em>Le Plessis-Robinson<\/em> possa esser passata indenne ad un simile trattamento in Francia? Improbabile!<\/p>\n<figure id=\"attachment_1034\" aria-describedby=\"caption-attachment-1034\" style=\"width: 1455px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1034\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2018\/01\/23\/le-plessis-robinson-quando-la-rigenerazione-urbana-quella-vera-paga-il-driehaus-prize-2018-a-marc-e-nada-breitman\/laubin\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Laubin.jpg\" data-orig-size=\"1455,818\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Laubin\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Centennial capriccio of Driehaus laureates\u2019 work, di Carl Laubin. (Notre Dame)&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Laubin-1024x576.jpg\" class=\"size-full wp-image-1034\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Laubin.jpg\" alt=\"\" width=\"1455\" height=\"818\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Laubin.jpg 1455w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Laubin-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Laubin-768x432.jpg 768w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Laubin-1024x576.jpg 1024w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Laubin-700x394.jpg 700w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Laubin-520x292.jpg 520w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Laubin-360x202.jpg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Laubin-250x141.jpg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Laubin-100x56.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 1455px) 100vw, 1455px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1034\" class=\"wp-caption-text\">Centennial capriccio of Driehaus laureates\u2019 work, di Carl Laubin. (Notre Dame)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 2013, ebbi la possibilit\u00e0 di partecipare a Chicago alla cerimonia di premiazione del Driehaus. In quell\u2019occasione potei vedere il quadro commissionato a Carl Laubin per il decimo anniversario Premio. Quel dipinto, un <em>capriccio<\/em>, ritrae le opere dei primi dieci vincitori del Driehaus, riunite in un panorama suggestivo. Ovviamente, il risultato \u00e8 un incantevole, paradisiaco, paesaggio urbano. Ebbene, per quanto quegli edifici possano risultare diversi, essi mi ricordano la vista di <em>Le Plessis-Robinson<\/em> riportata all\u2019inizio di questo post.<\/p>\n<p>Il quadro di Laubin, questo quartiere e altre situazioni simili, evidenziano la superiorit\u00e0 estetica di tutte quelle comunit\u00e0 il cui design risulti stilisticamente intriso di bellezza. L\u2019<em>essere intrisi di bellezza <\/em>\u00e8 un importante ammonimento, perch\u00e9 un villaggio analogo, caratterizzato per\u00f2 da opere Le Corbusier, per fare un esempio, potrebbe anche avere comunanza di forma alla base del progetto (difficilmente assimilabile a qualsivoglia linguaggio architettonico reale), ma risulterebbe brutto \u2013 o diciamo noioso, per non dire spaventoso \u2013 ergo qualcosa di simile all&#8217;edilizia popolare sostituita dai Breitman a <em>Le Plessis-Robinson<\/em>.<\/p>\n<p>I coniugi Breitman, vantando diversi progetti \u2013 per lo pi\u00f9 singoli edifici \u2013 in Francia, Belgio, Olanda e altrove, sono i degni destinatari del Driehaus del 2018.<\/p>\n<p>(Avevo gi\u00e0 scritto scritto su Le Plessis-Robinson in un post pubblicato nel 2012 nei primi quattro anni del mio blog, che sono stati epurati dal <em>Providence Journal<\/em> nel 2013. Parte della mia ricerca per quel post era stata presa da un pezzo dello scrittore di architettura Charles Siegel, &#8220;<em>Le Plessis-Robinson: un modello per la crescita intelligente<\/em>&#8221; pubblicato su Planetizen nel 2012.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Le Plessis-Robinson: un modello per la crescita intelligente <\/em><\/strong><strong>(Charles Siegel)<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Alla luce del fatto che progetti come il <em>Plan Voisin<\/em> di Le Corbusier, lo sviluppo del quartiere affaristico de <em>La D\u00e9fense<\/em> e la <em>Tour Montparnasse<\/em> a Parigi, vengono regolarmente indicati come modelli per un&#8217;ideale riqualificazione modernista \u2013 ad \u201c<em>alta densit\u00e0<\/em>\u201d \u2013 di Parigi, Charles Siegel ha preferito guardare a sud-ovest della capitale, alla citt\u00e0 di Le Plessis-Robinson, come una lezione di riqualificazione basata su un modello completamente diverso, sebbene storicamente coerente, di crescita intelligente<\/strong>.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;ex presidente francese Nicolas Sarkozy invit\u00f2 dieci &#8220;<em>archistars<\/em>&#8221; internazionali \u2013 tutti autori di grattacieli avanguardisti \u2013 a fornire la propria visione per la <em>Grand Paris<\/em> nel 2007 \u2013 un piano indirizzato a realizzare un anello ferroviario attorno a Parigi, corredato da nuovi sviluppi urbanistici in prossimit\u00e0 delle stazioni \u2013 fu subito chiaro che, i piani per la <em>crescita intelligente<\/em> della capitale, dovessero seguire lo stantio modello modernista de <em>La Defense<\/em>.<\/p>\n<p>Eppure, se solo il signor Sarkozy avesse voltato lo sguardo un po\u2019 pi\u00f9 a sud de <em>La Defense<\/em>, nella stessa <em>Regione di Parigi<\/em> avrebbe potuto scoprire un modello di <em>crescita intelligente<\/em> decisamente migliore. Dal 1989 infatti, <em>Le Plessis-Robinson<\/em> ha demolito i suoi casermoni modernisti, sostituendoli con nuovi quartieri rispettosi del tradizionale <em>stile<\/em> della regione <em>Ile de la Cite<\/em>.<\/p>\n<p>Lo sviluppo neo-tradizionale di <em>Le Plessis-Robinson<\/em> risulta sufficientemente denso per una <em>crescita intelligente<\/em>: il quartiere \u201c<em>Coeur de Ville\u201d<\/em> ha infatti una densit\u00e0 lorda superiore alle 67 persone per acro \u2013 decisamente maggiore quindi rispetto ai progetti di \u201c<em>grattacieli nei parchi<\/em>\u201d proposti per Parigi, per esempio il <em>Parigi Rive Gauche<\/em>, che presenta una densit\u00e0 di 46 persone per acro. \u2026 Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9, perch\u00e9 questa densit\u00e0 risulta far parte di in un ambiente decisamente pi\u00f9 attraente e vivibile rispetto al tipico sviluppo modernista.<\/p>\n<p><strong>Storia di Le Plessis-Robinson<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019inizio del XX secolo, <em>Le Plessis<\/em> era un piccolo villaggio attorno ad un campanile romanico. L&#8217;adiacente cittadina di <em>Robinson<\/em> era nota per le sue <em>guinguette<\/em>, i cabaret con <em>giardini del piacere<\/em>, dove i parigini della <em>belle-\u00e9poque<\/em> si rifugiavano dalla citt\u00e0. Nel 1909, le due cittadine vennero ufficialmente unite con decreto presidenziale.<\/p>\n<p>Nel 1912, poco dopo la loro unione, il nuovo <em>Ufficio per le Case Economiche<\/em> acquist\u00f2 un terreno demaniale che, negli anni &#8217;20, divenne una <em>citt\u00e0 giardino<\/em> di stile <em>modernista<\/em>. Successivamente, negli anni &#8217;30, venne costruita una seconda citt\u00e0 giardino modernista, pi\u00f9 densa della prima.<\/p>\n<p>Tuttavia, considerato che la prevista nuova connessione ferroviaria non venne mai costruita, l&#8217;<em>Ufficio per le Case Economiche <\/em>non riusc\u00ec mai a trovare degli inquilini per il secondo sviluppo, sicch\u00e9 si accordarono con la <em>Gendarmerie<\/em> destinandola a caserma. Nel 1939, <em>Le Plessis-Robinson<\/em> era a tutti gli effetti una citt\u00e0 di guarnigione con 10.000 abitanti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1035\" aria-describedby=\"caption-attachment-1035\" style=\"width: 2000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1035\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2018\/01\/23\/le-plessis-robinson-quando-la-rigenerazione-urbana-quella-vera-paga-il-driehaus-prize-2018-a-marc-e-nada-breitman\/plessis-robinson-1931\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Plessis-Robinson-1931.jpg\" data-orig-size=\"2000,1125\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Plessis Robinson 1931\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Le Plessis-Robinson nel 1931&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Plessis-Robinson-1931-1024x576.jpg\" class=\"size-full wp-image-1035\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Plessis-Robinson-1931.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1125\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Plessis-Robinson-1931.jpg 2000w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Plessis-Robinson-1931-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Plessis-Robinson-1931-768x432.jpg 768w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Plessis-Robinson-1931-1024x576.jpg 1024w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Plessis-Robinson-1931-700x394.jpg 700w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Plessis-Robinson-1931-520x293.jpg 520w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Plessis-Robinson-1931-360x203.jpg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Plessis-Robinson-1931-250x141.jpg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Plessis-Robinson-1931-100x56.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1035\" class=\"wp-caption-text\">Le Plessis-Robinson nel 1931<\/figcaption><\/figure>\n<p>All\u2019indomani della Seconda Guerra Mondiale, quando il governo della citt\u00e0 pass\u00f2 nelle mani del Partito Comunista Francese, vennero realizzati una serie di progetti, tipici dell\u2019edilizia pubblica senza volto di quegli anni che, ben presto, caratterizzarono tutta la periferia parigina del dopoguerra.<\/p>\n<p>Negli anni &#8217;80, <em>Le Plessis-Robinson<\/em> contava 21.000 residenti, dei quali il 75% viveva in alloggi popolari, mentre l\u201980% delle unit\u00e0 immobiliari risultava sfitto e il governo cittadino era in bancarotta.<\/p>\n<p><strong><em>Philippe Pemezec diviene sindaco<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel 1989, dopo 46 anni di governo comunista, viene eletto sindaco il trentatreenne Philippe Pemezec, la cui campagna elettorale aveva promesso di rivitalizzare la citt\u00e0. Quando i sostenitori di Pemezec appresero di aver vinto il ballottaggio, marciarono nella stanza dove venivano contati i voti, agitando il tricolore e cantando la <em>Marsigliese<\/em>. Diversamente, per protestare contro la vittoria, i comunisti interruppero la prima riunione del Consiglio presieduta da Pemezec, salendo in piedi sulle sedie e cantando <em>l&#8217;Internazionale<\/em>.<\/p>\n<p>I primi tentativi di rivitalizzazione operati da Pemezec si basarono su <em>miglioramenti estetici<\/em>, come la pulizia dei graffiti, la piantumazione di fiori, la costruzione di fontane e il restauro degli edifici \u2026 tuttavia la citt\u00e0 necessitava di cambiamenti pi\u00f9 radicali. Il drammatico cambiamento nel controllo politico port\u00f2 con s\u00e9 un cambiamento ancora pi\u00f9 drammatico, nel carattere della citt\u00e0: Pemezec, infatti, adott\u00f2 dei piani atti a sostituire l\u2019edilizia modernista con uno sviluppo neo-tradizionale.<\/p>\n<p><strong><em>Coeur de Ville<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Le Plessis-Robinson<\/em>, essendo stato costruito come un sobborgo di case popolari, risultava privo di un <em>centro<\/em>, tranne che per alcuni vecchi edifici pubblici e due ristoranti.<\/p>\n<p>Nel 1990, il nuovo governo della citt\u00e0 incaric\u00f2 Fran\u00e7ois Spoerry, gi\u00e0 autore della nota cittadina turistica neo-tradizionale di Port Grimaud, affinch\u00e9 progettasse il nuovo quartiere di <em>Coeur de Ville<\/em> (Cuore della Citt\u00e0), basandosi su un modello di urbanistica tradizionale caratterizzato da strade, piazze e facciate di edifici lungo i marciapiedi. Tuttavia, <em>Le Plessis-Robinson<\/em> aveva una cos\u00ec pessima reputazione che, solo un imprenditore espresse interesse nei primi cinque anni dopo la creazione del piano. Nel frattempo, i politici comunisti ormai in minoranza, si opposero al piano.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 dovette quindi attrezzarti in operazioni di marketing che potessero attirare l\u2019interesse degli imprenditori ad investire i propri capitali. Per esempio, venne organizzato un festival annuale di <em>guinguettes<\/em>, con personaggi in costumi della <em>Belle-Epoque<\/em>, un evento che, nel solo primo anno, richiam\u00f2 ben 10.000 visitatori, divenuti 20.000 il secondo e 30.000 da allora in poi.<\/p>\n<p>Pemezec venne dunque rieletto nel 1995, con oltre 2\/3 delle preferenze, facendo cadere nell\u2019oblio l&#8217;opposizione comunista al piano. Da quel momento in poi la citt\u00e0 riusc\u00ec dunque ad attrarre abbastanza imprenditori per poter completare il <em>Coeur de Ville<\/em> entro il 2000.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1036\" aria-describedby=\"caption-attachment-1036\" style=\"width: 829px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1036\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2018\/01\/23\/le-plessis-robinson-quando-la-rigenerazione-urbana-quella-vera-paga-il-driehaus-prize-2018-a-marc-e-nada-breitman\/2lpr_coeurdeville\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/2LPR_CoeurDeVille.jpg\" data-orig-size=\"450,338\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"2LPR_CoeurDeVille\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Vista di una strada del Coeur de Ville&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/2LPR_CoeurDeVille.jpg\" class=\" wp-image-1036\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/2LPR_CoeurDeVille.jpg\" alt=\"\" width=\"829\" height=\"623\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/2LPR_CoeurDeVille.jpg 450w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/2LPR_CoeurDeVille-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/2LPR_CoeurDeVille-360x270.jpg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/2LPR_CoeurDeVille-250x188.jpg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/2LPR_CoeurDeVille-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 829px) 100vw, 829px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1036\" class=\"wp-caption-text\">Vista di una strada del Coeur de Ville<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il nuovo quartiere misura 12 ettari (quasi 30 acri), e presenta alloggi per 2.000 residenti \u2013 il cui 10% in alloggi sociali \u2013 ed \u00e8 dotato di un nuovo centro amministrativo, due scuole, un asilo, una palestra, un ufficio postale e una piazza, con molte attivit\u00e0 commerciali, oltre ad un parcheggio sotterraneo.<\/p>\n<p><strong><em>Cit\u00e9-Jardins 1 e 2<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il secondo tentativo di ricostruire <em>Le Plessis-Robinson<\/em> ebbe meno successo. La citt\u00e0 voleva sostituire le fatiscenti <em>citt\u00e0 giardino<\/em> degli anni &#8217;20 e &#8217;30 tuttavia, in quanto <em>monumenti storici<\/em>, i piani necessitavano dell\u2019approvazione del capo architetto dei <em>Batiments de France<\/em>, Joseph Belmont, un <em>modernista dogmatico<\/em>!<\/p>\n<figure id=\"attachment_1037\" aria-describedby=\"caption-attachment-1037\" style=\"width: 849px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1037\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2018\/01\/23\/le-plessis-robinson-quando-la-rigenerazione-urbana-quella-vera-paga-il-driehaus-prize-2018-a-marc-e-nada-breitman\/3lpr_citejardins1\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/3LPR_CiteJardins1.jpg\" data-orig-size=\"450,338\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"3LPR_CiteJardins1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;La Cit\u00e9-Jardins 1: degli anni \u201920&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/3LPR_CiteJardins1.jpg\" class=\" wp-image-1037\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/3LPR_CiteJardins1.jpg\" alt=\"\" width=\"849\" height=\"638\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/3LPR_CiteJardins1.jpg 450w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/3LPR_CiteJardins1-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/3LPR_CiteJardins1-360x270.jpg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/3LPR_CiteJardins1-250x188.jpg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/3LPR_CiteJardins1-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 849px) 100vw, 849px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1037\" class=\"wp-caption-text\">La Cit\u00e9-Jardins 1: degli anni \u201920<\/figcaption><\/figure>\n<p>Belmont decise quindi che la citt\u00e0 giardino degli anni &#8217;20 sarebbe stata restaurata, piuttosto che demolita, sebbene questo progetto venisse criticato come &#8220;<em>il restauro pi\u00f9 costoso in Francia<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Per sostituire il progetto degli anni &#8217;30 invece, Belmont organizz\u00f2 un concorso ad inviti che coinvolgeva tre studi di architettura modernista. Alla fine, venne scelta la proposta \u201c<em>meno cattiva<\/em>\u201d, rappresentata dal fosco progetto degli architetti Alluin-Mauduit.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1038\" aria-describedby=\"caption-attachment-1038\" style=\"width: 848px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1038\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2018\/01\/23\/le-plessis-robinson-quando-la-rigenerazione-urbana-quella-vera-paga-il-driehaus-prize-2018-a-marc-e-nada-breitman\/4lpr_citejardins2\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/4LPR_CiteJardins2.jpg\" data-orig-size=\"450,338\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"4LPR_CiteJardins2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;La Cit\u00e9-Jardins 2 di Alluin-Mauduit&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/4LPR_CiteJardins2.jpg\" class=\" wp-image-1038\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/4LPR_CiteJardins2.jpg\" alt=\"\" width=\"848\" height=\"637\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/4LPR_CiteJardins2.jpg 450w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/4LPR_CiteJardins2-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/4LPR_CiteJardins2-360x270.jpg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/4LPR_CiteJardins2-250x188.jpg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/4LPR_CiteJardins2-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 848px) 100vw, 848px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1038\" class=\"wp-caption-text\">La Cit\u00e9-Jardins 2 di Alluin-Mauduit<\/figcaption><\/figure>\n<p>Fortunatamente, il disaccordo economico tra questi architetti e l&#8217;ufficio degli alloggi ha impedito loro di portare avanti altri progetti di \u201c<em>riqualificazione<\/em>\u201d dei quartieri del dopoguerra.<\/p>\n<p><strong><em>Bois des Vall\u00e9es<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nei primi anni &#8217;90, la demolizione del <em>Patterson College<\/em> liber\u00f2 un\u2019area su cui la citt\u00e0 decise di costruire un <em>quartiere neo-tradizionale<\/em> \u2013 caratterizzato da un mix di edifici d\u2019affitto e alloggi sociali \u2013 progettato da Marc e Nada Breitman. L\u2019intervento prevedeva anche un centro per disabili e delle nuove caserme per i gendarmi, anch\u2019essi progettati con lo stesso criterio di architettura tradizionale proposto per le unit\u00e0 residenziali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1039\" aria-describedby=\"caption-attachment-1039\" style=\"width: 854px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1039\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2018\/01\/23\/le-plessis-robinson-quando-la-rigenerazione-urbana-quella-vera-paga-il-driehaus-prize-2018-a-marc-e-nada-breitman\/5lpr_boisdesvalles\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/5LPR_BoisDesValles.jpg\" data-orig-size=\"450,338\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"5LPR_BoisDesValles\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Bois des Vall\u00e9es&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/5LPR_BoisDesValles.jpg\" class=\" wp-image-1039\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/5LPR_BoisDesValles.jpg\" alt=\"\" width=\"854\" height=\"641\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/5LPR_BoisDesValles.jpg 450w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/5LPR_BoisDesValles-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/5LPR_BoisDesValles-360x270.jpg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/5LPR_BoisDesValles-250x188.jpg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/5LPR_BoisDesValles-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 854px) 100vw, 854px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1039\" class=\"wp-caption-text\">Bois des Vall\u00e9es<\/figcaption><\/figure>\n<p>Questo progetto, in qualit\u00e0 di progetto pilota per il miglioramento delle periferie, \u00e8 stato realizzato con finanziamenti del Dipartimento di <em>Hauts-de-Seine<\/em> e dell&#8217;<em>Ufficio per gli Alloggi Sociali<\/em> e stato completato nel 1996.<\/p>\n<p><strong><em>Cit\u00e9-Jardins 3 e 4<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel 2000, tre anni dopo l\u2019abbandono di Alluin-Mauduit, la citt\u00e0 incaric\u00f2 l\u2019arch. Xavier Bohl per il completamento dei restanti progetti di sostituzione delle unit\u00e0 abitative postbelliche.<\/p>\n<p>Bohl venne scelto dalla giuria di un concorso atto a promuovere la realizzazione di un quartiere \u2013 in linea con lo spirito del progetto di Spoerry \u2013 sviluppato su 21 ettari \u2026 un\u2019area molto pi\u00f9 ampia del <em>Coeur de Ville<\/em>. Il progetto consta di 1.300 unit\u00e0 abitative, di cui 250 sociali e 6.000 metri quadrati di attivit\u00e0 commerciali e di pubblico impiego.<\/p>\n<p>Il progetto prevede inoltre un sistema di torrenti e stagni che usufruiscono di pompe per il ricircolo dell\u2019acqua, impiegando le precipitazioni meteoriche per ricaricare il sistema, evitando cos\u00ec il consumo idrico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1040\" aria-describedby=\"caption-attachment-1040\" style=\"width: 854px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1040\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2018\/01\/23\/le-plessis-robinson-quando-la-rigenerazione-urbana-quella-vera-paga-il-driehaus-prize-2018-a-marc-e-nada-breitman\/6lpr_citejardins34\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/6LPR_CiteJardins34.jpg\" data-orig-size=\"450,338\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"6LPR_CiteJardins34\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Cit\u00e9-Jardins 3 e 4&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/6LPR_CiteJardins34.jpg\" class=\" wp-image-1040\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/6LPR_CiteJardins34.jpg\" alt=\"\" width=\"854\" height=\"641\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/6LPR_CiteJardins34.jpg 450w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/6LPR_CiteJardins34-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/6LPR_CiteJardins34-360x270.jpg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/6LPR_CiteJardins34-250x188.jpg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/6LPR_CiteJardins34-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 854px) 100vw, 854px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1040\" class=\"wp-caption-text\">Cit\u00e9-Jardins 3 e 4<\/figcaption><\/figure>\n<p>Grazie al drastico cambio di reputazione, <em>Le Plessis-Robinson<\/em> ha trovato facilmente diversi imprenditori interessati a implementare questo progetto che, infatti, \u00e8 stato completato nel 2009.<\/p>\n<p>Dopo vent&#8217;anni di ricostruzione, <em>Le Plessis-Robinson<\/em> consta oggi di due centri, collegati da fronti commerciali continui lungo Avenue Charles de Gaulle e Grande Rue. Il livello occupazionale nella citt\u00e0 \u00e8 aumentato del 50%, facendo di <em>Le Plessis Robinson<\/em> un modello virtuoso che dimostra come una corretta urbanistica, accompagnata da un&#8217;architettura attraente, possano contribuire a rivitalizzare una citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Un modello migliore per la crescita intelligente<\/em><\/strong><\/p>\n<p>A questo punto, facendo un raffronto tra i vivaci quartieri neo-tradizionali descritti e gli squallidi spazi pubblici de <em>La Defense<\/em>, appare chiaro che <em>Le Plessis-Robinson<\/em> risulti un modello di <em>crescita intelligente<\/em> decisamente migliore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1041\" aria-describedby=\"caption-attachment-1041\" style=\"width: 851px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1041\" data-permalink=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/index.php\/2018\/01\/23\/le-plessis-robinson-quando-la-rigenerazione-urbana-quella-vera-paga-il-driehaus-prize-2018-a-marc-e-nada-breitman\/7ladefense\/\" data-orig-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/7LaDefense.jpg\" data-orig-size=\"450,338\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"7LaDefense\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;La Defense&lt;\/p&gt;\n\" data-large-file=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/7LaDefense.jpg\" class=\" wp-image-1041\" src=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/7LaDefense.jpg\" alt=\"\" width=\"851\" height=\"639\" srcset=\"http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/7LaDefense.jpg 450w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/7LaDefense-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/7LaDefense-360x270.jpg 360w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/7LaDefense-250x188.jpg 250w, http:\/\/www.picweb.it\/emm\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/7LaDefense-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 851px) 100vw, 851px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1041\" class=\"wp-caption-text\">La Defense<\/figcaption><\/figure>\n<p>I dettagli stilistici non sono importanti quanto le dimensioni degli edifici e degli spazi pubblici. Eppure, gli architetti modernisti tendono a progettare i loro edifici come icone, pensate per attirare l&#8217;attenzione su di s\u00e9 \u2013 come il grande arco de <em>La Defense<\/em>. Diversamente, gli architetti neo-tradizionali svolgono un ruolo molto pi\u00f9 importante, attento alla progettazione di luoghi pubblici, vivaci e attraenti.<\/p>\n<p>La storia di <em>Le Plessis-Robinson<\/em> ci insegna che nulla risulti pi\u00f9 obsoleto che l&#8217;avanguardia di ieri. Si rifletta sul fatto che, cos\u00ec come i progetti abitativi funzionalisti ritenuti all&#8217;avanguardia \u2013 dagli anni &#8217;20 fino alla met\u00e0 del secolo \u2013 sono quelli per i quali oggi si invoca la demolizione, allo stesso modo, tra meno di cinquant&#8217;anni, l&#8217;architettura avanguardista di oggi sembrer\u00e0 obsoleta ed anche pi\u00f9 grottesca. Diversamente, gli esempi contemporanei di architettura e urbanistica tradizionale a misura d\u2019uomo, una volta superata la prova del tempo, continueranno sempre ad apparire attraenti.<\/p>\n<p>Turisti provenienti da tutto il mondo si recano a Parigi per godersi la sua urbanistica ed architettura tradizionale \u2026 Quanti sono invece i turisti vengono a <em>La Defense<\/em> per sedersi all&#8217;aperto e godersi la sua urbanistica modernista?<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti, ci sono stati molti progetti \u201c<em>HOPE VI<\/em><a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>\u201d che hanno sostituito l\u2019edilizia popolare della met\u00e0 del secolo con interventi di urbanistica neo-tradizionale, tuttavia pochi risultano vitali e attraenti come <em>Le Plessis-Robinson<\/em>. I francesi dimostrano ancora di essere leader mondiali nella creazione di un grande urbanistica.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come i viali e i luoghi della Parigi di Haussmann del XIX secolo furono imitati in tutto il mondo, oggi la Francia potrebbe essere nuovamente considerata un modello mondiale \u2026 per\u00f2 dovrebbe smettere di ritenere necessario il coinvolgimento di archistars autoreferenziali internazionali per immaginare il futuro di Parigi, poich\u00e9 l\u2019unica cosa che le occorre \u00e8 semplicemente di riscoprire la tradizione francese di progettare grandi luoghi urbani.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/iflanewsbrief.wordpress.com\/2012\/02\/03\/arch-ettore-maria-mazzola-to-receive-the-imcl-international-urban-design-award\/\">https:\/\/iflanewsbrief.wordpress.com\/2012\/02\/03\/arch-ettore-maria-mazzola-to-receive-the-imcl-international-urban-design-award\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.livablecities.org\/articles\/proposal-urban-regeneration-suburb-zen-palermo-italy\">http:\/\/www.livablecities.org\/articles\/proposal-urban-regeneration-suburb-zen-palermo-italy<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/architecturehereandthere.com\/2018\/01\/19\/driehaus-for-the-breitmans\/\">https:\/\/architecturehereandthere.com\/2018\/01\/19\/driehaus-for-the-breitmans\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Tenutasi il 14 dicembre 2001 presso la Sala dello Stenditoio dell\u2019Istituto S. Michele a Ripa di Roma<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Andrea Sciascia, <em>Tra le Modernit\u00e0 dell\u2019Architettura \u2013 la questione del Quartiere ZEN 2 di Palermo<\/em>, L\u2019Epos Edizioni, Palermo 2003.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> <a href=\"https:\/\/architecturehereandthere.com\/2018\/01\/19\/driehaus-for-the-breitmans\/\">https:\/\/architecturehereandthere.com\/2018\/01\/19\/driehaus-for-the-breitmans\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.planetizen.com\/node\/57600\">https:\/\/www.planetizen.com\/node\/57600<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/HOPE_VI\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/HOPE_VI<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi anni, specie all\u2019epoca in cui sviluppavo i progetti di rigenerazione urbana per il Corviale di Roma[1] e lo ZEN di Palermo[2], mi \u00e8 capitato pi\u00f9 volte di fare riferimento allo splendido esempio di rinascita di Le Plessis Robinson, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[20,141,140,226,74,41,185,39,23,139,22],"tags":[5,18,13,230,233,102,232,229,12,14,55,228,15,227,231,8,11,17,10,32,6,9,16,4,19,64],"class_list":["post-1031","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-architettura","category-edilizia-popolare","category-istituto-per-le-case-popolari","category-parigi","category-politica","category-progettazione-urbana","category-rigenerazione-urbana","category-roma","category-sociologia-urbana","category-sostenibilita","category-urbanistica","tag-architettura","tag-architettura-tradizionale","tag-archmazzola","tag-breitman","tag-charles-siegel","tag-corviale-di-roma","tag-david-brussat","tag-driehaus-prize","tag-ettore-maria-mazzola","tag-ettore-mazzola","tag-funzionalismo","tag-le-plessis-robinson","tag-mazzola","tag-parigi","tag-pemezec","tag-progettazione","tag-progettazione-biofilica","tag-progettazione-tradizionale","tag-rigenerazione-urbana","tag-roma","tag-sociologia-urbana","tag-sostenibilita","tag-tradizione","tag-urbanistica","tag-urbanistica-tradizionale","tag-zen-di-palermo","clearfix"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>Le Plessis-Robinson - Quando la Rigenerazione Urbana, quella vera, paga! 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